Quali sono le alternative alla guaina bituminosa in rotoli per impermeabilizzare?
La guaina bituminosa in rotoli resta una soluzione diffusa, ma non è l’unica disponibile. Membrane liquide e sistemi applicati a freddo possono essere utili in specifici contesti: la scelta dipende dal supporto, dalla geometria e dalle condizioni del cantiere.

Quando si deve impermeabilizzare una copertura, un terrazzo o una struttura esposta all’acqua, la guaina bituminosa in rotoli rappresenta una delle tecnologie più conosciute e utilizzate.
Non è però una soluzione adatta indistintamente a qualsiasi intervento. La presenza di raccordi, corpi passanti, superfici irregolari o vecchi manti da recuperare può rendere utile valutare anche sistemi impermeabilizzanti differenti.
Tra questi rientrano le membrane liquide, materiali applicati direttamente sul supporto che, dopo l’essiccazione, formano uno strato impermeabile continuo.
La scelta tra membrane prefabbricate e sistemi liquidi non dovrebbe quindi partire dal presupposto che una tecnologia sia sempre migliore dell’altra, ma dalle caratteristiche concrete dell’opera e dalle prestazioni richieste.
Guaina bituminosa in rotoli: quali aspetti valutare?
Le membrane bituminose prefabbricate vengono fornite in rotoli e posate mediante tecniche che possono prevedere termosaldatura o altri sistemi specifici, in funzione del prodotto.
Sono utilizzate da tempo su coperture piane, terrazzi e numerose altre strutture e possono offrire risultati affidabili quando progetto, supporto e posa sono adeguati.
Alcune condizioni di cantiere meritano però particolare attenzione: raccordi verticali, angoli, scarichi, pluviali, lucernari, elementi metallici e altri corpi passanti richiedono lavorazioni accurate. In questi punti la continuità dell’impermeabilizzazione dipende anche dalla corretta esecuzione di giunti e sovrapposizioni.
Anche lo stato della vecchia impermeabilizzazione è determinante negli interventi di recupero. Prima di decidere se mantenere, riparare o rimuovere un manto esistente è opportuno verificare:
- adesione al supporto;
- presenza di rigonfiamenti o distacchi;
- eventuali infiltrazioni già presenti;
- condizioni dei raccordi perimetrali;
- stato degli scarichi;
- presenza di umidità negli strati sottostanti;
- compatibilità con il nuovo sistema previsto.
La rimozione completa della vecchia guaina può inoltre incidere sui tempi di cantiere, sulla movimentazione dei materiali e sulla quantità di rifiuti prodotti. Non sempre, però, è necessaria: la possibilità di intervenire sul manto esistente dipende dalle sue condizioni e dalla compatibilità con il nuovo ciclo impermeabilizzante.
Membrane liquide impermeabilizzanti: come funzionano e quando sono utili?
A differenza dei prodotti prefabbricati in rotoli, le membrane liquide vengono applicate direttamente sulla superficie mediante rullo, pennello o attrezzature specifiche.
Una volta essiccate formano un rivestimento continuo che segue la geometria del supporto. Questa caratteristica può risultare particolarmente interessante su superfici che presentano numerosi raccordi o forme difficili da rivestire con elementi prefabbricati. Tra le situazioni nelle quali può essere utile valutarle rientrano:
- balconi e terrazzi;
- coperture piane;
- superfici con geometrie articolate;
- raccordi con elementi passanti;
- supporti cementizi;
- alcune coperture metalliche;
- ripristino di impermeabilizzazioni esistenti, quando tecnicamente possibile;
- impermeabilizzazioni destinate a essere successivamente pavimentate.
Per approfondire caratteristiche e possibili applicazioni di questa tecnologia, è consultabile sul sito Icobit un approfondimento sulle membrane impermeabilizzanti liquide.
Un parametro tecnico che può comparire nelle schede prestazionali di alcuni sistemi è la Crack Bridging Ability, cioè la capacità del rivestimento di assecondare determinate fessurazioni e piccoli movimenti del supporto senza perdere continuità.
La prestazione deve però essere valutata sulla base della documentazione tecnica e delle prove effettuate sullo specifico sistema utilizzato: non può essere attribuita automaticamente a qualsiasi membrana liquida.
Membrane in rotoli o liquide? Le principali differenze
Le due tecnologie lavorano in modo differente e possono risultare più o meno adatte in funzione dell’intervento.
Aspetto |
Membrane prefabbricate in rotoli |
Membrane liquide |
Modalità di posa |
Elementi prefabbricati con giunti e sovrapposizioni |
Applicazione direttamente sul supporto |
Superfici complesse |
Richiedono particolare cura nei dettagli |
Seguono più facilmente geometrie irregolari |
Continuità del rivestimento |
Dipende anche dalla corretta realizzazione dei sormonti |
Il manto viene formato direttamente in opera |
Vecchie impermeabilizzazioni |
Il recupero dipende dallo stato del manto |
Alcuni sistemi possono essere applicati su supporti esistenti compatibili |
Applicazione |
Può prevedere lavorazioni a caldo in base al sistema |
Molti prodotti vengono applicati a freddo |
Risultato finale |
Dipende da prodotto, dettagli costruttivi e posa |
Dipende da prodotto, preparazione del fondo, spessori e posa |
Non esiste quindi una soluzione universalmente preferibile. Una copertura ampia e regolare presenta esigenze diverse rispetto a un terrazzo con numerosi scarichi, soglie, parapetti e raccordi verticali.
Quali tipi di membrane liquide esistono?
La definizione di ‘membrana liquida’ comprende prodotti con formulazioni e caratteristiche differenti. Una prima categoria è rappresentata dai sistemi a base acquosa, utilizzati in numerose applicazioni su terrazzi, balconi e coperture.
Esistono poi formulazioni a solvente e sistemi elastobituminosi liquidi, destinati a supporti e condizioni applicative differenti. Non è quindi sufficiente scegliere genericamente una guaina liquida. Prima dell’utilizzo è opportuno verificare:
- supporti compatibili;
- condizioni ambientali ammesse durante la posa;
- consumo previsto per metro quadrato;
- numero di strati necessario;
- eventuale necessità di primer;
- possibilità di utilizzare armature di rinforzo;
- resistenza all’esposizione prevista;
- compatibilità con pavimentazioni o rivestimenti successivi.
Un prodotto destinato a rimanere esposto su una copertura, per esempio, può richiedere caratteristiche differenti rispetto a un’impermeabilizzazione realizzata sotto una pavimentazione ceramica. Lo stesso vale per coperture metalliche, superfici cementizie, vecchi manti bituminosi e strutture controterra.

Perché la preparazione del supporto è decisiva?
La prestazione di un’impermeabilizzazione non dipende soltanto dal materiale scelto. Nel caso dei sistemi liquidi, la preparazione del fondo rappresenta una fase determinante. Il supporto deve presentare condizioni compatibili con il prodotto ed essere adeguatamente preparato prima della posa.
Polvere, parti incoerenti, residui, umidità non compatibile con il sistema o scarsa adesione degli strati esistenti possono compromettere il risultato. Particolare attenzione va riservata alle zone nelle quali si concentrano maggiormente le sollecitazioni meccaniche:
- raccordi tra superfici orizzontali e verticali;
- giunti;
- scarichi;
- sormonti;
- corpi passanti;
- elementi di lattoneria;
- fessurazioni già presenti.
In determinate situazioni il ciclo impermeabilizzante può prevedere l’impiego di armature di rinforzo, primer o altri componenti complementari. Quantità di prodotto, modalità applicative e tempi tra uno strato e l’altro devono rispettare le indicazioni previste dal sistema scelto.
È possibile applicare una membrana liquida sopra una vecchia guaina?
In alcuni casi sì, ma la possibilità deve essere verificata prima dell’intervento. Se il vecchio manto è stabile, correttamente aderente e compatibile con il nuovo prodotto, alcuni sistemi consentono di realizzare un ripristino senza procedere alla demolizione completa.
Se invece sono presenti distacchi diffusi, infiltrazioni, umidità intrappolata o deterioramenti importanti, può essere necessario intervenire preventivamente sul supporto. Per questo un sopralluogo tecnico è utile per stabilire cosa conservare, cosa riparare e cosa eventualmente rimuovere.
Anche quando la sovrapplicazione è tecnicamente possibile, non significa che sia sufficiente stendere il nuovo prodotto sulla vecchia guaina: pulizia, preparazione del fondo e trattamento dei punti critici rimangono determinanti.

Domande frequenti su guaina bituminosa e membrane liquide
Quali sono i principali vantaggi dei sistemi impermeabilizzanti liquidi rispetto alle guaine tradizionali?
Le membrane liquide formano direttamente in opera un rivestimento continuo, senza i sormonti tipici delle membrane in rotoli. Possono inoltre adattarsi con facilità a geometrie articolate, raccordi e corpi passanti e molti sistemi vengono applicati a freddo. In presenza di vecchie impermeabilizzazioni, alcuni prodotti possono essere sovrapplicati al manto esistente, purché supporto e condizioni di posa siano compatibili.
È sempre possibile impermeabilizzare sopra una vecchia guaina bituminosa senza rimuoverla?
No. La possibilità deve essere verificata caso per caso. Se il vecchio manto è stabile, aderente e compatibile con il nuovo sistema, alcuni interventi possono essere eseguiti senza rimozione completa. In presenza di distacchi, infiltrazioni, umidità o deterioramenti importanti può invece essere necessario risanare o rimuovere le parti compromesse prima della nuova impermeabilizzazione.
Cosa si intende per Crack Bridging Ability e perché è importante?
La Crack Bridging Ability indica la capacità di una membrana di assecondare determinate fessurazioni e piccoli movimenti del supporto senza perdere continuità. Per i sistemi sottoposti alle relative prove, questa caratteristica può essere valutata attraverso specifiche classificazioni tecniche, tra cui quelle previste dalla norma EN 14891.
I sistemi liquidi sono compatibili con coperture con impianti fotovoltaici?
Possono esserlo, a condizione di scegliere un sistema compatibile con la stratigrafia della copertura e con le esigenze dell’impianto. La capacità del materiale di adattarsi a staffe, fissaggi e altri elementi passanti può risultare utile nei punti più complessi. Eventuali requisiti di comportamento al fuoco devono invece essere verificati attraverso la documentazione e le certificazioni dello specifico prodotto.
Che cos’è la tecnologia Cool Roof e quali vantaggi offre?
Con il termine Cool Roof si indicano coperture caratterizzate da elevate proprietà di riflessione della radiazione solare e di emissione del calore assorbito. In determinate condizioni queste caratteristiche possono contribuire a limitare il surriscaldamento superficiale della copertura e il carico termico estivo sull’edificio. Le prestazioni effettive dipendono dal prodotto utilizzato, dalla stratigrafia e dalle condizioni climatiche.
La scelta dell’impermeabilizzazione più adatta nasce quindi dall’analisi dell’intervento nel suo complesso. Membrane bituminose prefabbricate e sistemi liquidi possono entrambe trovare applicazioni appropriate, purché vengano selezionati e posati in funzione del supporto, della geometria della superficie e delle reali condizioni del cantiere.

