Autoclave in casa: cosa occorre sapere prima del montaggio

Autoclave in casa: cosa occorre sapere prima del montaggio
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Abitate in un condominio di sei piani e ogni volta che dovete fare la doccia imprecate perché la pressione del getto è insufficiente per godersi appieno il relax che meritate? Sappiate che questo è un problema piuttosto comune e per molti aspetti “fisiologico” per chi abita nei piani alti di un palazzo: la soluzione per aumentare la pressione dell’acqua in modo che sia sufficiente per il fabbisogno di ognuno è l’installazione di un impianto autoclave.

 

La pressione bassa dell'acqua in casa

 

Autoclave: cosa è?

 

Con il termine autoclave si fa riferimento all’impianto utile a incrementare la pressione dell’acqua in una determinata rete di distribuzione, come può essere per l’appunto quella di un palazzo di molti piani.

 

Le componenti dell’autoclave sono:

 

  • una pompa elettrica, necessaria per l’incremento della pressione dell’acqua;

 

  • un pressostato, ovvero un interruttore che permette di accendere la pompa elettrica in base ad uno specifico valore di pressione;

 

  • un serbatoio nel quale si accumula l’acqua proveniente dalla rete idrica da utilizzare al momento del bisogno, ossia quando non è possibile disporre di quella erogata dalla rete di distribuzione;

 

  • un contenitore a pressione al cui interno si trova il “polmone”, ovvero un camera d’aria dove arriva l’acqua dal serbatoio spinta dentro dalla pompa elettrica.

 

Autoclave: come funziona?

 

Il funzionamento di una pompa autoclave per uso domestico

 

Vediamo quindi quali sono le fasi essenziali del funzionamento di un’autoclave.

 

  • Accensione della pompa elettrica che permette di spingere l’acqua al serbatoio, anche grazie all’aria in pressione presente nel “polmone”;

 

  • All’interno del serbatoio l’aria viene compressa per cui vi è un innalzamento della pressione: raggiunto il limite stabilito, la pompa elettrica si spegne automaticamente;

 

  • Il volume dell’aria compressa tende ad incrementarsi, ogni volta che viene aperto un rubinetto,e di conseguenza avviene una leggera riduzione della pressione. Subito dopo fuoriesce l’acqua dal rubinetto;

 

  • Il ciclo appena descritto si riavvia ogni volta che la pressione raggiunge il valore minimo prefissato.

 

 

Perchè installare un’ autoclave in casa?

 

Come già enunciato nell’introduzione, l’impianto autoclave è spesso necessario in quei palazzi di molti piani in cui la pressione dell’acqua non è sufficiente a raggiungere tutti i locali serviti dalle tubature. Ma non è questo l’unico caso in cui installare un’ autoclave in casa diventa necessario.

 

Esistono infatti anche villette di due piani in cui le tubature sono lesionate o di cattiva qualità, per cui anche in questo caso la pressione dell’acqua è insufficiente per soddisfare il fabbisogno quotidiano.

 

Un altro caso ricorrente in cui l’impianto autoclave domestico diventa necessario è legato allo “stato di salute” della rete idrica pubblica, ovvero in tutte quelle situazioni in cui perdite d’acqua o precise scelte di razionamento impediscono ancora una volta di assolvere al proprio fabbisogno di acqua.

 

Autoclave in casa: a cosa fare attenzione

 

Un aspetto fondamentale di cui tener conto quando si decide di installare un’autoclave è il posizionamento dell’impianto stesso. Affinchè l’autoclave sia in condizioni di sicurezza, solitamente si prediligono postazioni piane dislocate ad esempio nei seminterrati dei condomini: questo perché tali postazioni garantiscono sufficiente spazio e attutiscono il rumore generato dal funzionamento dell’autoclave stessa.

 

Talvolta, anche se più raro, l’autoclave può essere posizionata in solai o terrazzi. anche se in questo caso i controlli relativi alla sicurezza dovranno essere ancora più accurati.

 

Autoclave per casa: tipologie

 

Esistono due principali tipologie di autoclave a uso domestico: l’impianto tradizionale e l’impianto a pressione costante. Nella descrizione delle componenti di un’autoclave ci siamo in realtà già soffermati sulla prima tipologia, ma alcuni dettagli aggiuntivi possono solo essere di beneficio per il lettore curioso.

 

Nell’impianto autoclave tradizionale, come abbiamo già visto la regolazione della pressione  avviene mediante un apposito strumento chiamato “pressostato”, il quale è dotato di una taratura minima detta pressione di partenza e di una taratura massima detta pressione di stacco.

 

Questa tipologia di impianto ha come innegabile vantaggio la semplicità di manutenzione e di reperibilità dei pezzi di ricambio, mentre il suo limite principale è legato alle dimensioni ingombranti e al forte consumo di energia elettrica

 

L’impianto autoclave a pressione costante ha come peculiarità la dotazione di una centralina elettronica, detta “inverter”, che regola e mantiene costante la pressione.

 

I suoi vantaggi – al contrario del modello tradizionale – sono proprio la facilità di installazione, l’ingombro ridotto e il minore consumo di energia elettrica.

 

In maniera altrettanto speculare al modello tradizionale, sono presenti specifici svantaggi legati alle difficoltà di riparazione in assenza di componenti di ricambio e all’expertise elettronico richiesto ai tecnici idraulici manutentori.

 

Autoclave in casa: quale manutenzione?

 

La manutenzione dell’autoclave è per l’appunto un intervento estremamente delicato e che richiede l’intervento di un esperto professionista del settore per evitare danni all’impianto.

 

I principali controlli che i tecnici manutentori solitamente effettuano sono:

 

  • il controllo del vaso di espansione per la regolazione della pressione dell’autoclave per verificare che non perda pressione: quando ciò avviene vi è una continua sollecitazione dei cicli di accensione e spegnimento della pompa di circolazione, che provoca il deterioramento della stessa;

 

  • le operazioni di pulizia da detriti contenuti nell’acqua proveniente dalla rete idrica che rischiano di danneggiare il pressostato dell’impianto e la pulizia del medesimo;

 

  • verifica generale del funzionamento dell’impianto.

 

 

Autoclave per casa: dove acquistarlo?

 

Se intendete acquistare ed installare un impianto autoclave potete rivolgervi alle grandi catene di fai-da-te come Leroy Merlin, Obi etc oppure alle più classiche ditte di impianti idraulici o in alternativa anche sul mercato globale del web.  Ecco alcuni dei migliori modelli di autoclave (in offerta) più recensiti e più acquistati online – con spedizione gratuita e non:

 

 

Il nostro consiglio però è quello di rivolgervi alle aziende di termoidraulica specializzate nell’installazione degli autoclave, in grado di fornirvi preventivi puntuali, assistenza continua, e un lavoro qualitativamente superiore. Nel link che inseriamo trovate l’elenco di tutte le aziende partner di Edilnet specializzate nella realizzazione di impianti termoidraulicihttps://www.edilnet.it/aziende/impianti_termoidraulici/

 

Installazione autoclave in casa: come risparmiare?

 

La questione dei costi è stata già ampiamente trattata su Edilnet.it nell’apposita guida “Impianto autoclave domestico: quale il costo?” ma pensiamo sia opportuno ritornare su alcuni aspetti specifici.

 

Nel calcolo della spesa totale influiscono diverse variabili: alcune relative al momento dell’installazione e al montaggio della macchina, altre relative alla necessità di manutenzione. Ad esempio variabili da considerazione sono:

 

  • dimensione e tipologia di autoclave;

 

  • costo della manodopera per l’installazione

 

  • costo della manodopera per la manutenzione successiva;

 

  • tipologia di abitazione dove installare l’autoclave.

 

Per il resto ribadiamo lo schema di prezzo già proposto:

 

  • Acquisto impianto autoclave classico: da 850,00 € a 1.700,00 €.

 

  • Acquisto impianto autoclave a pressione costante: da 1.100,00 € a 3.500,00 €.

 

  • Installazione impianto autoclave: da 550,00 € a 1.200,00 €.

 

I prezzi indicati rappresentano solo delle stime indicative: per conoscere i costi reali consigliamo di richiedere un preventivio online.

 

Sappiamo che i prezzi proposti possono risultare impegnativi, e non sempre è detto che la qualità sia sempre all’altezza delle vostre aspettative.

 

Per risparmiare senza intaccare il giusto equilibrio qualità – prezzo occorre muoversi seguendo le linee guida da noi già indicate, ovvero:

 

  • Contattare più imprese.

 

  • Chiedete a tutte il preventivo.

 

  • Confrontate le ipotesi di spesa così ottenute.

 

  • Individuate la soluzione che sembra offrire le migliori garanzie in termini di rapporto qualità prezzo.

 

 

Inoltre è fondamentale sfruttare il web, valorizzando le potenzialità dei portali di confronto preventivi visto che tali strumenti permettono di acquisire con rapidità informazioni sui prezzi delle varie aziende in modo gratuito e confrontandoli è possibile scegliere con la massima consapevolezza.

 

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