Impermeabilizzanti liquidi: come scegliere il sistema più adatto
Impermeabilizzare una superficie o una struttura significa valutare supporto, esposizione, geometria e destinazione d’uso. Le membrane liquide possono offrire vantaggi specifici, ma la scelta deve sempre partire dalle condizioni reali dell’intervento e dalle prestazioni richieste.

L’impermeabilizzazione ha il compito di proteggere superfici e strutture dall’ingresso dell’acqua e dell’umidità. È quindi un aspetto importante tanto nelle nuove costruzioni quanto negli interventi di recupero e manutenzione di coperture, terrazzi, balconi e altre parti dell’edificio.
Un sistema non adeguato o una posa non corretta possono favorire infiltrazioni, degrado delle finiture, deterioramento dei materiali e, in determinate condizioni, problemi di umidità negli ambienti interni.
Per questo non basta scegliere genericamente un prodotto impermeabilizzante. Occorre valutare soprattutto:
- natura del supporto;
- geometria della superficie;
- esposizione agli agenti atmosferici;
- condizioni del cantiere e utilizzo finale dell’area trattata.
Sistemi tradizionali e membrane liquide: quali differenze?
Le membrane bituminose prefabbricate rappresentano una soluzione ampiamente utilizzata per l’impermeabilizzazione di coperture e terrazzi. La posa può prevedere differenti tecniche in funzione del prodotto e del sistema scelto.
In presenza di elementi prefabbricati, particolare attenzione deve essere dedicata a sormonti, raccordi, scarichi, corpi passanti, cambi di quota e geometrie articolate, perché la continuità dell’impermeabilizzazione dipende anche dalla corretta esecuzione di questi punti.
Le membrane liquide, invece, seguono la forma del supporto e formano il rivestimento impermeabile in opera. Questa caratteristica può risultare utile quando la superficie presenta molti dettagli costruttivi oppure geometrie difficili da trattare con prodotti in rotoli.
Criteri di valutazione
Non significa, tuttavia, che una soluzione sia sempre preferibile all’altra.
Situazione |
Aspetto da valutare |
Copertura ampia e regolare |
Compatibilità del sistema con supporto, stratigrafia ed esposizione |
Terrazzo con scarichi e raccordi |
Facilità di trattamento dei dettagli e continuità del manto |
Vecchia guaina esistente |
Stato di adesione, deterioramento e compatibilità con il nuovo ciclo |
Superficie da piastrellare |
Idoneità del sistema all’utilizzo sotto rivestimento |
Copertura metallica |
Adesione e capacità di seguire i movimenti del supporto |
Superficie articolata |
Facilità di applicazione su angoli, giunti e corpi passanti |
La scelta dovrebbe quindi partire dalle condizioni reali del cantiere, non dal presupposto che una determinata tecnologia sia universalmente migliore.
Impermeabilizzanti liquidi: tecnologia e vantaggi applicativi
Come approfondito nella pagina del sito Icobit dedicata agli impermeabilizzanti, i sistemi in forma liquida vengono applicati direttamente sul supporto mediante rullo, pennello, spatola o specifiche attrezzature, formando dopo l’essiccazione un manto continuo.
Questa modalità applicativa può risultare particolarmente utile su superfici articolate, raccordi, corpi passanti e geometrie complesse, perché il materiale viene steso direttamente sull’area da proteggere.
Le caratteristiche possono però variare molto da un prodotto all’altro. Prima della scelta è quindi necessario verificare nella documentazione tecnica:
- supporti compatibili;
- eventuale necessità di primer;
- consumo previsto per metro quadrato;
- numero e spessore degli strati;
- tempi di essiccazione;
- temperature e condizioni ambientali ammesse durante la posa;
- eventuale utilizzo di armature;
- resistenza all’esposizione prevista;
- compatibilità con pavimentazioni o rivestimenti successivi.

Tra le prestazioni che possono essere indicate per alcuni sistemi compare la Crack Bridging Ability, cioè la capacità della membrana di assecondare determinate fessurazioni o piccoli movimenti del supporto mantenendo la continuità del rivestimento.
Non è però una caratteristica da attribuire automaticamente a qualsiasi membrana liquida: occorre verificare prestazioni dichiarate, condizioni di prova e destinazione d’uso dello specifico prodotto.
Quali tipologie di membrane liquide esistono?
La definizione “impermeabilizzante liquido” comprende formulazioni anche molto differenti tra loro. Esistono, per esempio, sistemi a base acquosa, prodotti a solvente e formulazioni elastobituminose, oltre a soluzioni che integrano fibre o richiedono specifiche armature di rinforzo.
La formulazione incide sulle condizioni di applicazione e sulle destinazioni d’uso. Un prodotto destinato a rimanere esposto su una copertura può richiedere caratteristiche differenti rispetto a un sistema utilizzato sotto una pavimentazione.
Allo stesso modo, un intervento di impermeabilizzazione su calcestruzzo presenta esigenze diverse rispetto a una superficie metallica o a una vecchia membrana bituminosa.
Per questo è opportuno evitare di scegliere soltanto in base alla categoria commerciale del prodotto. Bisogna invece mettere in relazione le prestazioni dichiarate con le caratteristiche effettive del supporto.
Si può applicare una membrana liquida sopra una vecchia guaina?
Negli interventi di manutenzione capita frequentemente di dover lavorare su una guaina bituminosa già esistente.
In determinate condizioni alcuni sistemi liquidi possono essere applicati sul vecchio manto, evitando una demolizione completa. Questa possibilità, tuttavia, deve essere verificata caso per caso. Prima dell’intervento di impermeabilizzazione è opportuno controllare:
- adesione della vecchia membrana;
- presenza di bolle, sollevamenti o distacchi;
- eventuali infiltrazioni già attive;
- umidità presente negli strati sottostanti;
- stato di giunti, scarichi e raccordi;
- compatibilità tra supporto esistente e nuovo sistema.
Se il vecchio manto è stabile e correttamente aderente, può essere possibile intervenire sui punti critici e predisporre la superficie per il nuovo ciclo impermeabilizzante.
Quando invece sono presenti deterioramenti importanti o problemi diffusi, può essere necessario procedere con riparazioni più estese o con la rimozione delle parti non più idonee.
La sovrapplicazione non deve quindi essere considerata una soluzione automatica valida per qualsiasi vecchia guaina.
Preparazione del supporto: perché è una fase decisiva?
Le caratteristiche dell’impermeabilizzante rappresentano soltanto una parte del risultato finale. La preparazione della superficie incide direttamente sull’adesione e sulla corretta realizzazione del sistema.
Polvere, residui, parti incoerenti, contaminazioni o condizioni di umidità non compatibili con il prodotto possono compromettere l’intervento. Particolare attenzione deve essere riservata ai punti nei quali si concentrano maggiormente le sollecitazioni:
- raccordi tra superfici orizzontali e verticali;
- giunti;
- scarichi;
- sormonti;
- fessurazioni;
- corpi passanti;
- elementi di lattoneria.
In determinate applicazioni il ciclo può inoltre prevedere primer, armature di rinforzo o altri componenti complementari. Quantità di prodotto, tempi tra uno strato e l’altro e modalità applicative devono quindi essere coerenti con il sistema scelto e con le indicazioni della relativa documentazione tecnica.

Certificazioni e norme: quali informazioni controllare?
Norme tecniche e certificazioni aiutano progettisti e imprese a verificare caratteristiche e prestazioni dei prodotti, ma devono essere interpretate in relazione alla loro effettiva destinazione d’uso.
Tra i riferimenti tecnici citati nel settore rientrano, a seconda del tipo di prodotto e dell’applicazione, norme relative agli impermeabilizzanti applicati liquidi, ai sistemi sotto piastrellatura e a specifiche prestazioni delle coperture. Più che limitarsi alla presenza di molte certificazioni, è utile verificare:
- quale prestazione è stata sottoposta a prova;
- secondo quale metodo;
- per quale utilizzo;
- quali condizioni o limitazioni sono previste;
- se la certificazione riguarda effettivamente il prodotto scelto.
Lo stesso principio vale per le informazioni ambientali. Documenti come le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) possono fornire dati sul ciclo di vita di un materiale, ma non equivalgono da soli a una valutazione assoluta di sostenibilità.
Come scegliere l’impermeabilizzante più adatto?
Non esiste una risposta unica, perché ogni intervento presenta condizioni differenti. Su terrazzi e balconi destinati a essere pavimentati occorre verificare la compatibilità con il successivo rivestimento.
Nelle coperture esposte assumono maggiore peso resistenza agli agenti atmosferici e condizioni di esercizio.
Nel recupero di vecchie membrane diventa invece fondamentale conoscere lo stato del manto esistente, mentre sulle strutture metalliche devono essere valutati adesione e movimenti del supporto.
Anche temperatura, umidità e periodo di applicazione possono incidere sulla scelta, perché le condizioni ammesse durante la posa cambiano in funzione della formulazione. Il criterio di scelta di impermeabilizzazione più corretto è mettere in relazione:
supporto → esposizione → geometria → utilizzo finale → prestazioni richieste → ciclo applicativo.
L’impermeabilizzante più adatto non è necessariamente quello che presenta il maggior numero di caratteristiche sulla carta, ma quello compatibile con il supporto e con le condizioni reali dell’intervento, correttamente applicato secondo il ciclo previsto.
Domande frequenti sugli impermeabilizzanti liquidi
Quante mani di impermeabilizzante liquido servono?
Non esiste un numero valido per tutti i prodotti. Il numero di strati dipende dal sistema scelto, dal supporto, dal consumo previsto e dallo spessore finale richiesto. È quindi necessario seguire il ciclo applicativo indicato nella documentazione tecnica del prodotto.
Serve sempre il primer prima di applicare una membrana liquida?
No. La necessità del primer dipende dal tipo di supporto, dalle sue condizioni e dal sistema impermeabilizzante utilizzato. Su superfici particolarmente assorbenti, lisce o difficili da trattare può essere richiesto uno specifico promotore di adesione.
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Quando è preferibile una membrana bituminosa in rotoli rispetto a una membrana liquida?
Una membrana prefabbricata può essere adatta in molti interventi di impermeabilizzazione, soprattutto quando la superficie è regolare e il sistema previsto è compatibile con supporto, stratigrafia e condizioni di posa. La scelta va valutata caso per caso, considerando anche dettagli costruttivi, esposizione e destinazione d’uso.
Si può applicare un impermeabilizzante liquido sopra le piastrelle?
In alcuni casi sì, purché la pavimentazione sia stabile, correttamente aderente e compatibile con il sistema scelto. Prima dell’applicazione è necessario verificare lo stato delle piastrelle e delle fughe e preparare la superficie secondo le indicazioni previste dal ciclo impermeabilizzante.
Le guaine bituminose devono essere sempre posate a fiamma?
No. Esistono membrane bituminose e sistemi di posa differenti, che possono prevedere termosaldatura oppure altre modalità applicative in funzione del prodotto e del supporto. Per questo è importante verificare sempre il ciclo previsto dal produttore e le condizioni del cantiere.
Quanto tempo deve asciugare un impermeabilizzante liquido?
I tempi di asciugatura variano in funzione della formulazione, dello spessore applicato, della temperatura, dell’umidità e delle condizioni del supporto. Prima di applicare ulteriori strati, rivestimenti o esporre la superficie alla pioggia è quindi necessario rispettare i tempi indicati nella scheda tecnica.
La scelta del sistema di impermeabilizzazione migliore, se fatta secondo i criteri descritti, diventa una decisione tecnica basata sulle esigenze del cantiere, anziché sul confronto astratto tra prodotti o tecnologie.

