
Ecco la Società della Casa, un’azienda interamente partecipata dal pubblico che punta a risolvere con i mezzi dell’edilizia la crisi abitativa più grave: quella di Milano.
La Società della Casa, uno strumento interessante
L’iniziativa è di quelle importanti, dal forte potenziale risolutivo. Stiamo parlando proprio di lei, dell’istituzione della Società della Casa. Un’azienda in senso stretto, ma interamente partecipata dal Comune di Milano. Un assetto ideale, in quanto crea un bel mix tra know-how privato e capacità di finanziamento delle amministrazioni pubbliche.
Ma qual è il suo scopo? E perché è stata creata? È presto detto. La Società della Casa nasce per contrastare la crisi abitativa della città di Milano. Una crisi abitativa grave, che sta trasformando il capoluogo meneghino in una meta irraggiungibile per le persone normali.
Nello specifico, la Società della Casa acquisirà e ristrutturerà immobili in disuso, per poi affittarli a canone calmierato. Sullo sfondo, le premesse del Piano Casa, che stabilisce come misura principe per il contrasto alla crisi abitativa proprio il recupero degli immobili con il supporto dello Stato. La Società della Casa è dunque lo strumento attraverso cui il Comune di Milano intende dare seguito ai principi del Piano Casa.
Come funziona la Società della Casa nello specifico
La Società della Casa sarà partecipata interamente dal pubblico, attraverso il Comune di Milano e MM.
Chuiaramente, non è ancora operativa. Prima, è necessario compiere alcuni passi. Il primo passo sarà la costituzione di un patrimonio immobiliare composto inizialmente da circa 500-1.000 appartamenti.
Potranno confluire nella società immobili già appartenenti al Comune, edifici prevalentemente vuoti, beni precedentemente destinati alla vendita e ulteriori immobili acquistati dall’amministrazione. L’obiettivo è recuperare e riqualificare questo patrimonio per immetterlo sul mercato della locazione a canoni accessibili.
I destinatari saranno soprattutto lavoratori e nuclei familiari che non possiedono i requisiti per accedere alle case popolari, ma che faticano a sostenere i prezzi del libero mercato. Il progetto prevede che i canoni contribuiscano al raggiungimento dell’equilibrio economico della società, senza perseguire la produzione di utili. Il patrimonio potrà inoltre essere ampliato progressivamente attraverso nuovi investimenti e acquisizioni.
Uno spiraglio per risolvere la crisi abitativa?
Non si può che plaudire all’iniziativa dell’amministrazione milanese. In primis, perché l’impianto di base funziona. E funziona perché unisce, almeno sulla carta, quanto di meglio può fornire il privato con quanto di meglio può fornire il pubblico.
Un altro motivo di apprezzamento è la tempestività. Prima ancora che il Piano Casa diventi operativo, il Comune di Milano mette in campo uno strumento per calarlo nella realtà.
Infine, fa piacere che la prima iniziativa concreta di “recupero e calmierazione” sia giunta proprio dal contesto in cui la crisi abitativa è più forte. In virtù di ciò, è lecito auspicare anche che i Comuni prendano Milano come esempio, e si diano una mossa. La crisi abitativa, del resto, è trasversale, sebbene morda in alcune zone più che in altre.


