11 Giugno 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Rinnovabili per tutti? L’UE autorizza l’Italia a dare aiuti di Stato
L'UE ha dato l'ok al decreto FER X, con cui l'Italia finanzierà le rinnovabili.

I tempi dei bonus a pioggia sulle rinnovabili sono finiti da un pezzo. Le fiammate, però, non sono da escludere, soprattutto quando a dominare è il Green Deal. E di fiammata si può parlare, con il via libera dell’UE all’Italia, che consentirà di sostenere direttamente la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

 

L’ok dell’UE sul finanziamento alle rinnovabili

 

Non si tratta di una direttiva vera e propria, e meno che mai di una legge del Parlamento Europeo. Si tratta, bensì, di una sorta di nulla osta della Commissione europea, che ha dato il via libera a un decreto varato dal Governo italiano.

 

Il decreto, noto come FER X, consiste in un regime di aiuti dal valore stimato di ben 23 miliardi per sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte di soggetti giuridici, tra cui enti e imprese.

 

Lo scopo della misura è favorire l’immissione nella rete elettrica di una quota rilevante di energia da fonti rinnovabili e, quindi, consentire all’Italia di raggiungere gli obiettivi imposti dallo stesso Green Deal.

 

Qualcuno si potrebbe chiedere cosa c’entri l’Unione europea con un decreto italiano e perché mai si renda necessario il via libera. La risposta è semplice, anche se non scontata: le regole europee, al netto della supervisione degli organismi UE, impongono una verifica ogniqualvolta uno Stato membro finanzia direttamente, quindi con veri e propri aiuti di Stato, delle attività economiche, anziché ricorrere alla consueta leva fiscale.

 

I dettagli del FER X

 

Per comprendere la reale utilità della misura, è necessario entrare nei dettagli. Ebbene, il FER X prevede un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile, di cui 10 GW riservati agli impianti fino a 1 MW e 27,15 GW destinati a quelli di maggiore dimensione.

 

Gli impianti con potenza superiore a 1 MW accederanno agli aiuti attraverso gare competitive, mentre quelli più piccoli potranno beneficiare direttamente del regime, con un prezzo stabilito in anticipo dall’Arer

 

Il sostegno non consiste in un rimborso delle spese sostenute per installare l’impianto, ma in una garanzia sul prezzo dell’energia prodotta e immessa nella rete. Se il prezzo di mercato sarà inferiore a quello fissato, lo Stato verserà la differenza; se sarà superiore, saranno i produttori a restituirla. I contratti dureranno vent’anni.

 

I 23 miliardi rappresentano quindi una stima complessiva del regime e non una somma erogata immediatamente: il costo effettivo potrà risultare inferiore in base all’andamento dei prezzi dell’energia nel corso dei prossimi due decenni.

 

Cosa dire sul FER X

 

Come accogliere la misura del Governo italiano e, di conseguenza, il nulla osta della Commissione europea? Ovviamente, con estremo favore. I motivi sono almeno tre.

 

In primis, l’Unione europea ha dimostrato una certa flessibilità, il che non è affatto scontato. L’immaginario collettivo assegna agli organismi comunitari una certa rigidità, un’obbedienza a volte cieca alle procedure e alle regole. E non è la prima volta, come si evince da alcune misure del passato

 

Inoltre, ha dimostrato di voler venire incontro al singolo Stato e, in questo caso, di voler aiutare l’Italia a raggiungere gli obiettivi imposti dall’alto. Per la serie: “Devi fare questo, ma ti mettiamo nelle condizioni di farlo”. E non solo con i classici finanziamenti dall’alto.

 

Infine, c’è da segnalare il carattere equilibrato del FER X. Anziché intervenire a livello micro, ovvero fornendo bonus per le persone fisiche, come si è fatto in passato, si predispongono aiuti per gli operatori economici.

 

Così facendo, da un lato si favorisce l’immissione di energia rinnovabile e, dall’altro, si genera un impatto positivo dal punto di vista economico, alimentando un intero settore.

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