31 Agosto 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Vivere vicino al verde pubblico ci rende davvero più felici? E quanto? Da un gigantesco studio, la risposta definitiva
Vivere vicini al verde pubblico migliora la qualità della vita.

Il verde è il colore della speranza, ma anche della salute. E non solo nell’immaginario collettivo: vivere immersi nel verde, è sinonimo di felicità, almeno nel senso comune. Ma lo è anche per la scienza? Un colossale studio (di fatti una meta analisi) risponde a questa domanda.

 

Lo studio di Plus One

 

A indagare sul rapporto tra verde (urbano) e felicità è stato uno studio pubblicato nel 2018 su PLOS ONE da ricercatori delle Università di Warwick e Sheffield. Uno studio colossale, di fatto una revisione sistematica di 50 ricerche, con campioni compresi tra 25 e 30.900 persone.

 

I risultati, non vi stupirà saperlo, sono decisamente favorevoli alla presenza di verde. Cinque studi hanno rilevato una soddisfazione di vita significativamente maggiore nelle aree più verdi, anche se con effetti generalmente piccoli.

 

Inoltre, 7 studi su 8 che utilizzavano il General Health Questionnaire, un questionario impiegato per misurare il disagio psicologico, hanno associato una maggiore quantità di verde a livelli inferiori di disagio.

 

Un dato particolarmente interessante riguarda chi si trasferiva in quartieri più verdi: dopo tre anni il punteggio del disagio psicologico migliorava di 0,430 punti.

 

In un altro studio, ogni ettaro aggiuntivo di parco entro circa 1,6 km dall’abitazione era associato a un aumento di 0,070 punti nella scala Warwick-Edinburgh, utilizzata per misurare il benessere mentale (e che fa da 0 a 1).. Ogni parco aggiuntivo entro la stessa distanza valeva +0,110 punti, mentre ogni spazio sportivo verde +0,430.

 

Un ottimo punto di partenza

 

A una lettura superficiale, può sembrare che lo studio punti a scoprire l’acqua calda. Il concetto secondo cui vivere immersi nella natura faccia bene al corpo e allo spirito ricade nel senso comune. Tuttavia, trasformare questo senso comune in solide evidenze scientifiche è importante. In un certo senso, incentiva il legislatore a intervenire, ed elimina qualche alibi.

 

Da qui, la possibilità di considerare questo e altri studi come punto di partenza per delle politiche di reinterpretazione degli spazi pubblici, se non addirittura delle città. Magari, nella prospettiva di prendere due piccioni con una fava. Come dimostrato da altre ricerche, la presenza del verde è correlata a riduzioni della temperatura superficiale, tema quanto mai attuale viste le bombe di calore delle ultime estati.

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