
Ikea ha tirato fuori dal cilindro una linea di mobili per i cosiddetti “nomadi urbani”. Ovvero, per chi trasloca in continuazione. Una proposta particolare, che fa la spola tra spirito di adattamento, design e convenienza.
Una collezione pensata per i nomadi del ventunesimo secolo
Per molti non è un vezzo, e meno che mai una passione. Spesso, è un obbligo: dettato dalle condizioni di vita, dalla volontà di fare carriera o semplicemente di cambiare aria.
Perché oggi, di frequente, successo e felicità fanno rima con mobilità. Ecco che sono sempre più numerosi i giovani che passano da una casa all’altra, da un trasloco a quello successivo. E allora perché non facilitare loro la vita? Perché non pensare a una collezione di mobili tutta per loro?
È la domanda che si è posta Ikea, che non è certo nuova a trovate geniali, originali, disruptive. Ne è nata KOMPISHÄNG, una proposta di mobili grandi e piccoli, che reinterpreta il concetto di arredamento in una prospettiva di trasloco continuo, tanto in termini di funzionalità quanto in termini di mero design.
Una collezione che ha conquistato l’interesse non solo degli esperti, ma anche della gente comune, non solo per i presupposti, ma anche per la capacità di declinare i valori che da sempre contraddistinguono Ikea: praticità, attenzione per il design e soprattutto convenienza.
I dettagli della collezione KOMPISHÄNG
KOMPISHÄNG è una collezione composta da 13 prodotti, realizzati principalmente in legno massello di pino, acciaio verniciato a polvere e tela resistente.
È stata sviluppata dopo aver osservato le abitudini di giovani tra i 20 e i 28 anni residenti nel centro di Londra, spesso alle prese con spazi ridotti e traslochi frequenti.
La collezione comprende una scrivania leggera dotata di maniglia, che si apre senza utensili e può essere riposta sotto il letto o dietro una tenda, e un tavolino pieghevole trasportabile a spalla. Gli sgabelli sono impilabili, mentre il materasso-pouf, provvisto di tracolle regolabili, può essere portato sulla schiena e utilizzato sia come seduta sia come letto.
Completano la linea un cuscino da appoggiare alla parete, contenitori sospesi trasformabili in borse, specchi con spazi per fotografie e ricordi, ganci da applicare sopra le porte, un fermalibri con maniglia e una grande borsa con ruote.
È presente anche un portavasi in juta con una copertura integrata, pensata per proteggere la pianta durante il trasporto e ripiegabile in un vano interno. I prodotti non richiedono necessariamente fissaggi alle pareti e sono progettati per adattarsi a monolocali, appartamenti condivisi e abitazioni più stabili.
Trovata di marketing o collezione seria?
Alla luce dei presupposti da cui nasce KOMPISHÄNG, la domanda sorge spontanea. D’altronde non stiamo parlando di un’azienda qualsiasi, ma di un colosso abituato a comunicare, e a farlo in modo disruptive. Ma siamo davvero di fronte a una semplice trovata di marketing?
Senza nulla togliere alla potenza comunicativa dell’idea… No. Non siamo di fronte a una trovata di marketing fine a se stessa, ma a un prodotto valido, che può essere preso in considerazione dal bacino di potenziali clienti per i quali è stato pensato.
Tutti gli articoli, per quanto originali nella forma e nelle applicazioni, fanno il proprio dovere. Sono disegnati non solo per stupire, ma anche per risolvere un problema, che è quello del trasloco frequente. Sono facili da trasportare, riutilizzabili, persino flessibili nel loro uso.
Un plauso a Ikea, dunque, che ha intercettato un bisogno e l’ha trasformato in una collezione originale, funzionale… utile.


