Bonifiche per serbatoi di gasolio interrati: sono necessarie anche per le case?

Bonifiche per serbatoi di gasolio interrati: sono necessarie anche per le case?
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La bonifica dei serbatoi di gasolio interrati è un’attività che interessa non solo le industrie e le attività produttive, ma anche i contesti residenziali. Dunque, i semplici proprietari di casa. Ecco qualche consiglio per procedere secondo normativa, evitare spiacevoli sanzioni e individuare l’azienda di bonifica più adatta.

 

La bonifica di serbatoi di gasolio interrati è un'operazione solo per professionisti.

 

 

 

Perché bonificare i serbatoi di gasolio interrati?

 

Le bonifiche dei serbatoi di gasolio interrati interessano anche le semplici abitazioni civili. L’eventualità è tutt’altro che remota. Per esempio, coinvolge sempre chi in passato ha usufruito di una caldaia a gasolio, e ora vorrebbe cambiare impianto e lo ha già cambiato.

 

La necessità di procedere con la bonifica nasce da un rischio oggettivo: il serbatoio dismesso potrebbe inquinare il suolo e l’ambiente circostante.

 

A tal proposito, va chiarito il concetto di “serbatoio di gasolio interrato suscettibile a bonifica”. L’espressione, infatti, potrebbe non rendere l’idea. Secondo la normativa attuale, è considerato “interrato” non solo un serbatoio che effettivamente si trova sotto il livello del terreno, ma anche un serbatoio semplicemente appoggiato al suolo. Il rischio di inquinamento, d’altronde, è alto anche in quest’ultimo caso.

 

Infine, un serbatoio è suscettibile a bonifica quando è in dismissione, ovvero quando il suo ciclo produttivo è stato interrotto. Nel caso delle abitazioni residenziali, quando non viene più utilizzato per stoccare gasolio e far funzionare la caldaia.

 

 

Bonifica di serbatoi interrati: una normativa complessa

 

La normativa è complessa in quanto… incompleta. Il legislatore, almeno a livello nazionale, è stato fin qui parco di definizioni procedurali, sicché le Regioni si muovono un po’ in ordine sparso. E’ bene però fare riferimento alla normativa regionale più completa, ovvero a quella della Lombardia. Trovate tutte le informazioni necessarie nelle Linee Guida dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.

 

Le normative nazionali cui fare riferimento, pur ignorando quasi del tutto la questione dei serbatoi interrati, sono però utili per verificare gli obblighi in termini di salvaguardia ambientale e circa le autorizzazioni integrate. La più importante è il Decreto Legislativo n.152 del 2006.

 

Ad ogni modo, stando alle Linee Guida, le fasi della bonifica di un serbatoio di gasolio interrato in ambito residenziale sono le seguenti.

 

  • Risanamento definitivo. Consiste nell’applicazione di un sistema a doppia parete di altre misure di carattere tecnico, necessarie nel caso in cui il serbatoio non possa essere rimosso. Al risanamento definitivo segue sempre un’opera di monitoraggio regolare.

 

  • Risanamento temporaneo. Consiste nell’applicazione di un rivestimento temporaneo al fine di proteggere il suolo nel periodo che precede l’effettiva rimozione.

 

  • Rimozione. E’ un processo lungo, in quanto non coinvolge solo il serbatoio, ma anche le condotte di adduzione ed erogazione, le strutture di alloggiamento. Insomma, l’impianto di stoccaggio nel suo complesso.

 

 

Bonificare un serbatoio di gasolio interrato: a chi rivolgersi?

 

E’ evidente che che le bonifiche del serbatoio di gasolio rappresentino attività altamente specialistiche. Dunque, è bene porre la massima attenzione alla scelta dell’azienda che si occuperà della bonifica, a maggior ragione se si considera che la responsabilità è in capo al proprietario.

 

Il consiglio è di fare riferimento a Spurgo-pozzi.org, un portale che ospita le migliori aziende spurghi e bonifiche (le due attività vanno spesso di pari passo in quanto richiedono competenze simili). All’interno trovate aziende operanti in tutto il territorio nazionale, alcune di queste con esperienza non solo nel privato, ma anche nel pubblico.

 

In ogni caso, dovreste puntare ad aziende che vantano un discreto portfolio e feedback positivi da parte degli ex utenti. Un altro criterio importante è l’approccio alla gestione della clientela. In parole povere, devono essere trasparenti e portati al dialogo, soprattutto quando le attività sono complesse, come nel caso delle bonifiche.

 

 

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