Restaurare una facciata

Restaurare una facciata non è un lavoro complicato, ma a volte richiede particolari attenzioni per far si che possa durare nel tempo. Ecco preziosi consigli

restaurare una facciata
Restaurare una facciata
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“Esporre sempre il lato migliore di se… “

Tutte le cose che ci circondano, come gli immobili, sono soggetti a deteriorarsi nel tempo richiedendo lavori di restauro e ammodernamento per evitare che si danneggino ulteriormente. Gli agenti atmosferici degradano ogni cosa per reazioni chimiche che si sviluppano nelle costruzioni edilizie. Diventa quindi utile capire come ristrutturare una facciata.

Bisogna sapere che a seconda delle norme del comune di residenza, che hanno spesso esigenze di omogeneizzazione dei quartieri,  restaurare una facciata potrebbe risultare necessaria l’autorizzazione della commissione edilizia del Comune. Per avere sicuramente il via libera dall’amministrazione, per guadagnare tempo ed evitare anche parecchie scocciature, conviene affidare la parte burocratica e tecnica ad un professionista.

Se volete essere sicuri di procedere nelle regole e di non avere problemi, rivolgetevi ad un professionista e sarete sicuri di non commettere errori.

Colore della gettata:

  • Bianco: polvere di marmo e cemento bianco.
  • Grigio: sabbia normale e cemento classico.
  • Altri colori: malta bianca e vernice colorata per esterni, una volta che la malta sarà asciutta. Le malte colorate erano molto correnti anni fa nei negozi specializzati, ma oggi sono diventate più rare. Chiedete consiglio al vostro fornitore di fiducia per scoprire la soluzione più pratica o veloce.

Preparazione del materiale:

  1. Posizioneremo un asse di legno sul muro che farà da perimetro per la gettata.
  2. Bisogna verificare la consistenza del muro sottostante. Infatti, verranno scelti dei chiodi da muro o dei tasselli a pressione a seconda della durezza dell’intonaco. Si userà una livella per controllare che l’asse sia perfettamente orizzontale.
  3. Inizialmente si dovranno unire due parti di cemento a tre di sabbia.
  4. In seguito, bisognerà aggiungere al composto altre due parti di calce adesiva (o un additivo per malte cementizie) per aumentare il coefficiente adesivo dell’impasto. Tutti questi materiali sono facilmente reperibili in qualsiasi negozio specializzato.
  5. A questo punto aggiungeremo l’acqua. Questo è un passaggio delicato che determinerà la riuscita o meno del nostro lavoro, perché la malta dovrà essere molto più liquida di un classico impasto. Solo quando lo utilizzeremo capiremo se la consistenza è corretta. Nel caso in cui ci rendiamo conto di aver sbagliato, possiamo correggere l’impasto aggiungendo l’uno o l’altro degli elementi necessari.

Se avete bisogno dell’ausilio di un professionista per questi passaggi delicati, vi consigliamo di richiedere un preventivo all’azienda più vicina a casa vostra.

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Gettata:

  1. Preveniamo disagi disponendo un telo di plastica sotto all’area di lavoro. Oltre a non rovinare il pavimento, questo accorgimento ci permetterà anche di recuperare la malta che sicuramente cadrà durante il lavoro. Per questo motivo non conviene usare i tradizionali pezzi di cartone o i giornali.
  2. Intingiamo una pennellessa in un secchio d’acqua imbevendola per bene e inumidiamo preventivamente la superficie su cui getteremo, in modo da evitare che l’intonaco modifichi successivamente la proporzione tra i vari componenti del nostro impasto assorbendone l’acqua già presente.
  3. Si prosegue inserendo una parte di malta nella macchina schizzatrice riempiamola per tre quarti, poi potremo cominciare a girare la manovella con forza e velocemente.
  4. La gettata va fatta prima sulla parte alta del muro, all’altezza dell’assicella di legno, in modo che le eventuali colate di malta non rovinino il lavoro già fatto ma colino invece sulla parte vergine della parete.
  5. A lavoro finito, si potrà procedere con l’accurata pulizia degli attrezzi. Un getto di acqua dovrebbe essere sufficiente. Puliremo con particolare cura la macchina schizzatrice, soprattutto la manopola e il perno dentato che potrebbero rompersi nel caso rimanessero dei residui di cemento indurito.
  6. La gettata avrà bisogno di due o tre giorni per asciugare a seconda delle condizioni atmosferiche. Più l’aria sarà calda e secca minore sarà il tempo necessario al cemento per seccarsi. Solo dopo quel lasso di tempo potremo intervenire con delle modifiche sulle parti che potrebbero essere venute male ripetendo tutto il procedimento.

Quanto costa restaurare una facciata?

La media nazionale oraria per il restauro di una facciata si aggiro intorno ai € 20,00.

Ci potrebbero poi essere altre necessità nel restaurare una facciata,  ma questo varia da caso a caso. Per esempio potrebbero essere necessarie la pulizia e la tinteggiatura, la riparazione di crepe, il rivestimento, la riparazione di grondaie e pendenti, la ripartizione di cavi nuovi ecc...

Contano quindi le dimensioni della superficie da restaurare e le singole lavorazioni necessarie per cui il restauro della facciata di una palazzina potrebbe costare varie decine di migliaia di euro.

NOTA: tutte le informazioni, i prezzi, i costi da noi forniti hanno carattere puramente indicativo.

Ogni prezzo è variabile per condizioni economiche, di tempistiche, di mercato e di località.

Insomma, la cosa migliore sarebbe quella di richiedere direttamente un preventivo alle imprese più vicine  per avere un’idea più precisa del budget necessario a restaurare una facciata e poter scegliere il più conveniente.

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