14 Luglio 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Finti rider: così adesso i ladri studiano le case vuote da colpire
Nell’androne di un condominio un rider sul pianerottolo osserva le porte chiuse in cerca di indizi di case vuote.

Ferie alle porte, case vuote e ladri sempre più organizzati: prima del colpo osservano il palazzo, controllano porte e zerbini e possono presentarsi come rider o corrieri. I Carabinieri di Roma Nord spiegano le nuove tecniche per individuare gli appartamenti più facili da colpire.

 

Così i ladri studiano le nostre case vuote

Prima di provare a forzare una serratura, i ladri si pongono una domanda decisiva per la loro azione: quella casa è vuota o c’è qualcuno? Per rispondere e colpire in modo sicuro eseguono uno o più sopralluoghi. Alcune bande osservano una strada o un condominio; altre possono seguire per giorni le abitudini degli abitanti. L’obiettivo è trovare segnali che confermano un’assenza prolungata.

 

Tapparelle che non cambiano mai posizione, luci sempre spente, cassette della posta piene e assenza di movimenti possono trasformare un appartamento apparentemente anonimo in un possibile bersaglio.

 

A descrivere queste dinamiche è il maggiore Andrea Miggiano, già comandante dei Carabinieri di Roma Parioli. Secondo il comandante, gli obiettivi cercati per primi sono soprattutto oro, gioielli e contanti: beni piccoli, facilmente trasportabili e difficili da ricondurre al proprietario. Una volta entrati, i ladri controllerebbero per prima la camera da letto, dove spesso le persone conservano denaro, preziosi e casseforti.

 

I dati più recenti ridimensionano l’idea di un’escalation, ma non il peso del fenomeno. Nel 2024 il Comune di Roma ha registrato 8.699 furti in abitazione, l’8,8% in meno rispetto all’anno precedente. La Capitale resta però prima tra i capoluoghi per numero assoluto di episodi; nell’intera Città metropolitana i casi sono stati 12.537.

 

Segnali di allarme: finti rider e colla sulle porte

Il dettaglio più insidioso riguarda l’accesso al condominio. Secondo quanto riferito dal comandante, in alcuni casi persone mai viste prima possono presentarsi come rider o corrieri per consegne.

 

È una copertura credibile: consente di sostare davanti al portone, citofonare a più appartamenti o entrare negli spazi comuni senza provocare immediatamente una reazione. Un meccanismo del tutto simile, ovvero la ‘mimetizzazione’ del malintenzionato, si osserva nei condomini dove ci sono appartamenti per affitti brevi. Una volta sul pianerottolo, diventa più semplice osservare le porte, ascoltare eventuali rumori e verificare quali abitazioni sembrano vuote.

 

Questo non significa, naturalmente, che un vero rider o corriere debba essere guardato con sospetto. Il problema è l’apertura automatica del portone a chi pronuncia la parola “consegna”, senza controllare chi sia il destinatario e perché quella persona debba entrare.

 

Alcuni segnali utilizzati per verificare l’assenza possono essere quasi invisibili. Un filo molto sottile di colla lasciato tra la porta e lo stipite, per esempio, si spezza quando qualcuno apre. Se resta intatto per giorni, può suggerire che nessuno sia rientrato. Anche uno zerbino leggermente spostato può svolgere una funzione simile.

 

Come far sembrare la casa ancora abitata

Il primo filtro è il portone. Non aprire senza sapere chi abbia citofonato, verificare le consegne e avvisare i vicini quando l’abitazione resterà vuota può rendere più difficile entrare nel palazzo e studiare gli appartamenti indisturbati.

 

I vicini possono ritirare la posta, spostare periodicamente tapparelle o tende e controllare che su porta e zerbino non compaiano elementi insoliti. Non devono sorvegliare o affrontare nessuno: il loro valore sta nel far apparire la casa meno isolata e nel segnalare tempestivamente situazioni anomale.

 

Anche la domotica può simulare alcuni normali segnali di presenza. Lampade, prese intelligenti e televisori possono essere programmati per accendersi in orari diversi, evitando che l’abitazione resti completamente buia e immobile per giorni. Accendere sempre la stessa luce alla medesima ora, però, può creare uno schema troppo prevedibile: una programmazione variabile risulta più credibile.

 

Sul fronte del controllo, videocitofoni connessi, sensori di apertura, rilevatori di movimento e telecamere accessibili da remoto consentono di ricevere una notifica sullo smartphone. Non impediscono materialmente il furto, ma possono ridurre il tempo necessario per accorgersi dell’intrusione e chiamare le forze dell’ordine.

 

È quanto dimostra anche il caso delle telecamere collegate allo smartphone che hanno segnalato i ladri in casa in tempo reale, permettendo al proprietario di vedere ciò che stava accadendo e allertare i Carabinieri.

 

Le indicazioni ufficiali dell’Arma per difendere le case vuote dai furti comprendono: porta blindata con spioncino, videocitofono e telecamere controllabili da remoto. Per le abitazioni al piano terra, o facilmente raggiungibili dall’esterno, il vademecum suggerisce di valutare grate alle finestre o vetri antisfondamento. In un caso comunicato dai Carabinieri nel febbraio 2026, cinque tentativi di intrusione non sarebbero riusciti proprio grazie ai sistemi di difesa passiva installati nelle abitazioni.

 

Le protezioni fisiche restano quindi decisive: porta blindata, serratura di sicurezza, grate o vetri antisfondamento possono rallentare l’accesso, mentre sensori e telecamere servono soprattutto a segnalare ciò che sta accadendo. Nessun dispositivo elimina da solo il rischio, ma più livelli di difesa possono rendere la casa meno semplice da studiare e da violare.

 

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