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Viene presentato come un piccolo monolocale completo di arredi e proposto con un contratto di affitto 4+4. Ma la presunta casa è grande meno della metà della superficie minima indicata per una persona e costa quasi 50 euro al mq.
L’annuncio del monolocale a Modena è da non credere
Sette metri quadrati per dormire, cucinare, lavarsi e vivere… senza gas. La richiesta? Soltanto (si fa per dire) 330 euro al mese. È l’annuncio immobiliare segnalato dal Sunia-Cgil di Modena, che assegna alla città un primato tutt’altro che prestigioso: quello della più piccola unità autonoma proposta in affitto sui principali portali immobiliari italiani.
Nell’inserzione lo spazio viene definito un piccolo monolocale a Modena recentemente ristrutturato e completo degli arredi necessari. Le fotografie, però, raccontano una realtà nella quale ogni funzione domestica sembra essere stata compressa fino al limite.
Un letto singolo, un fornello portatile, un frigorifero e un minuscolo angolo bagno con doccia e wc concentrati in pochi centimetri. E all’ingresso c’è spazio anche per un armadietto. O quasi.
Mercato affitti fuori controllo non solo a Modena
A una prima lettura, la cifra richiesta potrebbe sembrare relativamente contenuta per una città nella quale trovare una casa accessibile è sempre più difficile. Il canone indicato è infatti di 200 euro al mese. A questa somma devono però essere aggiunti altri 130 euro mensili di spese, portando l’esborso complessivo a 330 euro.
Ma basta un dato per far capire che il mercato è fuori controllo. Il monolocale di Modena costa circa 50 euro al mq tra canone e spese condominiali.
Applicando, in via puramente proporzionale, a un appartamento di 90 metri quadrati la stessa incidenza complessiva di canone e spese, il costo supererebbe i 50.000 euro all’anno. Considerando invece soltanto i 130 euro mensili di spese, la proiezione supererebbe i 20.000 euro annui..
Vivere in pochi metri quadrati non rappresenta necessariamente un problema. Le case piccole possono rispondere alle esigenze di studenti, lavoratori temporanei, single e persone che cercano una soluzione più economica e facile da gestire. E il settore sta attirando piccoli e grandi capitali di chi cerca mini appartamenti per investimento.
La differenza sta però nella progettazione e nella legalità degli spazi. Un’abitazione compatta può utilizzare arredi trasformabili, ambienti multifunzionali e soluzioni intelligenti per sfruttare ogni centimetro disponibile. Ma ridurre le dimensioni non significa poter eliminare i requisiti minimi.
Il record del monolocale a Modena e il nodo della legalità
Secondo il sindacato degli inquilini SUNIA, quello di Modena sarebbe il più piccolo monolocale autonomo pubblicizzato sui principali portali immobiliari nazionali. La superficie sarebbe inferiore anche a quella di altri casi estremi: 9 metri quadrati a Bologna, 10 a Firenze e 13 a Milano.
Il confronto riguarda soltanto locali proposti come unità indipendenti, o almeno presentati come tali negli annunci.
E come dimenticare la mini casa da 9 mq diventata virale? La differenza in questo caso è però sostanziale: non si tratta di un esperimento abitativo mostrato sui social, ma di uno spazio inserito nel normale mercato delle locazioni.
E per giunta con un contratto abitativo a canone libero 4+4. In altre parole, una durata potenziale di otto anni per uno spazio di appena sette metri quadrati. Il punto centrale della denuncia riguarda proprio la possibilità di utilizzare il locale come abitazione.
Il Sunia ricorda che, con le nuove disposizioni introdotte dal cosiddetto decreto Salva Casa, la superficie minima prevista per un monolocale è di 20 metri quadrati per una persona e di 28 metri quadrati per due occupanti.
Secondo il sindacato, tutto ciò che si trova sotto i requisiti minimi non può essere proposto come normale unità abitativa. Il Sunia denuncia, inoltre, il rischio che alcuni immobili sotto soglia vengano mascherati attraverso contratti commerciali o transitori.


