Prima e dopo: come costruire una casa passiva da un rudere (caso studio)

La trasformazione di un rudere in una casa efficiente e moderna, magari “passiva”, è una sfida che unisce tecnica, visione e rispetto per i materiali locali. Oggi, però, può diventare anche il punto di partenza per un’abitazione sostenibile e a impatto quasi zero.

 

Trasformare un rudere in casa passiva: caso studio a Pavia

 

Ogni rudere racconta una storia, fatta di pietre antiche, di abbandoni e di potenzialità inespresse. Il caso studio che affrontiamo qui, tratta un vecchio fabbricato rurale in provincia di Pavia, privo di tetto e invaso dalla vegetazione.

 

L’edificio, o quel che ne restava, è stato trasformato in una casa passiva: un modello di efficienza energetica e comfort. Vediamo insieme le tappe principali di questa metamorfosi, dai primi rilievi fino alla realizzazione di un’abitazione che unisce tradizione e innovazione.

 

Cos’è un rudere e cos’è una casa passiva?

 

Per comprendere appieno la portata di trasformare un rudere in una casa passiva, è utile chiarire da dove si parte e dove si arriva. Un rudere è, tecnicamente, un edificio ormai in stato di abbandono, spesso privo di copertura e di impianti, in cui la struttura portante è compromessa o parzialmente crollata.

 

In molti casi resta solo il perimetro murario. Tuttavia, proprio questi manufatti rappresentano una grande opportunità: sono già accatastati come fabbricati e permettono di intervenire con meno vincoli rispetto a una nuova costruzione su suolo vergine.

 

Una casa passiva, invece, è un’abitazione progettata per garantire il massimo comfort termico con il minimo consumo energetico. Si basa su un isolamento termico, un controllo accurato dei ponti termici, infissi ad alte prestazioni e un sistema di ventilazione meccanica controllata. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: mantenere costante la temperatura interna quasi senza bisogno di riscaldamento o climatizzazione.

 

Gli interventi di ricostruzione del rudere a Pavia

 

L’intervento sul rudere in oggetto ha previsto un’analisi approfondita dello stato di fatto e un progetto che ha unito rispetto per l’esistente e rigore tecnico. Le fasi principali sono state le seguenti:

 

  • Consolidamento strutturale: sono stati rinforzati i muri perimetrali con iniezioni di calce e inseriti cordoli di sommità in cemento armato per garantire stabilità e sicurezza.
  • Ricostruzione del tetto: il tetto è stato ricostruito in legno lamellare ventilato con pannelli isolanti in fibra di legno, assicurando un’elevata efficienza termica e un aspetto naturale.
  • Isolamento dell’involucro: le pareti sono state coibentate con materiali naturali ad alta traspirabilità (fibra di legno e sughero), in modo da mantenere l’umidità sotto controllo e ridurre al minimo la dispersione di calore.
  • Serramenti ad alte prestazioni: sono stati installati infissi in legno-alluminio con triplo vetro basso emissivo e telai isolati. Questo ha contribuito a ridurre le perdite di calore del 70% rispetto a un serramento tradizionale.
  • Ventilazione meccanica controllata (VMC): un sistema di ricambio d’aria con recupero di calore assicura aria pulita e temperatura stabile, anche in inverno, senza dispersioni.
  • Impianto fotovoltaico e accumulo: sul tetto sono stati posati pannelli fotovoltaici con batteria di accumulo, che coprono oltre il 90% del fabbisogno energetico annuale dell’abitazione.
  • Pompa di calore e pavimento radiante: l’impianto di climatizzazione è affidato a una pompa di calore aria-acqua abbinata a un sistema radiante a pavimento, che garantisce comfort e consumi minimi.
  • Domotica e monitoraggio: l’intera abitazione è gestita da un sistema di controllo intelligente che regola temperature, luci e consumi in base alle abitudini della famiglia.

 

Ogni intervento è stato progettato per dialogare con l’altro, dunque ha creato un equilibrio tra sostenibilità, efficienza e rispetto dell’identità originaria del luogo. Si è dunque rivelata una buona alternativa alle nuove costruzioni a Pavia (che pure hanno i loro pregi).

 

I permessi per costruire casa a Pavia

 

La trasformazione di un rudere in casa passiva ha richiesto un percorso burocratico articolato, paragonabile a quello dei lavori per costruire casa a Pavia. Nella fattispecie, è stato necessario ottenere:

 

  • Permesso di costruire con cambio di destinazione d’uso (da fabbricato rurale a residenziale).
  • Autorizzazione paesaggistica, poiché l’immobile era situato in zona vincolata.
  • Relazione geologica e sismica, indispensabili per il consolidamento strutturale.
  • Pratica energetica ex Legge 10, per la verifica delle prestazioni dell’involucro e degli impianti.
  • Certificazione di casa passiva, rilasciata dopo test di tenuta all’aria (blower door test) e controllo dei parametri energetici.

 

La documentazione edilizia e la richiesta dei titoli abilitativi è stata coordinata da un tecnico abilitato che ha seguito la pratica dall’inizio alla fine, garantendo la conformità a tutte le normative vigenti.

 

Come si presenta oggi l’ex rudere a Pavia

 

Interno casa passiva a Pavia: muratura originale e pavimento radiante.

 

Oggi l’edificio di Pavia è una casa passiva a tutti gli effetti: consuma meno di 15 kWh/m² l’anno per il riscaldamento e mantiene una temperatura interna costante di 21°C anche nei mesi più freddi.

 

Le bollette energetiche sono praticamente azzerate, e il comfort abitativo è elevato grazie all’assenza di sbalzi termici e alla qualità dell’aria sempre ottimale. Ovviamente per ottenere questi risultati deve essere stimato un budget adeguato: i costi di costruzione casa a Pavia possono essere elevati se si parte da una struttura fortemente compromessa, come era questo rudere.

 

In ogni caso, la scelta di trasformare un rudere in una casa passiva ha portato vantaggi significativi: rivalutazione immobiliare, risparmio energetico, accesso a detrazioni fiscali e soprattutto un impatto ambientale ridottissimo.

 

Da rimarcare, poi, che dal punto di vista estetico, il progetto ha preservato le murature originali in pietra a vista, integrandole con elementi moderni in legno e acciaio. Il risultato è un’abitazione che unisce memoria e innovazione, capace di dialogare con il paesaggio circostante senza snaturarlo.

 

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