23 Agosto 2026
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Una casa a Maiorca si fonde con l'ambiente e la macchia Mediterranea.

Un’architetta sui generis crea una casa che si fonde con l’ambiente circostante, ovvero con la macchia mediterranea.

 

La casa di Tiffany Low

 

L’architetta in questione è proprio Tiffany Low, dello studio Low Profile di Maiorca. Il suo obiettivo era ambizioso: trasformare un vincolo edilizio in un’opportunità per costruire una casa fuori dal comune, che interagisca in maniera totalizzante con l’ambiente circostante, che quasi si fondesse con esso. Che dire… C’è decisamente riuscita. Ecco come ha fatto.

 

Il progetto, chiamato C’AN GUR House, nasce su un terreno nel nord-est di Maiorca già caratterizzato da ulivi selvatici, carrubi, fichi, antichi muri a secco, una mulattiera e un piccolo edificio rurale in pietra. Invece di modificare radicalmente ciò che esisteva, Low ha utilizzato proprio questi elementi come punti di riferimento per progettare l’abitazione.

 

Le norme edilizie imponevano di costruire nella parte più bassa del terreno. Da questa limitazione sono nati quattro padiglioni rettangolari, collegati da un ampio corridoio. Gli ambienti sono orientati in modo da offrire prospettive differenti sul paesaggio: rocce, ulivi, valle e montagne diventano così parte integrante degli interni.

 

Il rapporto con la natura prosegue attraverso grandi aperture scorrevoli, che nei mesi miti riducono al minimo la separazione tra interno ed esterno. Pietra locale, legno, intonaco di calce e gesso sono stati scelti anche per la loro capacità di invecchiare naturalmente.

 

La casa è inoltre off-grid e progettata secondo i principi Passive House: utilizza pannelli fotovoltaici, ventilazione con recupero di calore e pompe di calore aria-acqua. In inverno può chiudersi e conservare il calore, mantenendo comunque il contatto visivo con il paesaggio circostante.

 

Il messaggio della casa-ambiente di Maiorca

 

La casa di Tiffany Low non è solo un bell’esperimento, è anche un’opera di architettura che parla alla collettività, che lancia un messaggio.

 

Il messaggio secondo cui l’integrazione tra uomo e natura, quando si parla di edilizia, non è solo possibile ma anche utile. Lo è dal punto di vista etico, certamente, ma anche funzionale.

 

A dimostrazione di ciò, un dato niente affatto scontato: a differenza di molti esperimenti (es. la casa di scarti di riso), quello di Tiffany Low è pienamente abitabile. I locali sono funzionali, i materiali impiegati consentono di risiedere in tutti i periodi dell’anno. È persino autosufficiente sul piano energetico!

 

Tra le righe, si legge un messaggio ancora più importante: i nuovi modi di intendere il concetto di abitare, e in particolare quelli pro-natura, sono potenzialmente alla portata di tutti. Di nuovo, a dimostrare ciò sono le caratteristiche della casa di Tiffany Low: distribuzione degli spazi ingegnosa ma semplice, materiali tutto sommato comuni, reperibili e tutt’altro che costosi.

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