
Casa fresca senza condizionatore con i mattoni sardi. Una soluzione a basso impatto ambientale che sta attirando nuovo interesse, anche se per le nuove costruzioni restano importanti limiti normativi.
In Sardegna tornano i ladiri: sole al posto del forno
La risposta all’emergenza climatica, con caldo estremo sempre più prolungato, potrebbe arrivare dai ladiri: un materiale che in Sardegna si utilizza da secoli.
Si tratta di mattoni realizzati mescolando terra, paglia e acqua, inserendo l’impasto negli stampi e lasciandolo poi essiccare naturalmente al sole. Nessuna cottura in forno come avviene per i laterizi tradizionali.
La tecnica è particolarmente diffusa nel Campidano e nel Medio Campidano e negli ultimi dieci anni l’interesse verso questo materiale è tornato a crescere. Non soltanto per il recupero degli edifici storici. Tecnici e architetti sardi stanno tornando a studiarne le caratteristiche mentre sistemi analoghi attirano attenzione anche in altri Paesi europei.
Il motivo è doppio: prestazioni termiche e sostenibilità. La produzione richiede un processo poco industrializzato e soprattutto evita la combustione necessaria per cuocere un normale mattone.
Ma c’è un altro particolare interessante in ottica edilizia sostenibile: la terra può essere recuperata e utilizzata nuovamente. Durante alcune ristrutturazioni è stato possibile riutilizzare il materiale proveniente dalle vecchie murature per produrre nuovi mattoni.
E non parliamo necessariamente di edifici fragili destinati a durare pochi anni: in Sardegna esistono case in terra cruda che avrebbero anche 200 anni, naturalmente a condizione che tetto, murature e edificio vengano mantenuti correttamente.
Perché le case in terra cruda sono più fresche d’estate
È però il comportamento durante le giornate più calde a rendere oggi particolarmente interessante la soluzione con i ladiri. I mattoni in terra cruda possiedono una massa circa doppia rispetto ai tradizionali mattoni in terra cotta. Questa caratteristica permette alle murature di accumulare energia e contribuire a rendere più lenta la variazione della temperatura negli ambienti.
In pratica, una volta raggiunta una determinata temperatura interna, questa tende a conservarsi più a lungo. Il risultato non significa necessariamente poter eliminare il condizionatore in qualsiasi abitazione, ma può tradursi in una maggiore stabilità termica, utile tanto durante l’estate quanto nei mesi freddi.
Le pareti in terra cruda sono inoltre traspiranti e possono contribuire alla regolazione naturale dell’umidità. Per le case in ladiri si calcola un’oscillazione della temperatura interna nell’ordine di 2-3 gradi tra giorno e notte, con valori di umidità relativa attorno al 50%.
Oggi non puoi costruire una casa nuova soltanto in ladiri
Attualmente sono in corso studi universitari e prove di carico, perché il quadro normativo vigente non consente di utilizzare liberamente il ladiri come unico elemento strutturale di una nuova costruzione.
Per il nuovo, la terra cruda deve quindi essere affiancata da una struttura portante realizzata con altri materiali, con travi e pilastri, mentre i mattoni possono essere utilizzati come tamponamento.
È una situazione molto diversa da quella delle abitazioni storiche sarde, alcune delle quali raggiungono anche tre livelli e sono state costruite con murature portanti continue in terra cruda, con i mattoni intrecciati agli angoli attraverso file sfalsate.
Questa soluzione tradizionale continua invece ad avere un ruolo importante soprattutto nel recupero e restauro conservativo degli edifici esistenti nei centri storici.
Nel frattempo, sono nate anche piccole aziende specializzate nella produzione di mattoni in terra cruda, specializzate in ladiri in Sardegna e altre sparse nella Penisola con materiali e tecniche differenti.


