
Una villa dell’Ottocento, il mare di Capri e interni che mescolano pezzi antichi e design contemporaneo. Questi gli ingredienti di una casa che sembra voler riportare in vita la Dolce Vita.
Una villa a Capri nata da un colpo di fulmine
Tutto ha inizio nel 2009, durante un viaggio di nozze. Una giovane coppia (lui australiana e lei messicana) visitano Capri e rimane affascinata dall’isola, tanto da iniziare a coltivare un desiderio: possedere, un giorno, una casa proprio lì.
Bisogna attendere cinque anni perché l’occasione si presenti. Un amico segnala ai due una villa dei primi dell’Ottocento appena arrivata sul mercato. La proprietà si chiama Villa Le Scale e il nome non è affatto casuale: per raggiungerla bisogna percorrere una scenografica scalinata in marmo, circondata dalla vegetazione tipica dell’isola.
È proprio durante quella salita che i futuri proprietari capiscono di aver trovato la casa giusta. Prima ancora di raggiungere l’ingresso, come hanno raccontato a Elle Decor, avevano già deciso di volerla acquistare.
D’altronde, la villa aveva tutte le caratteristiche che i futuri proprietari cercavano: vicinanza al mare, tanta luce e soprattutto spazio per i loro tre figli.
Di spazio, in effetti, ce n’è parecchio: cinque camere da letto nell’edificio principale e altre due nella dépendance situata vicino alla piscina.
Una reinterpretazione moderna della Dolce Vita
Dopo l’acquisto, la personalizzazione. A occuparsi di tutto è stato il designer Jorge Canete, al quale i proprietari hanno imposto una condizione tutt’altro che semplice: completare il progetto in appena tre mesi.
Il punto di partenza? Proprio La Dolce Vita. Attenzione, però. L’obiettivo non era trasformare la casa in una specie di museo degli anni Sessanta, né riempirla di citazioni cinematografiche.
Canete ha cercato piuttosto di recuperare ciò che quell’immaginario rappresenta: bellezza, leggerezza, eleganza e una certa capacità di godersi ciò che si ha intorno.
Una missione complicata, anche perché la villa conservava (e conserva tutt’ora) testimonianze di epoche diverse, come una vasca in marmo dell’Ottocento, una fontana del XVIII secolo e addirittura un camino risalente al Cinquecento. Il rischio di ottenere un’accozzaglia di stili, insomma, era concreto.
Da qui, l’intuizione di Canate, affiancare a tutto ciò degli arredi contemporanei e pezzi firmati da designer di valore, come Paola Navone, Ingo Maurer e Patricia Urquiola.
Canete ha lavorato proprio sul rapporto tra passato e presente, senza cercare di nascondere l’età della villa ma nemmeno trasformandola in qualcosa di immobile. Anche la palette, dominata da bianco, blu e grigio, contribuisce a creare un legame evidente con Capri, con il mare e con la luminosità mediterranea.
Una casa che non vuole sembrare perfetta
C’è poi un dettaglio interessante. La ristrutturazione non è stata semplice nemmeno dal punto di vista logistico.
Il motivo? Le strade strette di Capri e le regole che impedivano il trasporto degli arredi durante il giorno. Tutto ciò ha reso l’allestimento particolarmente complicato.
Senza considerare il fatto che il designer, pur potendo acquistare tutto nella vicina Napoli, ha scelto invece una strada diversa, cercando pezzi “in tutto il mondo”, purché capaci di costruire un’identità precisa.
A completare il progetto è intervenuta anche l’artista britannica Philippa Smith, che ha trascorso alcune settimane nella villa realizzando opere pensate specificamente per questi ambienti.
Ed è forse proprio questo il dettaglio che permette di comprendere meglio l’intera casa.
Villa Le Scale non cerca di stupire attraverso il lusso ostentato. Il suo fascino deriva piuttosto dalla sovrapposizione di epoche, oggetti, materiali e suggestioni diverse.
Una casa ottocentesca può quindi ospitare un arredo contemporaneo; un camino cinquecentesco può convivere con il design moderno; una dimora storica può diventare una casa pensata soprattutto per essere vissuta da una famiglia.
In fondo, forse, la Dolce Vita era anche questo: vivere circondati dalla bellezza senza avere continuamente bisogno di dimostrarlo.


