
Un documento ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze analizza gli investimenti degli italiani nella ristrutturazione casa. Emerge un quadro inaspettato.
Ristrutturazione casa nel 2026: numeri positivi nonostante il cambio di politica sui bonus
Il documento in questione è il Bollettino delle Entrate Tributarie del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Un documento ufficiale certo non incentrato esclusivamente sugli investimenti nelle ristrutturazioni casa ma che comunque affronta l’argomento, numeri alla mano. Ebbene, questi numeri sorprendono.
Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, nei primi cinque mesi del 2026 gli investimenti nelle opere di ristrutturazione casa sono aumentati del 4,6%. Un aumento considerevole e che porta gli investimenti complessivi a oltre 10 miliardi di euro.
Un dato che sorprende, dicevamo. In primis, per i numeri. In secondo luogo, per lo scenario in cui si inseriscono. Uno scenario che vede una politica dei bonus sempre più restrittiva.
Per comprenderlo appieno, è necessario entrare nel dettaglio. A trainare gli investimenti sono soprattutto gli interventi sulle abitazioni principali, per le quali, non a caso, è ancora prevista una detrazione del 50%.
Un altro dato significativo riguarda la destinazione delle spese: per gli interventi sulle singole abitazioni gli italiani spendono circa sette volte quanto viene destinato alle parti comuni dei condomini.
Il ricorso all’agevolazione risulta inoltre particolarmente diffuso tra alcune categorie di contribuenti. Secondo i dati relativi al 2025, ne ha usufruito il 36,1% dei lavoratori dipendenti con reddito superiore a 20mila euro e il 51% dei pensionati.
Anche questo non è un caso: i lavori dipendenti possono detrarre, e quindi usufruire dei bonus (che sono basati sul meccanismo del credito d’imposto), mentre il reddito superiore ai 20mila euro è compatibile con una liquidità tale da pagare i lavori.
Cosa significano questi dati
Questi dati si spiegano in due modi. In primo luogo, con la crescente sensibilizzazione circa il tema della riqualificazione edilizia. Vuoi per affrontare meglio il cambiamento climatico (e quindi ridurre i consumi a parità di comfort), vuoi per la paura che la casa si svaluti a causa della direttiva Case Green, sempre più persone si stanno convincendo a ristrutturare.
Ma c’è anche un’altra motivazione più concreta. Ovvero, la volontà di approfittare dei bonus “finché sono in vigore”, la percezione che anche le poche agevolazioni attualmente in vigore possano essere riposte in soffitta.
Una percezione non del tutto fallace, se si considera che dal 2027 il quadro diventerà meno favorevole. Salvo nuove proroghe, la detrazione per le ristrutturazioni e l’Ecobonus passerà infatti dal 50 al 36% per l’abitazione principale e dal 36 al 30% per gli altri immobili.
Andrà anche peggio al Bonus Mobili: oggi consente ancora una detrazione del 50%, ma è destinato a terminare alla fine dell’anno, a meno di nuovi interventi legislativi.


