
Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non riproduce la struttura reale.
Settanta metri quadrati, climatizzazione, illuminazione e chiusure laterali: sulla carta sembrerebbe tutto tranne che edilizia libera. E invece, per il Consiglio di Stato, a fare la differenza sono retrattilità, leggerezza e assenza di uno spazio stabilmente chiuso.
70 mq e climatizzazione: la pergotenda resta edilizia libera
Il caso in oggetto riguarda una pergotenda di circa 70 metri quadrati installata a servizio di un ristorante, dotata di elementi laterali, impianto di illuminazione e climatizzazione.
Dimensioni e dotazioni che, a prima vista, potrebbero far pensare a un nuovo ambiente chiuso realizzato senza titolo edilizio. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6424 del 7 agosto 2026, ha però seguito un criterio diverso: verificare come la struttura è realizzata e quale funzione svolge realmente.
Secondo i giudici, gli elementi decisivi sono la leggerezza della struttura, la possibilità di retrarre le coperture e soprattutto l’assenza di una chiusura stabile capace di creare nuovo volume o superficie utilizzabile come un vero locale.
La climatizzazione e l’illuminazione, quindi, non trasformano automaticamente una pergotenda in una costruzione soggetta a permesso. E nemmeno una superficie importante come 70 mq basta, da sola, a far scattare l’abuso edilizio.
Pergotenda o nuovo locale? È qui che si gioca la partita
Una pergotenda (anche se misura 70 mq) deve mantenere una funzione essenzialmente accessoria: proteggere dal sole e dagli agenti atmosferici attraverso elementi leggeri e retrattili. Quando invece tende, pannelli e chiusure finiscono per creare un ambiente stabilmente delimitato e utilizzabile indipendentemente dal resto dell’edificio, il quadro può cambiare.
Ed è proprio per questo che casi apparentemente simili possono concludersi in maniera opposta: è il caso di una pergotenda in zona vincolata, o di situazioni contingenti dettate da regolamenti locali.
È il motivo per cui chiedersi semplicemente “quanti metri quadrati può avere una pergotenda?” rischia di portare fuori strada. La superficie è soltanto uno degli elementi da valutare, non necessariamente quello decisivo.
Maxi pergotenda senza permesso: non è un via libera per tutti
La pronuncia del Consiglio di Stato è interessante proprio perché riguarda una struttura tutt’altro che minimale. 70 mq, chiusure laterali, luci e climatizzazione rappresentano caratteristiche che rendono il caso di questa pergotenda particolarmente utile per capire quanto il concetto di edilizia libera non possa essere ridotto a una semplice questione di dimensioni.
La discriminante resta la capacità dell’opera di creare o meno uno spazio nuovo, stabile e autonomamente utilizzabile. Per questo è utile confrontare questa decisione anche con casi nei quali una pergotenda è al centro di contestazioni per il rapporto tra edilizia libera e regole comunali: stesso nome commerciale, ma conseguenze urbanistiche potenzialmente molto diverse.
La lezione, quindi, è meno permissiva di quanto possa sembrare. Il Consiglio di Stato non ha stabilito che qualsiasi pergotenda di grandi dimensioni possa essere realizzata senza permesso. Ha chiarito piuttosto che una superficie ampia non basta, da sola, a trasformare una struttura leggera e retrattile in un abuso edilizio.
Ed è proprio questo il dettaglio che, per proprietari, tecnici e attività commerciali, può fare tutta la differenza tra una copertura ammessa e un nuovo volume costruito fuori dalle regole.


