Inquinamento acustico: quali i rimedi?

l'inquinamento acustico è un problema specialmente nelle grandi città.
Inquinamento acustico: quali i rimedi?
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Inquinamento acustico: cos’è e cosa bisogna fare per limitare i danni e preservare la propria salute. Oggi proveremo a fare chiarezza sulle principali cause che danno origine al problema, cercando di identificare i rimedi e di individuare la normativa vigente che disciplina limiti e vincoli imposti dalla legge nazionale ed europea. Per conoscere il fenomeno e per prevenire le complicazioni legate ad esso.

 

Inquinamento acustico: cosa è?

Pur essendo un problema con il quale facciamo spesso i conti quotidianamente (anche a volte non rendendocene conto), l’inquinamento acustico non sempre è un argomento di cui si parla con consapevolezza. Prima di conoscere cause ed effetti, però, dobbiamo cercare di capire bene a cosa ci si riferisce quando si usa il termine inquinamento acustico e quali sono i fenomeni che possono essere fatti rientrare all’interno di questa categoria.

Si definisce inquinamento acustico ogni rumore, suono fastidioso o trambusto che disturba, infastidisce o intralcia il quieto vivere delle persone o che, in generale, altera gli equilibri di un ambiente. Musica troppo alta, caos e traffico impazzito delle e nelle città, chiasso e qualsiasi altro tipo di trambusto molesto capace di arrecare danni psichici o fisici, tutti questi posso essere definiti (soprattutto se costanti e insistenti) casi di inquinamento acustico.

Queste, ovviamente, sono eventualità che non si verificano solo in ambienti esterni, al contrario, molto probabile è che gli stessi possano, prima o poi, disturbare anche la serenità e gli equilibri tipici di un ambiente domestico. Un clacson che suona all’impazzata darà fastidio ai passanti tanto quanto a chi su quella strada vi ci abita. Come è facile intuire, quindi, l’inquinamento acustico riguarda diversi ambiti della vita quotidiana e, proprio per questo motivo, meriterebbe maggiore attenzione.

 

Inquinamento acustico: quali le cause?

Ridurre e combattere i disagi tipici di un ambiente esposto ad inquinamento acustico non è impossibile. Come? Prima di tutto bisogna conoscere le cause del fenomeno e, di conseguenza, cercare di evitarle quando è possibile o di impegnarsi a contrastarle quando non lo è. Vi sono luoghi, spesso pubblici o comunque esterni ad un’abitazione, dove di fatto è impossibile sottrarsi a rumori molesti.

Pensate per esempio a posti come ferrovie, aeroporti, caselli autostradali, stazioni etc. Questi sono tutti luoghi dove il via vai di gente e il traffico di mezzi, merci e persone generano di per sé dei rumori che difficilmente si possono evitare. In questi posti, però, è anche vero che spesso ci si trova di passaggio, quindi il problema di un’esposizione prolungata non esiste.

Diverso ragionamento, invece, vale per chi in ambienti del genere ci lavora. In questi casi, infatti, i lavoratori che prestano la propria attività in luoghi rumorosi come stazioni, aeroporti, cantieri, industrie etc. solitamente si devono attenere a delle precise misure preventive e protettive (come l’obbligo di indossare cuffie isolanti) che, nello specifico, hanno come scopo quello di limitare rischi e danni alla salute.

Vi sono delle circostanze, in fine, dove le principali cause di inquinamento acustico sono semplice conseguenza di un’azione umana e volontaria (e quindi per questo motivo possono essere facilmente evitabili). Tra questi rientrano tutti i rumori domestici che, con un po’ più di attenzione, potrebbero sicuramente essere ridotti a zero o, comunque, al minimo indispensabile.

Un uso eccessivo e insistente degli elettrodomestici, per esempio, oppure TV e stereo ad alto volume, sono tutte cause di inquinamento acustico. Queste però, a differenza di quelle sopra elencate, sono tutte azioni che dipendono dal nostro volere e, quindi, sono sotto il nostro controllo. Evitarle perciò è possibile, basta solo un po’ più di attenzione.

 

un rilevatore per l'inquinamento acustico.

 

Inquinamento acustico: danni per la salute

I danni che i casi di inquinamento acustico possono causare alla salute sono sia di tipo fisico che di tipo psicologico. Prima di tutto, infatti, un forte rumore o un suono fastidioso potrebbero andare a ledere il nostro udito, danneggiando l’orecchio dall’interno e limitando la nostra capacità di sentire (parzialmente o del tutto).

A questo tipo di danneggiamento, inoltre, si aggiungono spesso anche fastidiosi disturbi come il fischio o il ronzio delle orecchie, medicalmente definiti come tinnito o acufene. I danni, in tutti questi casi, possono essere irreversibili e permanenti. Insieme ai fastidi fisici, come accennato già sopra, l’inquinamento acustico può essere motivo di disturbi di tipo psicologico. Stress, nervosismo, disturbo del sonno, affaticamento e tensione possono essere malesseri conseguenti all’esposizione prolungata o anche inaspettata a rumori sgradevoli.

Pensate, per esempio, al fastidio di essere svegliati la mattina dal clacson insistente di un autista al volante, oppure al mormorio della gente presente in un locale vicino casa aperto fino a tarda notte. Forse non danneggeranno il vostro timpano ma, di sicuro, vi impediranno di riposare tranquillamene e metteranno alla prova i vostri nervi.

 

Inquinamento acustico: cosa dice la normativa

La normativa rivolta alla gestione e alla tutela da inquinamento acustico può essere divisa in tre categorie.

Nella prima rientrano tutte le direttive e le raccomandazioni europee, rivolti dalla Commissione ai Paesi dell’Unione e volte a completare e a orientare l’azione degli Stati Membri verso un unico obiettivo (ovvero la salvaguardia e la tutela della salute dei cittadini).

Nella seconda, invece, rientra la nostra normativa nazionale, quella cioè messa a punto dagli organi statali a valida su tutto il territorio italiano.

Nella terza, in fine, rientrano i regolamenti regionali che, nello specifico, vengono emanati da ogni regione in maniera autonoma ma sempre rispettando quanto imposto da Stato e Unione Europea. A questi si aggiungono inoltre anche gli enti locali che, nello specifico, possono pubblicare circolari e direttive volte a mettere in pratica quanto già stabilito da enti europei, nazionali o regionali adattando la normativa al proprio territorio.

Fatte queste premesse, comunque, è possibile fare un punto della situazione partendo proprio da un esame approfondito delle leggi che oggi definiscono l’inquinamento acustico e individuano gli strumenti normativi per contrastarlo. Sia a livello europeo (con la Direttiva CE 49 del 2002) che a livello nazionale (con la Legge quadro n. 447 del 1995 e i vari decreti legislativi e ministeriali successivi) sono stati fissati dei principi che permettono al cittadino di poter riconoscere rispettivamente: gli indicatori acustici e metodi di calcolo del rumore (per capire quindi quando determinati limiti vengono o non vengono superati) e mappature acustiche (con le quali si distinguono aree dove la popolazione è più esposta – e quindi da tutelare – e aree dove invece bisogna assicurare e garantire sempre la quiete).

Leggi e regolamenti, in ogni caso, sia a livello locale che a livello nazionale ed europeo, oltre che a stabilire modalità di misurazione e limiti, individuano anche dei precisi piani d’azione volti a limitare i danni e/o a contrastare i fenomeni di inquinamento acustico.

 

Inquinamento acustico: i rimedi

Ridurre l’inquinamento acustico è possibile, anche quando certe azioni non dipendono dal nostro comportamento. L’unione Europea, per esempio, recentemente ha suggerito l’uso di alberi e piante come mezzo di contrasto nelle città, in grado di attutire rumori del traffico e di zone particolarmente trafficate. Questo consiglio, se avete a disposizione degli spazi esterni alla vostra abitazione o un giardino, potreste per esempio metterlo benissimo in pratica anche a casa vostra.

Posto dunque che nei luoghi pubblici tutto dipende dalle decisioni prese dell’amministrazione locale, lo stesso non si può dire invece di appartamenti ed edifici che appartengono ai privati. Questi ultimi, infatti, possono agire liberamente e legittimamente, prendendo delle decisioni in grado di migliorare la qualità della vita anche in questo senso. Stesso ragionamento, ovviamente, vale a livello domestico. Installare nella propria dimora finestre isolanti o tirare su della mura in grado di isolare acusticamente una stanza sono sicuramente delle mosse che faranno bene alla salute e che limiteranno notevolmente i problemi legati all’inquinamento acustico.

Altrettanto importante, infine, sono i piccoli gesti di vita quotidiana. Limitare l’uso di elettrodomestici, ridurre al minimo rumori molesti, ascoltare musica e tv impostando l’audio ad un volume non nocivo possono sembrare delle azioni insignificanti rispetto ad altre difficoltà più grandi ma, di fatto, saranno anche questi in grado di fare la differenza.

I materiali fonoassorbenti sono un rimedio contro l'inquinamento acustico.

 

Inquinamento acustico: a chi rivolgersi?

Se siete interessati a ridurre al minimo l’esposizione di voi e dei vostri cari ai casi di inquinamento acustico quello che dovete fare, prima di tutto, è partire cercando di migliorare il luogo in cui passate più tempo durante il giorno, ovvero: la vostra casa. In questo senso, dunque, potrebbe tornarvi utile rivolgervi ad un esperto.

Un tecnico o un professionista conoscitore della materia in grado cioè di indirizzarvi verso le soluzioni migliori a livello abitativo. Solo chi conosce il problema sarà in grado di contrastarlo abilmente. Geometri, architetti, ingegneri e/o periti tecnici potranno mostrarvi come muovervi meglio per ottenere i migliori risultati.

Consultate quindi chi da anni ha avuto modo di lavorare nel settore dell’isolamento acustico e chiedete più preventivi possibili. In questo modo, infatti, avrete approfondito le vostre conoscenze al riguardo e avrete la possibilità e la sicurezza di stare investendo in un progetto in grado di salvaguardare la vostra salute e e la qualità della vostra vita.

 

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