Ristrutturare la casa per il disabile: quali sono le agevolazioni

Immagine di casa idonea per disabile
Ristrutturare la casa per il disabile: quali sono le agevolazioni
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La persona disabile ha diritto a vivere in un’abitazione accessibile e priva di barriere architettoniche e, fortunatamente, accanto allo sviluppo di soluzioni e ausili sempre nuovi e avanzati, il disabile può oggi contare anche su determinate agevolazioni fiscali. Vediamo nel dettaglio quali sono e per quale tipologia di interventi è possibile richiederle, ma anche alcuni consigli in fatto di arredo. Le opportunità sono veramente tante!

 

 

Le detrazioni per ristrutturazioni di abitazioni per disabili

 

Lavori edili con detrazione per adeguamento casa per disabile

 

La normativa che disciplina le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione delle abitazioni in cui vivono persone affette da disabilità è complessa, ma per dare un’idea in breve è importante sapere che la persona disabile può beneficiare di:

 

  • detrazione IRPEF pari al 50% dell’investimento fatto per la ristrutturazione;

 

  • aliquota IVA agevolata al 4% per gli interventi di ristrutturazione volti ad adeguare gli spazi abitativi e l’acquisto di ausili per la mobilità del disabile.

 

Per quanto riguarda l’accesso alla detrazione IRPEF del 50%, tra gli interventi agevolati ricordiamo tutti gli interventi per eliminare le barriere architettoniche, tra cui l’installazione di montascale e mini ascensori per interni ed esterni, ma anche tutti i lavori a favore della mobilità interna ed esterna delle persone con problemi di deambulazione ed handicap grave (ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge n.104/1992).

 

In particolare, si possono ottenere importanti agevolazioni fiscali per:

 

  • installazione o adeguamento dell’ascensore interno o esterno ai sensi della legge 13/1989;

 

  • sostituzione dei gradini con rampe per disabili secondo la normativa prevista in tema di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici e nelle singole unità immobiliari;

 

  • acquisto di strumenti per favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione a chi è portatore di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/1992, compresi interventi di robotica e tecnologia avanzata;

 

  • realizzazione e adeguamento dei servizi igienici con la creazione di appositi bagni per disabili;

 

  • allargamento delle porte e demolizioni interne di modesta entità;

 

 

  • realizzazione e sistemazione del marciapiede sul suolo privato.

 

Ricordiamo, inoltre, che la detrazione IRPEF al 50% è fruibile assieme alla detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie per l’adozione di strumenti di sollevamento del disabile o per favorire la sua mobilità e comunicazione.

 

Come ottenere le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione

 

Chi volesse procedere alla ristrutturazione o all’adeguamento dell’abitazione a favore di una persona con disabilità deve, ai sensi dell’art. 8 della legge 13/1989, darne comunicazione al sindaco allegando il certificato medico che attesti la condizione di disabilità e una dichiarazione di notorietà, che indichi l’ubicazione dell’immobile. Si deve, inoltre, certificare che le opere e i lavori di ristrutturazione non sono ancora stati realizzati.

 

La documentazione fornita passerà, in un secondo momento, alla Regione per poter ottenere la disponibilità dei fondi, al termine dei lavori di ristrutturazione, si hanno a disposizione 15 giorni per consegnare la fattura al Comune. Se, tuttavia, i fondi disponibili non fossero sufficienti, il Comune redigerà una graduatoria tra i richiedenti in cui si terrà conto della data di presentazione della domanda. Le domande che non trovano copertura verranno soddisfatte l’anno successivo.

 

Ricordiamo, inoltre, che la domanda deve essere presentata entro il 1 marzo di ogni anno. Tutte le agevolazioni si applicano non solo al disabile con difficoltà di movimento, ma anche a chi ha problemi di vista o udito dato che il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati è un tema sentito da sempre più persone.

 

Consigli pratici per un’abitazione su misura per il disabile

 

Immagine esplicativa di casa accessibile a tutti

 

La casa accessibile è quella che può essere vissuta in modo comodo e sicuro dalla maggior parte delle persone, comprese quelle che presentano deficit motori anche gravi. Per questo, oltre agli interventi strutturali per l’abbattimento delle barriere architettoniche, è importante rivedere anche gli spazi interni per adattarli alle esigenze particolari della persona con disabilità.

 

Ogni stanza, a partire dalla camera da letto, deve avere passaggi da mobile a mobile e da mobile a muro compresi tra i 70 e i 95 cm, con uno spazio di rotazione minimo di 150 cm. Attenzione anche all’altezza del letto, che non deve superare i 50 cm e, nei casi di particolare gravità, prevedere l’utilizzo di un sollevatore.

 

La struttura dell’abitazione destinata al disabile deve essere studiata in ogni dettaglio, compresi i corridoi che devono essere larghi almeno 150 cm per consentire il passaggio della carrozzina e, come per le altre stanze, prevedere uno spazio di rotazione di 150×150 cm.

 

L’arredo della cucina, invece, deve prevedere la collocazione di ogni elemento ad un’altezza raggiungibile sia dalla carrozzina, sia da chi ha difficoltà ad allungarsi, mentre per il bagno dei disabili sanitari ed accessori vanno situati in modo da non ostacolare il passaggio della carrozzina. Perfetti, in questo caso, gli armadietti e i mobili senza spigoli, il pavimento antiscivolo per evitare cadute, ma anche le porte che si aprono verso l’esterno.

 

Appare, pertanto, evidente come in fase di ristrutturazione vada scelto un arredo minimale, ma funzionale. Un esempio? Cestelli estraibili, assenza di spigoli, mobili con ante scorrevoli e pensili da cucina che si muovono su guide verticali e aumentano lo spazio di manovra per chi si muove in carrozzina.

 

Un ultimo consiglio: nella casa a misura di disabile è bene fare attenzione anche alle porte, che devono essere larghe almeno 80 cm e montare maniglie a leva facili da aprire dalla persona disabile al posto dei pomelli.

 

Un discorso a parte meritano le scale, che sono da sempre una grande complicazione per chi convive con difficoltà motorie. In questo caso il nostro consiglio è eliminare completamente il problema ricorrendo ad un montascale o a una piattaforma elevatrice.

 

Persona con difficoltà motoria bloccata da delle scale

 

Conclusioni

 

Oggi la persona con disabilità ha diritto a muoversi in totale autonomia e sicurezza nell’abitazione e sono diverse le leggi che trattano il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, ma anche privati. Non solo: lo Stato mette a disposizione un fondo dedicato alla ristrutturazione degli edifici privati in cui vive il disabile, con interessanti agevolazioni fiscali.

 

Per questo, il nostro consiglio è quello, una volta sopraggiunta la necessità di adattare la casa al disabile, di studiare la struttura e l’arredo in modo da migliorare la qualità della vita e la sicurezza della persona anche e soprattutto nel proprio spazio abitativo.

 

 

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