Bando turismo 2026: a chi è rivolto e come funziona – Scheda PDF da scaricare

Il Bando per turismo 2026 è rivolto alle imprese che stanno valutando investimenti in riqualificazione, energia, innovazione e servizi. Scarica qui la scheda PDF e richiedi in anticipo una consulenza gratuita. Scopri ora come prepararti per tempo.

 

Copertina grafica del Bando Turismo 2026 con titolo, sottotitolo “a chi è rivolto e come funziona”, icone di turismo, energia e digitalizzazione e invito a scaricare la scheda informativa.

 

Al momento il bando per il turismo 2026 non è ancora attivo. Ciò significa che per l’invio delle domande bisogna attendere la pubblicazione delle linee guida del Decreto. Per giocare in anticipo, è ora il momento giusto per iniziare a capire se la tua impresa può rientrare e quale tipo di investimento potrebbe essere rilevante.

 

(Codice bando 7744)

 

⬇️ SCHEDA INFORMATIVA (SCARICA GRATIS)

 

Cos’è il Bando per il turismo 2026?

Il bando per incentivi per settore turistico 2026 è una misura nazionale pensata per sostenere le imprese del comparto con contributi a fondo perduto e finanziamenti a condizioni agevolate. La dotazione complessiva è pari a 109 milioni di euro. Lo strumento prevede misure di supporto e incentivi per progetti che puntano a:

 

  • Sviluppo e riqualificazione di strutture turistiche;
  • Efficientamento energetico;
  • Digitalizzazione e innovazione tecnologica;
  • Sostenibilità ambientale;
  • Miglioramento dei servizi e della competitività;
  • Destagionalizzazione dell’offerta.

 

Si tratta quindi di un’opportunità da valutare soprattutto per imprese che stanno pianificando investimenti strutturali, e non semplici interventi ordinari.

 

A chi è rivolto?

Il fondo turismo previsto nella Legge di Bilancio 2026 è rivolto alle imprese operanti nel settore turistico, attive e regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, in possesso dei seguenti requisiti al momento della presentazione della domanda:

 

  • Imprese con ATECO primario (vedi qui per tabella codici ATECO ammessi);
  • Imprese con ATECO non prevalente, attive da almeno 3 anni e con prevalenza del fatturato derivante da attività turistiche;
  • In regola con gli obblighi fiscali e contributivi;
  • Dotate di solidità economico-finanziaria;
  • Capaci di sostenere investimenti rilevanti.

 

Tra i principali settori ammessi rientrano:

 

  • Alloggio e hospitality: hotel, villaggi turistici, glamping, campeggi, B&B;
  • Ristorazione: ristoranti, catering;
  • Servizi turistici: stabilimenti balneari, centri termali;
  • Intrattenimento ed eventi: parchi tematici, fiere, congressi.

 

Questa impostazione rende il bando particolarmente interessante per imprese che vogliono rafforzare l’offerta, riqualificare la struttura o migliorare la propria competitività con investimenti di medio-alta entità.

 

 

Come funziona il bando e cosa finanzia?

La misura combina due strumenti di sostegno finanziario:

 

  • contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili fino a 4,5 milioni di euro per progetto;
  • finanziamento agevolato per la restante quota del 70% a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle di mercato.

 

Sono previsti investimenti di ampia portata:

 

  • Importo minimo: 1.000.000 euro;
  • Importo massimo: 15.000.000 euro.

 

Le spese ammissibili per gli incentivi e i finanziamento del Bando turismo 2026 includono interventi materiali e tecnologici orientati a migliorare qualità, efficienza e competitività delle strutture. Tra le principali categorie rientrano:

 

Riqualificazione ed efficientamento energetico (risparmio minimo 20%)

  • coibentazione dell’edificio e delle reti di distribuzione;
  • sostituzione di serramenti e superfici vetrate;
  • installazione di pareti ventilate, tetti verdi e giardini verticali;
  • sistemi di schermatura solare e climatizzazione passiva;
  • efficientamento di illuminazione, impianti idrici e sistemi di trasporto interni (es. ascensori);
  • sostituzione caldaie con sistemi ad alta efficienza;
  • realizzazione o ammodernamento di impianti di climatizzazione centralizzati e intelligenti;
  • riduzione dei consumi idrici e sostituzione dei terminali;
  • eventuale rimozione amianto (se funzionale all’intervento);
  • recupero e ricostruzione di parti di edifici esistenti;
  • sostituzione di finiture interne con materiali sostenibili;
  • installazione di pergotende bioclimatiche.

 

Riduzione dell’inquinamento e produzione di energia pulita

  • impianti da fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, geotermia, pompe di calore) per autoconsumo;
  • sistemi di accumulo dell’energia da fonti rinnovabili;
  • soluzioni per raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana e verde attrezzato.

 

Digitalizzazione e innovazione

  • sistemi di teleriscaldamento/teleraffrescamento efficienti;
  • infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici;
  • impianti e sistemi per automazione, digitalizzazione e gestione intelligente degli edifici (anche AI-ready);
  • cablaggio e infrastrutture dati interne;
  • efficientamento degli impianti di riscaldamento/raffreddamento;
  • miglioramento dell’efficienza energetica delle aree ospiti.

 

Miglioramento dei servizi e delle strutture turistiche e per eventi

  • piscine e aree wellness;
  • centri congressi;
  • adeguamento dell’accessibilità;
  • soluzioni ecosostenibili per turismo più inclusivo e competitivo.

 

Soft assets (beni immateriali)

  • software, brevetti, licenze e know-how;
  • tecnologie per digitalizzazione e innovazione dei processi turistici;
  • strumenti per destagionalizzazione e sviluppo filiere turistiche;
  • investimenti ESG e turismo sostenibile.

 

Per le PMI sono citate anche: consulenze e spese tecniche, entro il limite del 4% dell’importo ammissibile.

 

Perché è utile prepararsi ora?

Anche se il Bando per il turismo 2026 non è ancora attivo, è comunque possibile una prima verifica di coerenza. In pratica, l’azienda può già iniziare a capire se:

 

  • Rientra tra i beneficiari indicati;
  • L’investimento previsto ha una dimensione compatibile con la misura;
  • Le spese rientrano nelle categorie segnalate;
  • Il progetto punta davvero a riqualificazione, sviluppo, efficienza e competitività.

 

 

L’analisi preliminare serve a capire se ha senso raccogliere già ora dati e documentazione. Anche se il Bando per il turismo 2026 non è ancora operativo, avere già chiari il perimetro del progetto, l’ordine di grandezza dell’investimento e le principali spese previste può aiutare a muoversi con maggiore consapevolezza.

 

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