Piscina senza cloro? Ecco come funziona e quando conviene una biopiscina naturale

La biopiscina è una soluzione green, ma è davvero sicura per le persone e fa bene all’ambiente? Proviamo a rispondere qui ed evidenziamo punti di forza e difetti.

 

Biopiscina naturale senza cloro in un giardino italiano: acqua limpida con piante di fitodepurazione, zona relax con lettini e ombrelloni e due persone che nuotano.

 

In questa guida spiegheremo cos’è una bio piscina senza cloro, come “funziona” e come si manutiene. Vedremo se, senza rinunciare al comfort e al divertimento, è un vero cambio di rotta rispetto alle piscine tradizionali.

 

Come funziona una piscina senza cloro?

 

La biopiscina è un tipo peculiare di piscina che riproduce i meccanismi di autodepurazione dei laghi naturali. Non utilizza cloro né altri prodotti chimici, ma un insieme di piante acquatiche e filtri biologici che mantengono l’acqua pulita e trasparente.

 

Si suddivide in due aree: la zona balneabile e la zona di rigenerazione. Nella prima si nuota, nella seconda le piante e i substrati minerali depurano l’acqua, eliminando impurità e batteri. Un circuito idraulico continuo fa circolare l’acqua tra le due aree, permettendo la filtrazione naturale. Il risultato è un ecosistema equilibrato, privo di sostanze irritanti, che garantisce comfort, estetica e rispetto dell’ambiente.

 

Quali sono i vantaggi della biopiscina?

 

Alcuni dei vantaggi si possono evincere da quanto scritto fin qui. Ma ecco una panoramica.

 

  • Riduce l’impatto ambientale: non impiega sostanze chimiche e si integra perfettamente con il paesaggio, favorendo biodiversità e microecosistemi naturali.
  • Migliora la salute: l’assenza di cloro evita irritazioni alla pelle e agli occhi, mentre l’acqua biologicamente pura dona una sensazione di naturale benessere.
  • Richiede meno manutenzione: una volta stabilizzato l’ecosistema, le operazioni di pulizia e controllo sono ridotte rispetto alle piscine tradizionali.
  • Aumenta il valore dell’immobile: rappresenta una soluzione estetica e sostenibile sempre più apprezzata nel mercato immobiliare di fascia medio-alta.

 

Non mancano gli svantaggi, che indagheremo nella sezione riservata al confronto con la piscina tradizionale. Per ora, possiamo dire che il costo della biopiscina rientra tra i contro, se si cercano soluzioni low cost o piscine fai da te.

 

Come si mantiene una piscina naturale?

 

La manutenzione della biopiscina è diversa, ma non più complessa di quella della piscina tradizionale. Una volta avviato l’ecosistema, è sufficiente monitorare l’equilibrio biologico e intervenire solo in caso di squilibri visibili.

 

Le operazioni principali consistono nella rimozione periodica delle foglie e dei detriti superficiali, nel controllo del livello dell’acqua e nella potatura stagionale delle piante filtranti. Durante i mesi freddi, è consigliabile ridurre la circolazione dell’acqua e proteggere la vegetazione più sensibile dal gelo.

 

Non essendo impiegati disinfettanti chimici, l’acqua non deve essere svuotata ogni stagione, ma solo parzialmente rinnovata quando necessario. Occhio però ai sistemi di filtrazione meccanica, che vanno puliti periodicamente. Richiedono comunque interventi molto radi.

 

Quando si può fare una biopiscina?

 

Le piscine naturali sono versatili, dunque installabili in molti contesti. Nondimeno, richiedono la presenza di alcune condizioni per poter rendere al meglio.

 

  • Terreno permeabile e ben drenato: facilita il deflusso naturale dell’acqua e previene ristagni che alterano l’equilibrio biologico.
  • Esposizione al sole: le piante filtranti necessitano di luce per la fotosintesi e per garantire una corretta ossigenazione dell’acqua.
  • Spazio sufficiente: occorre prevedere un’area balneabile e una di rigenerazione, rispettando proporzioni adeguate (almeno 1/3 per la zona di fitodepurazione).
  • Accesso all’acqua e all’elettricità: servono per l’impianto di ricircolo e per eventuali dispositivi di illuminazione o riscaldamento.

 

Bastano una buona progettazione e il rispetto dei requisiti ambientali, è possibile realizzare una biopiscina praticamente ovunque, anche in giardini di medie dimensioni.

 

Piscina naturale vs piscina con cloro

 

Nella tabella che segue mettiamo a confronto biopiscina e piscina tradizionale per evidenziare pro e contro delle due soluzioni.

 

Criterio

Biopiscina naturale

Piscina tradizionale

Meccanismo di funzionamento

Depurazione biologica tramite piante e filtri naturali

Depurazione chimica con cloro e prodotti specifici

Impatto sull’ambiente

Minimo, ecosostenibile e favorevole alla biodiversità

Alto, per l’uso di sostanze chimiche e ricambi d’acqua frequenti

Salute

Acqua priva di irritanti, non aggressiva per pelle e occhi

Possibili irritazioni cutanee e oculari dovute al cloro

Manutenzione

Ridotta e basata su controlli naturali periodici

Regolare e legata all’aggiunta di prodotti e pulizie frequenti

Costo

Investimento iniziale medio-alto, gestione più economica nel tempo

Investimento inferiore, ma maggiori costi di gestione annuale

 

Come risparmiare sui costi di realizzazione di una piscina senza cloro?

 

La posa di una piscina bionaturale comporta una spesa rilevante. Voler risparmiare è dunque comprensibile, purché non si sacrifichi la qualità dei materiali o della progettazione.

 

Il modo migliore per farlo è confrontare diversi preventivi di aziende specializzate in piscine naturali: operazione indispensabile per un intervento di questo tipo, che coinvolge scavi, impianti idraulici e componenti naturali.

 

Per ottenerli gratis e velocemente, conviene affidarsi ai portali che permettono di contattare le ditte di zona e di chiedere preventivi online per costruire una piscina senza cloro. Come Edilnet.it: un sito scelto da migliaia di utenti per la facilità di uso e la totale trasparenza del servizio.

 

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