
L’eredità implica sempre un evento luttuoso. Ma questo non è l’unico motivo per cui ereditare casa è difficile. Ci sono motivazioni tecniche, che vanno affrontate o perlomeno gestite.
La casa è vecchia
Per inciso, in questo articolo parliamo delle difficoltà tecniche, legate alla gestione della casa, alla sua commerciabilità e alle prospettive di guadagno. Non parliamo degli aspetti emotivi, che pure sono preponderanti.
Ad ogni modo, la prima difficoltà, che poi è la più ricorrente, riguarda l’anno di costruzione della casa. Il patrimonio urbanistico italiano è datato, il defunto è spesso anziano (si spera) e quindi è molto probabile che si erediti un immobile vecchio, magari non ristrutturato.
Questo diminuisce, e di molto, il valore della casa stessa. Anzi, lo diminuisce più del previsto, più di quanto soleva accadere venti o trent’anni fa. Il fatto è che la forbice tra il valore delle vecchie casa e delle nuove si è allargato negli ultimi tempi. La colpa, se così si può chiamare, risiede nel progresso delle tecniche costruttive, soprattutto in campo energetico.
Come gestire questa difficoltà? Le strade sono due: abbassare le pretese in termini di guadagno, e cercare di trarre il massimo da quello che c’è; mettere mano all’abitazione e trattare la ristrutturazione come un vero e proprio investimento, previa corposa analisi costi-benefici.
La casa è affetta da abusi edilizi
Questa è forse la difficoltà più grave. Purtroppo, è abbastanza ricorrente. Il motivo risiede nel fatto che, fino a qualche decennio fa, il clima generale da un lato e l’approccio dello Stato dall’altro erano decisamente più lassi. Molti hanno realizzato lavori senza dichiararli, magari piccoli, con la speranza di farla franca.
A pagarne le spese sono i proprietari di oggi, che subiscono limiti alla commerciabilità dell’immobile, con conseguente (forte) riduzione delle prospettive di guadagno.
Qui c’è poco da fare: verificare che non ci sia una domanda di condono aperta, cercare comunque di sanare l’abuso, oppure semplicemente ripristinare lo stato precedente all’abuso.
La casa è in multiproprietà
Questa difficoltà è meno grave delle altre ma estremamente comune. Il caso tipico è il seguente: un immobile viene ereditato dai figli, uno di questi muore, i figli di quest’ultimo ereditano. Ecco che la casa diventa proprietà di zii e nipoti. Ebbene sì, stiamo parlando della classica “casa della nonna”.
La presenza di più proprietari è una situazione che va gestita. Impone un certo coordinamento, una visione comune circa quello che si intende fare dell’immobile. Non è sempre facile trovare la quadra, e non è detto che il rapporto tra i proprietari sia così buono da consentire una efficace concertazione.
Anzi, spesso e volentieri proprio la proprietà in comune diventa fonte di litigi e discordie. Il clima si fa pesante e l’immobile rimane lì, fermo. E un immobile fermo non fa altro che generare spese e fastidi.
Il consiglio, nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo, è di vendere o acquistare le quote, in modo da diminuire il numero di proprietari e monetizzare comunque l’eredità.


