25 Agosto 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Edilizia naturale, le case con la paglia sono il futuro?
La paglia come materiale edile, un ritorno al passato per l'edilizia naturale.

Costruire case con la paglia? A prima vista potrebbe sembrare un ritorno al passato. Eppure, proprio questo materiale naturale potrebbe ritagliarsi uno spazio importante nell’edilizia del futuro. Se n’è parlato al Viva Viva Fest 2026.

 

Edilizia naturale, al Viva Viva Fest si parla di paglia

 

Dal 20 al 26 agosto, presso il Bosco Albergati di Castelfranco Emilia, si è tenuta l’edizione estiva del Viva Viva Fest, manifestazione dedicata a stili di vita alternativi, sostenibilità, benessere e rapporto con la natura.

 

Tra i vari appuntamenti in programma ce n’era uno particolarmente interessante per chi opera nel settore edile: “Perché i materiali naturali sono nostri alleati”, incontro condotto da Laura Raduta, esperta di edilizia ecologica che da più di dieci anni lavora con materiali naturali.

 

L’idea alla base del suo intervento è semplice: per costruire le case del futuro non è detto che sia necessario inventare materiali sempre più complessi. A volte può essere sufficiente guardare a ciò che la natura mette già a disposizione.

 

È il caso della paglia, residuo della coltivazione dei cereali che può essere impiegato anche nell’isolamento degli edifici.

 

Intervistata dalla RAI proprio in occasione del festival, Raduta ha spiegato come la paglia e altre risorse naturali possano garantire buone prestazioni tecniche e comfort abitativo, riducendo al tempo stesso l’inquinamento prodotto durante l’intero ciclo di vita dei materiali.

 

Case con la paglia: perché questo materiale è interessante?

 

Il primo equivoco da eliminare riguarda proprio l’espressione “case con la paglia”. Il rischio è di immaginarle come abitazioni costruite con le balle di paglia al posto dei mattoni.

 

L’uso della paglia è molto più complesso. Il materiale può essere infatti lavorato e trasformato in elementi destinati all’edilizia. La stessa EAP Thermus, realtà di cui Raduta è cofondatrice, produce per esempio pannelli termoisolanti in paglia naturale utilizzabili su pareti, tetti e solai, sia nelle nuove costruzioni sia nelle ristrutturazioni.

 

Ed è qui che emerge uno degli aspetti più interessanti dell’edilizia naturale: un materiale estremamente semplice può essere inserito all’interno di sistemi costruttivi moderni.

 

Secondo quanto raccontato da Raduta durante un’intervista alla RAI, rilasciata proprio a margine del Viva Viva Fest, il vantaggio non riguarda inoltre soltanto le prestazioni dell’edificio una volta completato. Bisogna considerare tutto ciò che avviene prima e dopo: produzione del materiale, lavorazione, trasporto e gestione del fine vita.

 

La paglia parte avvantaggiata proprio dalla sua origine. È infatti un residuo agricolo disponibile dopo la raccolta dei cereali e può essere utilizzata senza ricorrere a processi di trasformazione particolarmente invasivi. Secondo EAP Thermus, nei pannelli pressati il materiale mantiene inoltre caratteristiche di traspirabilità che contribuiscono alla regolazione dell’umidità e al comfort interno.

 

La paglia è davvero il materiale del futuro?

 

Chiaramente, non bisogna saltare alle conclusioni. Dire che la paglia può rappresentare una risorsa interessante per l’edilizia naturale non significa sostenere che tra qualche anno tutte le nostre case saranno costruite in questo modo.

 

Il settore edilizio deve fare i conti con requisiti tecnici, normative, costi, disponibilità dei materiali, competenze degli operatori e caratteristiche specifiche di ogni intervento. Nessun materiale, naturale o industriale, può rappresentare da solo la soluzione per qualsiasi edificio.

 

Eppure, il messaggio emerso al Viva Viva Fest merita una riflessione. Quando pensiamo all’innovazione siamo abituati a immaginare nuovi materiali, tecnologie sofisticate e processi produttivi sempre più complessi. E invece c’è l’edilizia naturale, che suggerisce un percorso quasi opposto: recuperare materiali conosciuti da secoli e imparare a utilizzarli meglio grazie alle conoscenze tecniche moderne.

 

Secondo Raduta, uno dei problemi rimane proprio la scarsa diffusione delle informazioni su queste soluzioni. 

 

Insomma, forse non abiteremo tutti in una “casa di paglia”. Ma è possibile che un materiale tanto antico e apparentemente banale finisca per diventare uno degli strumenti con cui rendere le nostre case più confortevoli e meno impattanti.

 

E, se così fosse, il futuro dell’edilizia avrebbe un sapore sorprendentemente… Antico.

Iscriviti e Resta Aggiornato
Notificami
0 Commenti