12 Agosto 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Incentivi Case Green? Coprono solo il 20-30% e in Italia senza un piano il conto fa paura
Incentivi Case Green e costi di riqualificazione energetica: coppia preoccupata davanti a un condominio italiano in cantiere.

La nuova analisi sulla direttiva Case Green del Joint Research Centre (JRC) mette i numeri sul tavolo. Il sostegno pubblico previsto dai primi Piani nazionali copre in media appena il 20-30% delle riqualificazioni energetiche. Il resto dovrà arrivare soprattutto dai proprietari e dai capitali privati. E l’Italia deve ancora decidere come affrontare il conto.

 

Case Green: si sa quanto costa riqualificare casa?

La direttiva EPBD entra nella fase in cui dalle scadenze si passa a una domanda molto più concreta: chi pagherà la riqualificazione edilizia? La risposta si trova nei Piani nazionali di ristrutturazione analizzati dal Joint Research Centre (JRC), il centro di ricerca della Commissione europea

 

Il dato che pesa di più riguarda gli incentivi Case Green: il contributo pubblico previsto coprirebbe mediamente soltanto il 20-30% degli investimenti. Le differenze tra i Paesi sono notevoli, ma le prime stime danno già un ordine di grandezza del problema.

 

Le stime analizzate dal JRC mostrano differenze molto ampie tra i Piani nazionali: si passa da circa 35 euro al mq in Danimarca, 58 euro a Cipro e 98 euro in Spagna, fino a circa 290 euro al mq in Francia, 440 euro in Lituania e 617 euro al mq in Croazia.

 

I valori si riferiscono al fabbisogno di investimento rapportato alla superficie che ciascun Piano prevede di riqualificare e, in diversi casi, coprono l’orizzonte 2026-2050.

 

Attenzione, però: periodi considerati, superfici da riqualificare, tipologie di edifici e metodologie di calcolo cambiano da Paese a Paese. Lo stesso JRC segnala, per esempio, che la stima danese di 35 euro al mq appare particolarmente bassa e potrebbe non essere sufficiente a rappresentare gli interventi previsti.

 

Come funzionano gli incentivi Case Green?

La direttiva EPBD punta a ridurre i consumi energetici medi del patrimonio residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, lungo il percorso che dovrebbe portare alla decarbonizzazione degli edifici entro il 2050.

 

Il problema è che la direttiva non introduce uno specifico maxi fondo europeo destinato esclusivamente alla riqualificazione degli immobili. Gli Stati dovranno utilizzare gli strumenti comunitari disponibili, predisporre proprie misure di sostegno e favorire l’accesso al credito e ai capitali privati.

 

Il vero nodo non è quindi soltanto tecnico. La riuscita della transizione dipenderà anche dalla capacità dei singoli Paesi di evitare che la riqualificazione energetica diventi economicamente insostenibile per chi possiede un immobile.

 

Intanto l’Italia è ancora senza un Piano nazionale

La situazione italiana è ancora più delicata. Diciotto Stati membri hanno già trasmesso a Bruxelles una versione preliminare del proprio Piano nazionale di ristrutturazione e il JRC ha potuto analizzare i primi sedici documenti disponibili.

 

L’Italia, invece, non ha ancora presentato il proprio piano e il mancato rispetto delle scadenze ha portato anche all’avvio di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea.

 

Finché il Piano italiano Case Gren non definirà interventi, strumenti finanziari e modalità di attuazione, sarà quindi difficile capire quanti e quali incentivi saranno messi a disposizione e quale quota resterà a carico dei proprietari.

 

Ed è questo il punto che può far saltare i conti: gli obiettivi europei per la ristrutturazione energetica del patrimonio immobiliare sono già fissati, mentre in Italia il modello economico per raggiungerli deve ancora prendere forma.

 

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