Conviene di più il piano di cottura a gas o induzione? Fai il test online

Piano di cottura a gas vs induzione: è così difficile scegliere? No, se ti fai le domande giuste. Completa un rapido test e scopri cosa è meglio per te e per la tua famiglia.

 

È meglio il gas o il piano cottura a induzione elettrico? Da un lato abbiamo una soluzione consolidata, dall’altro abbiamo una che si sta diffondendo, ma che i più scettici considerano di moda. Nella guida che stai per leggere affrontiamo il tema da più punti di vista.

 

Parleremo di prestazioni, costi, sicurezza e scenari compatibili con l’una e l’altra tipologia. Iniziamo subito con un test rapido e poi approfondiamo punto per punto.

 

Test: meglio gas o induzione?

 










 

Confronto costi e consumi gas e induzione

 

Costano di più i fornelli a gas o a induzione?

 

Il costo iniziale è uno dei primi elementi di differenziazione. Un piano cottura a gas di fascia media costa mediamente tra 150 e 400 euro, mentre un piano a induzione di pari livello parte da 300 euro e può arrivare facilmente a 800, con punte oltre i 1.150 euro per i modelli smart. Tuttavia, la vera differenza si nota nei costi di consumo e manutenzione.

 

Un fornello a gas consuma circa 0,30 metri cubi di gas per ora di utilizzo, corrispondenti a circa 0,35-0,40 euro/ora in base alle tariffe 2025. Un piano a induzione da 2 kW, invece, consuma in media 0,40-0,45 kWh per un’ora di cottura, pari a circa 0,12-0,18 euro/ora, a seconda della fascia tariffaria elettrica.

 

Questo significa che, a parità di tempo, l’induzione risulta più efficiente: converte oltre il 90% dell’energia in calore, mentre il gas ne utilizza solo il 60%, disperdendo il resto nell’ambiente.

 

L’impianto fotovoltaico aumenta la convenienza dell’induzione?

 

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Sì, l’abbinamento tra piano a induzione e impianto fotovoltaico è uno dei fattori che più influisce sulla questione costi. L’autoproduzione di energia elettrica consente infatti di abbattere quasi del tutto i costi di esercizio. Basta un impianto domestico da 4 kW e un piano a induzione da 7 kW, l’energia solare per coprire fino al 70% del fabbisogno di cottura di una famiglia di quattro persone.

 

Ad esempio, se una famiglia consuma 100 kWh al mese per la cucina, un impianto ben dimensionato può ridurre la spesa da circa 30 euro mensili a meno di 10 euro.

 

Come ottimizzare i consumi elettrici con le fasce orarie?

 

Le tariffe elettriche variano in base alla fascia oraria e possono incidere notevolmente sul costo di utilizzo del piano a induzione. Le fasce F1 (ore diurne feriali) sono le più costose, mentre le F2 e F3 (sera, weekend e festivi) offrono tariffe ridotte fino al 30%.

 

In questo caso, valgono gli stessi ragionamenti che si fanno per qualsiasi altro elettrodomestico. Dunque, è utile pianificare la cottura principale durante le fasce più economiche, ad esempio la sera o nei fine settimana.

 

Un’ora di cottura serale può costare circa 0,13 euro anziché 0,18 euro nelle ore di punta, con un risparmio medio del 20-25% sulla bolletta annuale.

 

La buona notizia è che i moderni fornelli a induzione dispongono di funzioni di programmazione che consentono di avviare automaticamente la cottura in orari prestabiliti, massimizzando il risparmio.

 

 

Prestazioni di cottura e facilità d’uso: gas vs induzione

 

Le differenze tra i due sistemi emergono soprattutto nelle prestazioni di cottura. Un piano a induzione porta a ebollizione un litro d’acqua in circa 2 minuti, contro i 6-7 minuti medi del gas. Questo grazie all’assenza di dispersione: il calore si genera direttamente sul fondo della pentola.

 

Il controllo della temperatura è più preciso nell’induzione, grazie ai display digitali e ai sensori automatici. Il gas, invece, rimane più intuitivo per chi è abituato alla regolazione visiva della fiamma.

 

Per contro, l’induzione richiede pentole con fondo magnetico e un po’ di pratica per adattarsi alle funzioni elettroniche. Dal punto di vista della pulizia, l’induzione è imbattibile: basta un panno umido, poiché la superficie non si surriscalda e il cibo non si brucia. Il gas, invece, richiede la pulizia di griglie, bruciatori e supporti.

 

Tempi di cottura e controllo temperatura

 

Il piano a induzione riscalda più rapidamente perché trasferisce energia direttamente alla pentola. Un fornello da 2 kW porta a ebollizione un litro d’acqua in circa 120 secondi, contro i 400 del gas.

 

Inoltre, si può regolare la potenza con precisione, spesso su 10 o più livelli, e i modelli più avanzati dispongono di funzioni automatiche per frittura, bollitura o mantenimento in caldo.

 

Il gas, tuttavia, mantiene una eccellente flessibilità: la visibilità della fiamma consente un controllo immediato e intuitivo, soprattutto per le cotture che richiedono fuoco diretto o flambé. 

 

Pentolame e flessibilità d’uso

 

Il piano a induzione funziona solo con pentole dotate di fondo magnetico, in acciaio o ghisa. L’alluminio e il rame sono compatibili solo se multistrato con base ferrosa. Questo comporta, in molti casi, la sostituzione del vecchio set di pentole, con una spesa aggiuntiva di 100-200 euro.

 

Il gas, invece, non impone limitazioni: può essere utilizzata qualsiasi pentola, padella o tegame, indipendentemente dal materiale. Questa flessibilità è un vantaggio per chi cucina con strumenti tradizionali o di grandi dimensioni, come wok o griglie.

 

 

Pulizia e manutenzione quotidiana

 

Sul piano della manutenzione, l’induzione è nettamente più comoda. La superficie in vetroceramica resta fredda intorno alla pentola e non permette ai residui di attaccarsi. Basta un panno umido o un detergente neutro per riportarla al nuovo. Non essendoci griglie o bruciatori, il tempo di pulizia si riduce fino al 70%.

 

Il gas, invece, richiede smontaggio e pulizia regolare di ugelli e bruciatori, che possono ostruirsi con residui di cibo. L’induzione, oltre a essere più semplice da mantenere, è meno soggetta a guasti: non ci sono fiamme libere né componenti meccanici soggetti a usura. I componenti elettronici hanno una durata media di 10-15 anni e non presentano rischio di perdita o combustione.

 

Quale piano cottura è meglio in base alle esigenze specifiche?

 

Al netto delle differenze, i due piani di cottura sono entrambi validi. Dunque, è bene confrontarli anche rispetto alla compatibilità con scenari specifici. Ecco i più comuni.

 

Due chef si confrontano con diverse impostazioni: cucina al fuoco e cucina a induzione.

 

Famiglie con bambini: sicurezza e praticità

 

In questo caso meglio l’induzione. Infatti. elimina completamente il rischio di ustioni da fiamma libera e si spegne automaticamente in assenza di pentola. Molti modelli dispongono del blocco bambini (child lock), che impedisce l’accensione accidentale. Anche la pulizia più rapida è un vantaggio per chi ha poco tempo.

 

Cuochi professionisti e appassionati: prestazioni e controllo

 

Molti cuochi professionisti apprezzano la potenza e la precisione dell’induzione, che consente di ottenere temperature costanti e tempi di reazione immediati. Alcuni modelli consentono di impostare la temperatura esatta al grado, ideale per preparazioni delicate.

 

Tuttavia, molti chef continuano a preferire il gas per la sua reattività e per la possibilità di lavorare con fiamma viva. Il controllo visivo e la compatibilità con qualsiasi pentola restano vantaggi importanti.

 

Utenti con budget limitato: costi e investimenti iniziali

 

Chi ha un budget ridotto trova nel gas una soluzione più accessibile. Il costo d’acquisto e d’installazione è più basso, e la manutenzione può essere gestita senza interventi specialistici.

 

Tuttavia, i consumi nel tempo possono essere più elevati e dipendere dalle fluttuazioni del prezzo del gas. L’induzione, pur costando di più all’inizio, offre un risparmio nel medio-lungo periodo, soprattutto se combinata con tariffe elettriche vantaggiose o fotovoltaico.

 

Requisiti normativi e tecnici per l’installazione

 

L’installazione dei piani a gas deve rispettare il D.M. 37/2008 e le norme UNI-CIG, che impongono la presenza di una cappa aspirante collegata all’esterno e una corretta aerazione del locale. Gli impianti devono essere realizzati da tecnici abilitati con certificazione di conformità.

 

Per i piani a induzione, i requisiti sono di tipo elettrico: è necessario verificare la potenza disponibile nel contatore, spesso da aumentare da 3 a 4,5 kW o più per evitare sovraccarichi. L’installazione richiede un circuito dedicato e una messa a terra efficiente. Seguire le normative garantisce sicurezza e durata, oltre a evitare sanzioni in caso di controlli o incidenti domestici.

 

Infografica di confronto tra gas e induzione.

 

Come risparmiare su acquisto e posa del miglior piano cottura?

 

L’acquisto e la posa di un piano cottura, a gas o a induzione, comportano una spesa più o meno rilevante. La buona notizia è che è sempre possibile risparmiare senza compromettere la qualità.

 

Il primo passo consiste nel confrontare più offerte per installare il piano cottura. Questo approccio è particolarmente utile in interventi che coinvolgono sia impianti elettrici che del gas.

 

Per ottenerli in modo semplice e rapido, i portali di richiesta preventivi online, come Edilnet, rappresentano la soluzione ideale: consentono di contattare con un clic più gli installatori per piani cottura vicino casa e di ricevere proposte non impegnative.

 

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