Brancaccio, all’assemblea ANCE 2024: inclusione e formazione per la sicurezza nei cantieri

Brancaccio, all’assemblea ANCE 2024: inclusione e formazione per la sicurezza nei cantieri
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Rischio zero impossibile, ma è indispensabile provarci

 

Si è svolta il 18 giugno scorso l’assemblea nazionale ANCE. La relazione presentata dalla presidente Federica Brancaccio accende i fari su diversi aspetti centrali per lo sviluppo del settore, tra i quali: Superbonus, Decreto Salva Casa e sicurezza nei cantieri.

 

In merito a quest’ultima, Brancaccio ha rimarcato che dall’incrocio dei dati INAIL con quelli delle casse edili emerge che il 70% degli infortuni riguarda lavoratori con contratto diverso da quello edile.

 

Queste persone sono quindi formate in maniera inadeguata alle norme di sicurezza e più soggette a incidenti sul luogo di lavoro. La formazione obbligatoria è uno strumento per puntare all’abbattimento totale del rischio: “Il rischio zero non esiste, ma ci dobbiamo provare!”, ha rimarcato la presidente ANCE.

 

Le attività di ANCE per integrazione e sicurezza

 

Federica Brancaccio ha ricordato che ANCE si è già attivata, per dare un segnale dell’importanza della formazione per la sicurezza nei cantieri edili.

 

A breve sarà siglato un accordo con il governo tunisino per formare circa 2.000 lavoratori qualificati da impiegare nel prossimo triennio sul territorio nazionale italiano. Si tratta del primo settore in Italia a sperimentare questo nuovo modello.

 

Inoltre, grazie alle collaborazioni con il terzo settore sono operativi programmi di formazione e di inserimento per detenuti e rifugiati. Un esempio di integrazione che non perde di vista il valore del lavoro come strumento di riabilitazione sociale, ma che permette anche di inserire lavoratori formati migliorando la sicurezza nei cantieri.

 

Le considerazioni generali sul settore delle costruzioni per il 2024

 

Le previsioni generali per il comparto edile non sono positive: ANCE stima una riduzione degli investimenti nelle costruzioni pari al – 7,4%. La ragione è da ricercare nel depotenziamento del Superbonus, ridotto a una misura ordinaria e tagliato nella portata e nel funzionamento.

 

Nonostante il Superbonus 110% sia stato demonizzato con toni anche poco istituzionali, ha permesso all’Italia di crescere a ritmi superiori a quelli del colosso cinese. Il prezzo da pagare sarà alto, a causa di grandi sprechi che sottolinea Brancaccio: “potevano essere evitare se fossimo stati ascoltati”.

 

Infine, sul decreto Salva Casa, la presidente ANCE ha affermato che è il provvedimento risponde alle esigenze di molte famiglie vessate da norme edilizie obsolete, che sancivano alcune irregolarità penalizzanti. Si tratta, in sintesi, del primo passo verso la modernizzazione del sistema urbanistico e edilizio del Paese.

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