
Il Superbonus fa parte ormai del passato, dunque è più che lecito tirare le somme. Lo ha fatto ENEA, che in un recente studio ha operato un confronto tra le detrazioni maturate nel nord, centro e sud Italia.
Superbonus: una fotografia, tre Italie
Da alcuni considerato come un incentivo necessario a sostenere non solo l’edilizia, ma l’economia italiana in generale; da alcuni considerato come un buco nero per i conti pubblici; il Superbonus ha dominato il discorso pubblico per almeno un biennio.
E ora che non è più disponibile, che è stato mandato in soffitta, è tempo di bilanci. Se possibile, basato sui fatti, e non sulle posizioni politiche (che comunque a riguardo sono piuttosto diversificate).
Un bilancio interessante è quello di ENEA, che ha messo a confronto le detrazioni maturate nelle varie aree del Paese. Ne risulta una fotografia tutt’altro che omogenea, e capace di riservare alcune sorprese.
I numeri premiano innanzitutto il Nord. Qui sono maturate detrazioni per 69,21 miliardi di euro, pari al 52,6% dei 131,55 miliardi complessivi. Il Centro si ferma invece a 24,61 miliardi, ovvero il 18,7%, mentre Sud e Isole raggiungono 37,73 miliardi, il 28,7%.
A fare la parte del leone sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La prima ha maturato da sola 25,46 miliardi di detrazioni, pari al 19,3% del totale nazionale. Seguono Emilia-Romagna, con 12,55 miliardi, e Veneto, con 11,98 miliardi.
La situazione non cambia se si rapportano le detrazioni al numero di abitanti. La media è di 2.510 euro pro capite al Nord, 2.103 al Centro e 1.918 al Sud e nelle Isole.
Alcune regioni meridionali, però, sovraperformano nettamente. L’Abruzzo raggiunge infatti 3.953 euro per abitante, secondo miglior risultato italiano. Seguono Basilicata, con 3.359 euro, e Molise, con 3.174. Meglio di tutti fa la Valle d’Aosta, con 4.679 euro pro capite. Agli ultimi posti si trovano invece Puglia e Sicilia, rispettivamente con 1.583 e 1.553 euro per abitante.
Come leggere questi dati
I dati sono interessanti per tutta una serie di motivi. Primo: svelano il peso reale che il Superbonus ha esercitato sui conti pubblici. Un peso “colossale”, superiore a 131 miliardi. Soprattutto, un peso superiore alle aspettative: le stime del Governo, all’epoca della sua introduzione, parlavano di qualche decina di miliardi.
E poi ci sono le differenze tra nord, centro e sud, con il Settentrione a fare la parte del leone. Un dato che stupisce per la sua imponenza, ma che nasconde un fatto risaputo: il nord è più attivo sul piano economico rispetto al resto dell’Italia. Più imprese e più in salute, più proprietari in grado di farsi carico, seppur con la prospettiva del credito d’imposta al 110%, di una spesa comunque da sostenere.
Questo dato però non esclude colpi di coda da parte del sud, i quali rivelano anche nel Mezzogiorno la presenza di un’attività economica in crescita. Il riferimento è soprattutto a una regione “bistrattata” da altre classifiche di natura economica: l’Abruzzo
Insomma, dall’alto, le dinamiche nazionali sembrano essere confermate. Nel dettaglio, però, riservano piacevoli sorprese.


