31 Agosto 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Cosa succede se si esagera con il condizionatore? I risultati di uno studio
Una ricerca rivela cosa succede al corpo se la temperatura della casa scende sotto i 18 gradi.

Sotto una certa temperatura, si sta male. Quindi, occhio a un utilizzo “estremo” del condizionatore. Basta davvero poco. A dirlo è uno studio.

 

Occhio ai 18 gradi

 

Con il caldo estivo, la tentazione è sempre la stessa: accendere il condizionatore e abbassare la temperatura il più possibile. Eppure, esagerare potrebbe non essere una buona idea. Una vasta ricerca scientifica ha infatti individuato nei 18 gradi una soglia importante, al di sotto della quale aumentano alcuni rischi per la salute. Ma cosa succede sotto i 18 gradi?

 

A occuparsi della questione è stata una revisione sistematica pubblicata nel 2023 sulla rivista scientifica Public Health da un gruppo di ricercatori legati, tra gli altri, a Public Health Wales e alle Università di Bangor, London Metropolitan e Liverpool John Moores.

 

Uno studio piuttosto importante, almeno per dimensioni. Gli autori hanno passato in rassegna sette database scientifici, prendendo in considerazione le ricerche pubblicate tra il 2014 e il 2022 sul rapporto tra basse temperature domestiche e salute.

 

La soglia attorno alla quale ruota la ricerca è 18 °C. Undici dei 20 studi analizzati hanno infatti esaminato temperature pari o inferiori a questo valore, comprese tra 10 e 17,9 °C.

 

I problemi emersi sono diversi: pressione sanguigna, anomalie dell’elettrocardiogramma, alterazioni delle piastrine, disturbi respiratori, qualità del sonno, capacità fisiche e salute generale. Gli anziani e le persone affette da patologie croniche sembrano essere i soggetti più vulnerabili. (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)

 

Freddo in casa: i numeri della ricerca

 

I risultati più interessanti riguardano il sistema cardiovascolare. Sei studi hanno analizzato direttamente la pressione sanguigna e tutti hanno rilevato una relazione significativa tra temperature più basse e pressione più alta. In tre ricerche, una diminuzione di 10 °C della temperatura interna è stata associata rispettivamente ad aumenti della pressione sistolica di 2,2, 4,8 e 8,2 mmHg. (londonmet.ac.uk)

 

Un altro esperimento ha prodotto un risultato ancora più curioso. Aumentando la temperatura domestica da 14,1 a 16,2 °C, quindi appena 2,1 gradi, la pressione sistolica è diminuita mediamente di 4,43 mmHg e quella diastolica di 2,33 mmHg.

 

Risultati simili sono emersi dopo interventi di isolamento termico: un aumento della temperatura mattutina da 14,5 a 15,9 °C è stato accompagnato da una riduzione della pressione sistolica di 3,1 mmHg e di quella diastolica di 2,1 mmHg. (londonmet.ac.uk)

 

E non finisce qui. Nelle case con temperature comprese tra 12 e 18 °C, la probabilità di riscontrare anomalie all’elettrocardiogramma era 1,79 volte superiore rispetto alle abitazioni con almeno 18 °C. Sotto i 12 °C saliva a 2,18 volte.

 

Curiosamente, nelle abitazioni più fredde, con una media di 10,1 °C, anche il consumo stimato di sale risultava circa il 15% superiore rispetto alle case con una temperatura media di 19,3 °C, un comportamento a sua volta associato a una pressione notturna maggiore. (londonmet.ac.uk)

 

Non solo pressione: occhio anche a sonno e capacità fisiche

 

Il freddo sembra incidere anche su aspetti meno intuitivi. In uno degli studi analizzati, dormire in un ambiente a 10 °C anziché a 25 °C era associato a maggiori difficoltà nell’addormentarsi.

 

In un’altra ricerca, ogni grado in meno aumentava del 10% circa la probabilità di soffrire di nicturia, ovvero la necessità di svegliarsi durante la notte per urinare. Secondo i ricercatori, passare da 15,7 a 18,7 °C potrebbe ridurne la prevalenza del 25%. (londonmet.ac.uk)

 

Ci sono poi le capacità fisiche. In un esperimento condotto su donne anziane, una temperatura di 15 °C rispetto a 25 °C ha determinato un peggioramento delle prestazioni compreso tra il 2 e il 10%.

 

Quindi è bene evitare di importare il condizionatore sotto i 18 gradi? Attenzione, perché è necessario fare una precisazione. La ricerca non studia specificamente l’utilizzo estivo del condizionatore. Analizza invece gli effetti delle basse temperature domestiche, principalmente durante le stagioni fredde e nei Paesi con clima temperato o freddo.

 

Non dimostra quindi che impostare per qualche ora il climatizzatore a 17 °C produca automaticamente gli stessi effetti osservati in chi vive stabilmente in una casa fredda.

 

Il dato dei 18 °C rimane comunque significativo. È la temperatura minima raccomandata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la popolazione generale durante le stagioni fredde, mentre per anziani, bambini e persone affette da patologie croniche potrebbe essere necessario mantenere temperature superiori. (londonmet.ac.uk)

 

Insomma, il condizionatore rimane uno dei nostri migliori alleati contro il caldo. Ma trasformare il soggiorno in una cella frigorifera, forse, non è una grande idea.

 

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