
In occasione del convegno “Città nel Futuro 2030-2050”, l’Associazione Nazionale Costruttori ha presentato una lunga lista di richieste. Il ministro Salvini interviene e risponde. Ecco le misure in vista.
Le richieste delle imprese edili
“Città nel Futuro 2030-2050” non è stato un convegno come gli altri. L’Associazione Nazionale Costruttori Edili, promotrice dell’evento, si è allontanata dal format delle conferenze autoreferenziali e ha cercato di creare un momento non solo di discussioni, ma anche di proposta.
Anzi, di proposte. Sono quelle che l’associazione medesima ha presentato durante il convegno e che ha fatto recapitare, in forma integrale, al Governo. Proposte interessanti in quanto partono da quello che è stato fatto – qui il riferimento è al Piano di recupero degli alloggi del Piano Casa – per giungere a misure sia ambiziose che facilmente integrabili.
Ma vediamo nel dettaglio.
Le richieste dell’Associazione Nazionale Costruttori
Il punto di partenza è l’emergenza abitativa. Secondo i dati riportati dall’ANCE, circa 300mila famiglie sono in lista d’attesa per un alloggio pubblico, mentre appena il 3,5% vive in una casa popolare. Da qui la richiesta di considerare la casa come una vera infrastruttura sociale e di predisporre fondi pluriennali per l’edilizia pubblica e sociale.
Tra le proposte più innovative figura la cosiddetta “ZES Casa”: un regime fiscale agevolato, sul modello delle Zone economiche speciali, rivolto a investitori e famiglie. L’ANCE propone inoltre progetti diffusi sul territorio finanziati attraverso capitali pazienti, semplificazioni urbanistiche e incentivi fiscali.
Spazio anche al recupero degli edifici dismessi e a incentivi di lungo periodo collegati non solo alla classe energetica, ma al risparmio energetico effettivamente conseguito e, nelle aree più esposte, anche alla sicurezza sismica.
Tra le richieste compare inoltre un utilizzo più ampio del Conto termico per le case popolari e le fasce più deboli.
Un altro capitolo riguarda le infrastrutture: secondo l’ANCE, la maggiore flessibilità europea potrebbe liberare fino al 2028 circa 14 miliardi di euro da destinare alle reti idriche ed energetiche e all’efficientamento degli edifici.
La qualità delle proposte e le risposte di Salvini
La proposta più interessante, o per lo meno il punto su cui l’ANCE ha insistito maggiormente, è il recupero delle case inutilizzate, soprattutto quelle popolari. Si tratta in effetti di una iniziativa congrua: da un lato muove l’economia, dall’altro assesta un colpo alla crisi abitativa.
A questa proposta, il Governo ha già risposto, nella figura del ministro Salvini, presente al convergno: per il 2027 è previsto un bando Invitalia rivolto alle imprese edili, e che stanzia un miliardo di euro. Lo scopo è recuperare oltre 60mila case popolari.
Più peculiare è la proposta la ZES casa. La ZES è di base un bonus, in quanto si regge sul credito d’imposta e quindi su meccanismi diversi rispetto ai vecchi contributi a fondo perduto per la ristrutturazione.
La formula, sia chiaro, è molto comoda ma in passato si è rivelata soggetta a squilibri e fautrice di distorsioni del mercato.


