23 Giugno 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» La Camera approva il Piano Casa: ecco le 3 novità più importanti
Piano Casa, il testo è approvato dalla Camera.

Il tribolato viaggio del Piano Casa sta giungendo al termine. Oggi, 23 giugno, è stato approvato dalla Camera. Tra poco, salvo sorprese dell’ultimo minuto (che comunque non sono all’orizzonte), diventerà legge. Vediamo le novità più importanti e ragioniamo sul loro impatto per la crisi abitativa.

 

Il Piano Casa, una misura ambiziosa

 

Il Piano Casa è stato annunciato dalla maggioranza come il giro di vite contro la crisi abitativa, ovvero come una misura in grado di imprimere un’inversione di tendenza a un fenomeno che, da contingente, stava (anzi sta) diventando endemico e strutturale: la difficoltà, per buona parte della popolazione italiana, di pagare l’affitto, persino di trovare casa.

 

Un problema non da poco, viste le conseguenze per la pace sociale e la capacità di compromettere uno dei diritti sanciti dalla Costituzione.

 

Nondimeno, vuoi per l’oggettiva delicatezza del tema, vuoi per mera opportunità politica, il Piano Casa si è trasformato fin da subito in un terreno di scontro tra partiti. Il riferimento è all’aspro iter nelle commissioni parlamentari, che si è caratterizzato per una pioggia di emendamenti più fitta del solito. Secondo alcuni, una pioggia di emendamenti al limite dell’ostruzionismo.

 

Nella migliore delle ipotesi, ciò ha riflettuto la voglia di contribuire al miglioramento del testo o di imporre la propria visione della lotta alla crisi abitativa. Nella peggiore delle ipotesi, la volontà di nuocere agli avversari politici.

 

Ma tant’è, dopo un percorso tutt’altro che agevole, il Piano Casa è giunto alla Camera con ben poche modifiche al testo originario. Oggi, 23 giugno, la Camera ha approvato il testo. La palla passa ora al Senato, dove la maggioranza è ancora più blindata e quindi non dovrebbe riservare sorprese. Salvo stravolgimenti – per ora – imponderabili, il testo finale sarà questo.

 

Vale dunque la pena fare il punto, e ragionare sulle tre novità più importanti, sulla loro utilità e sul loro impatto. Lo faremo qui di seguito.

 

Le 3 novità più importanti del Piano Casa

 

La prima novità riguarda il recupero degli alloggi popolari oggi inutilizzabili. Il Piano Casa punta infatti alla ristrutturazione di circa 60.000 abitazioni popolari che, a causa della scarsa manutenzione, non possono essere assegnate alle famiglie in graduatoria.

 

Per finanziare questi interventi nasce il Fondo housing coesione, uno strumento pensato per raccogliere risorse provenienti da diversi canali: stanziamenti pubblici, fondi europei, progetti già esistenti e altre iniziative collegate. Il fondo partirà con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro. Sempre sul fronte delle case popolari, viene introdotta anche la possibilità, a determinate condizioni, di acquistare l’abitazione in cui si vive.

 

La seconda novità riguarda l’edilizia sociale convenzionata, pensata per quella fascia di popolazione che non può accedere alle case popolari ma, allo stesso tempo, fatica a sostenere i prezzi di mercato. È il cosiddetto ceto medio in difficoltà, composto da nuclei familiari e lavoratori con redditi non abbastanza bassi per l’edilizia residenziale pubblica, ma nemmeno abbastanza alti per reggere canoni ordinari.

 

Gli alloggi avranno affitti più elevati rispetto alle case popolari, ma comunque inferiori ai valori di mercato. Potranno accedervi coloro che hanno un Isee superiore a 20.000 euro, ma che dimostrano di dover destinare oltre il 30% del proprio reddito all’affitto. Tra i beneficiari rientreranno anche i dipendenti pubblici, come insegnanti, personale sanitario e forze di polizia.

 

La terza novità riguarda gli incentivi per i grandi investimenti privati. I costruttori che investiranno oltre un miliardo di euro in progetti urbanistici misti potranno beneficiare di procedure amministrative più snelle e tempi più rapidi. In cambio, almeno il 70% degli alloggi realizzati dovrà essere venduto o affittato a prezzi ridotti, con uno sconto minimo del 33% rispetto alla media di mercato della zona. I prezzi calmierati dovranno restare tali per almeno 30 anni.

 

Il Piano Casa funzionerà?

 

Fornire una risposta sicura, ad oggi, è impossibile. Di certo, va accolta con favore la varietà e l’originalità degli interventi. In un contesto caratterizzato dal frequente ricorso ai bonus, si agisce sulla leva degli investimenti.

 

La prima e la terza misura, che coinvolgono le ristrutturazioni di abitazioni da dare o in edilizia popolare o a prezzi calmierati, sono investimenti tutto sommato puri. Certo, coperti dalle finanze statali, ma che contano sul moltiplicatore tipico degli investimenti a lungo termine.

 

Eppure, la misura più interessante è la seconda, ovvero le agevolazioni per il ceto medio schiacciato tra l’impossibilità di accedere all’edilizia popolare e la scarsa sostenibilità degli affitti di mercato. Qui la misura assomiglia a un bonus, ma è comunque mirata a risolvere un problema specifico.

 

Per giunta, un problema “nascosto”, che per fumus ideologico o semplice superficialità non era stato sollevato da nessuno. Anche questo può essere considerato un punto a favore del Piano Casa.

 

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