22 Ottobre 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Bonus casa in comodato: il proprietario mette la casa, ma chi prende la detrazione?
Vignetta satirica sul bonus casa in comodato: il proprietario si rilassa in poltrona mentre la comodataria sostiene i lavori di ristrutturazione, con una grande ricevuta fiscale al centro.

Chi abita in comodato gratuito può trovarsi a pagare lavori anche importanti senza essere proprietario. Il Fisco chiarisce quando le spese sono detraibili, ma ci sono condizioni capaci di cambiare completamente il risultato.

 

Casa gratis e ristrutturazione a pagamento: come funziona?

Vivere in una casa senza pagare il canone è indubbiamente una fortuna (considerando l’andamento dei prezzi delle case in affitto al Nord e non solo riportati nello studio di Edilnet). Ma cosa succede quando arrivano i lavori di ristrutturazione?

 

Il proprietario mette a disposizione l’immobile, mentre chi ci abita potrebbe ritrovarsi a sostenere spese tutt’altro che trascurabili. Una situazione non insolita, soprattutto nelle famiglie: genitori che concedono un appartamento ai figli, o proprietari che affidano un immobile a persone di fiducia.

 

Un aspetto quest’ultimo, che apre non poche questioni anche sulle possibile scorciatoie per evasori: con contratti di comodato finto usati per non pagare le tasse. Ma questa è un’altra storia… Torniamo a bomba sul caso in oggetto.

 

Il caso della facciata condominiale pagata da chi non è proprietario

A riaccendere la questione è un recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate pubblicato su FiscoOggi. Una ragazza racconta di vivere in un appartamento concesso in comodato d’uso gratuito. Non paga né affitto né mutuo, ma nel condominio sono in corso lavori di ristrutturazione della facciata e le relative spese risultano intestate a lei.

 

Il dubbio è semplice: se i lavori li paga lei, può recuperare una parte della spesa attraverso il Bonus Ristrutturazioni? La domanda tocca una distinzione importante. Un conto è essere proprietari di un’abitazione, un altro è utilizzarla legittimamente e sostenere personalmente i costi degli interventi.

 

Bonus ristrutturazione in comodato gratuito: quando spetta la detrazione

La risposta dell’Agenzia delle Entrate è positiva: anche il comodatario può beneficiare del Bonus Ristrutturazioni, purché siano rispettate precise condizioni.

 

Innanzitutto, serve un contratto di comodato regolarmente registrato. La detenzione dell’immobile deve risultare già al momento dell’avvio dei lavori, oppure del pagamento delle spese se precedente, e deve sussistere quando queste vengono sostenute.

 

Occorre inoltre il consenso del proprietario all’esecuzione degli interventi. Infine, chi richiede la detrazione deve aver effettivamente sostenuto i costi: abitare nell’appartamento, da solo, non basta. La registrazione del contratto diventa quindi un passaggio decisivo.

 

Il beneficio può riguardare gli interventi ammessi dall’articolo 16-bis del TUIR, comprese le opere sulle parti comuni condominiali. La detrazione viene recuperata attraverso dieci quote annuali di pari importo.

 

Bonus casa in comodato: a quanto ammonta la detrazione?

Qui arriva il punto più delicato: avere diritto al bonus ristrutturazione non significa automaticamente ottenere l’aliquota più alta.

 

Per le spese sostenute nel 2026, l’aliquota ordinaria è del 36%. Il 50% è riservato agli interventi sull’abitazione principale effettuati da chi possiede l’immobile o è titolare di un diritto reale di godimento, come l’usufrutto.

 

Il comodato, invece, attribuisce un diritto personale di godimento. Per questo, il comodatario che sostiene le spese nel 2026 può beneficiare del 36%, non del 50%, anche se vive stabilmente nell’abitazione.

 

La distinzione è sostanziale: su una spesa agevolabile di 10.000 euro, significa recuperare 3.600 euro anziché 5.000, ripartiti in dieci anni, sempre nei limiti dell’imposta dovuta. Insomma, il Fisco riconosce che chi paga i lavori può avere diritto al bonus casa in comodato (ovvero senza possedere la casa).

 

Ma il contratto deve essere in regola e l’aliquota va individuata correttamente. Perché una casa può essere concessa gratuitamente, ma gli errori sulle agevolazioni fiscali rischiano di costare cari.

 

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