29 Maggio 2026
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Casa-laboratorio creativo, l'idea di Maximilian Eicke

Immagine esemplificativa che NON ritrae la casa di Maximilian Eicke.

Per quasi tutti, la casa è il posto dove rilassarsi e vivere la quotidianità. Per altri, è anche il posto dove si lavora, vista la diffusione dello smart working. Ma per un designer tedesco, la casa è molto di più. È un posto dove vivere creando e creare vivendo.

 

La casa-laboratorio creativo di Maximilian Eicke

 

È una casa-laboratorio creativo, dove il semplice trascorrere delle ore, magari in pieno relax, mette in moto idee e fa nascere opere d’arte.

 

Stiamo parlando della casa di Maximilian Eicke, fondatore del marchio Max ID e della sua compagna Irina. Un appartamento situato a New York, nel quartiere SoHo.

 

Un appartamento nato dall’intuizione geniale: intervenire non solo sugli arredamenti e sugli accessori, ma persino sugli spazi per trasformare la casa in una continua, perpetua e dinamica fonte di ispirazione.

 

La rivoluzione abitativa di Maximilian Eicke

 

Se il termine “rivoluzione” vi sembra eccessivo, sappiate che non c’è niente di simile in giro. Almeno a giudicare dal servizio fotografico che Maximilian stesso ha autorizzato per i più famosi magazine di design.

 

E d’altronde basta passare in rassegna le caratteristiche della casa per comprendere la reale portata del suo intervento.

 

Un intervento che, va detto, partiva da buoni presupposti. L’appartamento è infatti molto grande, ben 325 metri, dunque ha concesso parecchio margine d’azione.

 

Ora presenta una cucina a doppia altezza collegata alle camere da letto soppalcate tramite una scala a chiocciola dal design a metà strada tra il futuristico e l’antico.

 

Stupefacente anche la sala da pranzo, dominata da un tavolo di ben 1300 kg ricavato da un unico blocco di marmo, disegnato dallo stesso Maximilian.

 

Gli ambienti, poi, sono pieni zeppi di opere d’arte: sfere di teak balinesi, dipinti della ritrattista storica Kauffman, quadri della neoespressionista Louisa Chase.

 

E che dire dei numerosi angoli personalizzati, come la zona trucco della compagna di Maximilian, dal soffitto basso, foderata con un materasso su misura e tessuti di moda in eccedenza.

 

Opere d’arte varie, eppure bene assortite in quanto capaci di creare un contrasto tra contemporaneo e classico. Contrasto che inevitabilmente accende la scintilla della creatività.

 

Come Maximilian concepisce la sua casa

 

Maximilian, a suo dire, vive la casa come un vero e proprio “laboratorio creativo” in cui design, moda, architettura e arte si fondono con l’abitare.

 

Funziona come una casa-studio dove sperimenta e convive con il proprio lavoro, riempiendo gli spazi con i prototipi dei suoi mobili, tra cui tavoli in metallo e sedie triangolari delle sue prime collezioni.

 

Per la serie: se proprio devi portarti il lavoro in casa, trasforma il lavoro in qualcosa di familiare, di abitabile, di vivibile.

 

Si può replicare l’esperimento di Maximilian Eicke in piccolo?

 

I più scettici risponderebbero di no: d’altronde Maximilian Eicke non è una persona qualunque. E’ una personalità del design.

 

Tuttavia, per replicare il suo esperimento, non è necessario condividerne lo spessore artistico. Basta condividerne l’idea di fondo.

 

Questa può essere riassunta in poche parole: personalizzare la casa a trecentosessanta gradi, per realizzare una perfetta corrispondenza tra quello che si è, quello che si fa e quello che si vorrebbe essere.

 

Potrebbe bastare poco: oggetti artistici, ma poco costosi, che aiutano a immergersi nella propria attività, che ispirano e fanno sognare. Reinterpretazione degli spazi che aiutano a rilassarsi mentre si lavora.

 

Per realizzare una fusione tra lavoro, o qualsiasi attività che si voglia portare in casa, e vivere quotidiano.

 

In questo modo, la fatica del fare o del dover fare si diluisce nel comfort di ogni giorno. E non fa più male. Con tutto ciò che ne consegue per la qualità della vita.

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