23 Luglio 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Piscine, 75 vittime dal 2022: impianti fuori norma a rischio chiusura
DDL piscine: verifica dei bocchettoni di aspirazione e blocco impianti fuori norma.

Sembrano semplici aperture per il ricambio dell’acqua, ma i bocchettoni possono generare una forza capace di intrappolare capelli e parti del corpo. Dopo una lunga scia di incidenti, il Parlamento accelera: chi non mette in sicurezza le prese di aspirazione rischia lo stop della piscina.

 

Ddl piscine e decreto Sport: cosa cambia

Il disegno di legge C. 2576, intitolato “Legge quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine”. Il testo del DDL piscine, presentato nell’agosto 2025, punta a stabilire regole nazionali più uniformi per classificazione, requisiti igienico-sanitari, dotazioni tecniche, gestione, controlli e sanzioni degli impianti pubblici e privati.

 

Il DDL piscine è però ancora all’esame della Commissione Affari sociali della Camera e non è quindi una legge già definitivamente approvata. Nel frattempo, il Parlamento ha accelerato su una misura più circoscritta.

 

Un emendamento al decreto Sport prevede la chiusura delle piscine con bocchettoni di aspirazione fuori norma quando la carenza riscontrata non viene sanata. La proposta è stata presentata dalla Commissione Cultura con un sostegno bipartisan.

 

Secondo quanto illustrato nel dibattito parlamentare, la stretta riguarda piscine pubbliche, private, aperte al pubblico e a uso collettivo. Il principio è netto: un impianto di aspirazione potenzialmente pericoloso non può continuare a funzionare senza gli interventi necessari a ripristinarne la sicurezza.

 

La misura arriva mentre il disegno di legge generale resta in Parlamento. Le due iniziative hanno quindi un percorso diverso: l’emendamento interviene sull’urgenza dei bocchettoni non conformi, mentre il DDL piscine mira a riordinare l’intero sistema di regole, controlli e responsabilità.

 

Come devono essere i bocchettoni delle piscine

Settantacinque persone hanno perso la vita nelle piscine italiane tra il 1° gennaio 2022 e il 16 luglio 2026. Il dato, diffuso dalla Società italiana di medicina ambientale, comprende gli incidenti avvenuti nelle piscine private, negli impianti aperti al pubblico, nei parchi termali e nelle strutture ricettive.

 

Non tutte queste morti sono state provocate dai sistemi di aspirazione. Malori, cadute e annegamenti determinati da cause diverse rientrano nello stesso bilancio. Gli ultimi incidenti legati ai bocchettoni hanno però riportato l’attenzione su un pericolo difficile da riconoscere dalla superficie dell’acqua.

 

Le prese di aspirazione sono una parte essenziale del funzionamento della piscina. Attraverso le pompe, l’acqua viene prelevata dalla vasca, inviata all’impianto di filtrazione e successivamente rimessa in circolo.

 

Sistemi simili possono alimentare anche idromassaggi, cascate, scivoli e altri giochi d’acqua. Dietro un’apertura apparentemente innocua può quindi agire una forza aspirante considerevole. Il rischio aumenta quando il flusso si concentra su un solo punto accessibile ai bagnanti.

 

Una parte del corpo può aderire alla presa, mentre i capelli possono attraversare la griglia o avvolgersi intorno alle sue aperture. In queste condizioni, liberarsi può diventare estremamente difficile.

 

Per le piscine a uso pubblico, la UNI EN 13451-3 definisce requisiti di sicurezza e metodi di prova per i componenti destinati all’immissione e all’aspirazione di acqua e aria. La norma va letta insieme ai requisiti generali della UNI EN 13451-1 ed è stata aggiornata a livello europeo nel 2025.

 

Le piscine domestiche sono soggette a riferimenti tecnici diversi. Non si può quindi applicare indistintamente la stessa norma a qualsiasi vasca: occorre individuare le prescrizioni pertinenti in base alla destinazione, alle caratteristiche e all’utilizzo effettivo dell’impianto.

 

Le verifiche possono comprendere prove contro l’intrappolamento di capelli e parti del corpo, oltre al controllo della velocità dell’acqua e della compatibilità tra prese e pompa. Manutenzione e controlli devono inoltre riguardare l’intero circuito.

 

Una piscina fuori norma è rischiosa oltre che costosa

La stretta del DDL piscine interessa direttamente i gestori degli impianti esistenti, ma rappresenta un avvertimento anche per chi deve costruire o ristrutturare una piscina.

 

Bocchettoni, pompe e circuiti di ricircolo non sono accessori da scegliere alla fine del cantiere. Devono essere dimensionati insieme alla vasca e coordinati con il sistema di filtrazione, con le tubazioni e con gli eventuali giochi d’acqua.

 

Nel preventivo dovrebbero essere indicati chiaramente i componenti previsti, le modalità di posa, le verifiche finali e il collaudo. Quando si valuta quanto costa una piscina, non bisogna considerare soltanto la realizzazione della vasca.

 

Il costo complessivo deve essere definito sulla base di un progetto completo, comprendente scavo e opere strutturali, rivestimenti, impianto di filtrazione e ricircolo, prese di aspirazione, sistemi di sicurezza, collegamenti, collaudo e ottenimento degli eventuali permessi o autorizzazioni necessari.

 

Negli impianti esistenti, l’adeguamento può richiedere interventi differenti. In alcuni casi può essere sufficiente sostituire una protezione e verificare la portata. In altri può essere necessario modificare le prese immerse, le tubazioni, la pompa o le opere necessarie per raggiungere i componenti.

 

La conseguenza della nuova stretta è chiara: ciò che non viene controllato durante la progettazione può trasformarsi in un problema dopo l’apertura. E una piscina apparentemente conveniente può diventare la più costosa quando, per tornare sicura e conforme, deve essere fermata e modificata.

 

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