
Una società operante nel settore materiali ha analizzato le case italiane e ha concluso che le case italiane, in una parte non irrilevante, versano in condizioni pessime. Ecco cosa è stato scoperto.
Lo studio di Saint-Gobain
Che il patrimonio urbanistico italiano non sia il migliore del mondo nessuno ha mai avuto dubbi. Che però versi in condizioni pessime, almeno in buona parte dei casi, può sorprendere. Ma è quanto ha rilevato uno studio della società Saint-Gobain, che ha rielaborato alcuni dati ISTAT, a loro volta sparsi tra una miriade di rilevazioni, per dipingere un quadro il più possibile realistico delle case italiane.
Lo scopo della rielaborazione era capire quante case italiane, in percentuale, presentassero problemi strutturali o semplicemente edili tanto gravi da ridurre la qualità della vita dei loro abitanti.
Ebbene, la percentuale di case che rispondono a questo triste requisito è molto alta: il 16,3%. Dunque, è lecito pensare che circa un italiano su sei viva in alloggi inadeguati, immaginando una distribuzione uniforme degli alloggi tra le fasce di popolazione.
Numeri impietosi?
L’analisi realizzata da Saint-Gobain Italia su dati ISTAT prende in considerazione quattro problemi che incidono sulla salubrità e sul comfort delle abitazioni. Il più diffuso è l’umidità, segnalata dal 16,3% delle famiglie italiane: si tratta di 4,3 milioni di nuclei familiari e di circa 9,4 milioni di persone. Secondo i dati richiamati, il 13% dei casi di asma cronica infantile nei Paesi industrializzati è correlato all’eccessiva umidità degli edifici.
Seguono le strutture danneggiate, presenti nelle abitazioni dell’11,9% delle famiglie, pari a circa 3,1 milioni di nuclei. L’11,7%, ovvero tre milioni di famiglie, vive invece in zone esposte al rumore, mentre il 9,6%, corrispondente a 2,5 milioni di nuclei, lamenta una scarsa luminosità.
La distribuzione dei problemi cambia da un territorio all’altro. L’umidità raggiunge il valore più elevato in Sardegna, con il 25,7%, seguita da Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Provincia di Bolzano e Sicilia. Le strutture danneggiate sono più diffuse a Bolzano, con il 19,3%, in Sardegna e in Abruzzo.
Bolzano registra anche il dato più alto per la scarsa luminosità, pari al 19,1%. L’umidità colpisce maggiormente le famiglie più giovani, mentre la presenza di strutture danneggiate aumenta con l’età del principale percettore di reddito.
Il problema e la sua soluzione
Il problema delle condizioni pessime in cui versano alcune case italiane è strutturale, quasi endemico. Tra le cause, un fenomeno che a prima vista sembra positivo: la maggior parte degli italiani è proprietaria della casa in cui vive. Ciò significa, però, che la detiene in quanto residente, non in quanto investitore, e gli investitori sono più propensi a ristrutturare, ovviamente per mettere a reddito la proprietà.
Le soluzioni, almeno in linea teorica, non mancano. La più semplice da adottare è in realtà stata adottata: i bonus edilizi. Alcuni sono ancora in vigore, i più corposi, come il Superbonus, sono stati relegati in soffitta. Hanno funzionato? In un certo senso sì, ma hanno causato gravi effetti collaterali per le casse dello Stato.
Al legislatore, l’arduo compito di trovare la quadra tra la necessità di incentivare le ristrutturazioni e l’integrità delle finanze.


