27 Maggio 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Finto idraulico su Facebook truffa 100 persone: il trucco era sempre lo stesso
Finto idraulico su Facebook con chiave inglese e maschera rossa mentre truffa un cliente chiedendo soldi online.

Si proponeva sui social, arrivava a casa, fingeva di controllare il guasto e poi chiedeva un anticipo per ordinare il pezzo mancante. Con questo schema il finto idraulico avrebbe truffato circa 100 persone tra Veneto e Friuli. Ecco come si sono svolti i fatti.

 

Il finto idraulico tuttofare trovato su Facebook

Il guasto idraulico c’è, magari una perdita d’acqua dal termosifone o una tubatura da controllare. Cerchi su Facebook e trovi la soluzione perfetta: scrivi, ti rispondono e arriva qualcuno a casa. Tutto semplice e perfetto? Non proprio, come insegna il caso di Cornuda (provincia di Treviso).

 

Qui, un quarentenne del posto avrebbe intercettato le vittime proprio tramite Facebook, nei gruppi locali o in quelli dedicati ai lavori di casa. Si proponeva come soluzione veloce, si metteva in contatto con chi aveva bisogno di un intervento e poi entrava in scena con una tecnica tanto semplice quanto efficace.

 

La Primula Rossa con la chiave inglese

Più che un artigiano, secondo la ricostruzione, sembrava una specie di Primula Rossa con la chiave inglese: compariva quando c’era da incassare l’anticipo, spariva quando c’era da finire il lavoro. Il finto idraulico avrebbe truffato circa 100 persone tra Treviso, Venezia, Padova, Belluno e Pordenone. Le cifre richieste erano spesso nell’ordine di 200 o 300 euro, ma una vittima avrebbe riferito di aver consegnato addirittura 1.500 euro.

 

La dinamica si sarebbe ripetuta per anni, con profili Facebook cambiati o cancellati e persone lasciate ad aspettare un intervento che non arrivava mai. Il copione era semplice proprio perché funzionava: prima il sopralluogo, poi qualche manovra sul guasto, infine la frase perfetta per sbloccare il pagamento. Mancava un pezzo.

 

A quel punto chiedeva l’anticipo per il componente nuovo da ordinare. In alcuni casi avrebbe lasciato smontata una parte dell’impianto, come se il ritorno fosse solo questione di tempo. Un dettaglio utile a rendere la scena più credibile. Poi intascava i soldi e spariva.

 

Perché ci sono cascati in tanti

Non serve essere ingenui per cadere in una trappola così. Le leve usate erano diverse: risposta rapida al pronto intervento idraulico, promessa di tempi veloci per i lavori su impianto idraulico e spesa non altissima. Due o trecento euro possono essere un anticipo plausibile per un pezzo da ordinare.

 

A rendere il meccanismo ancora più credibile c’era il fatto che l’uomo si presentava fisicamente, non restava solo dietro uno schermo. Un altro elemento rende la vicenda più insidiosa: il finto idraulico non si faceva pagare solo in contanti, ma accettava anche metodi tracciabili. Non solo. Avrebbe avuto anche la possibilità di stampare fatture e ricevute a nome di un’azienda che, se controllata, risultava chiusa da anni.

 

Cosa ci insegna il finto idraulico di Facebook?

Il punto non è demonizzare Facebook. Molti artigiani seri usano i social per farsi conoscere, mostrare lavori, rispondere ai clienti e raccogliere contatti. Il problema nasce quando c’è solo il social. Prima di pagare o lasciare un anticipo, la regola è controllare che si tratti di una ditta di pronto intervento idraulico, vicina e affidabile: dati aziendali verificabili (Partita IVA o codice fiscale), recapiti coerenti e preventivo dettagliato.

 

E se il contatto vive solo su Facebook, cambia nome, non ha presenza chiara fuori dalla chat e chiede soldi per un pezzo non meglio identificato, la chiave inglese può restare in borsa.

 

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