
Una sentenza del Consiglio di Stato si esprime su un dubbio che attanaglia molti proprietari di casa: serve una qualche forma di titolo abilitativo per installare i pannelli fotovoltaici?
Installare i pannelli fotovoltaici: più difficile a dirsi che a farsi
L’installazione dei pannelli fotovoltaici è una soluzione considerata ancora d’avanguardia, appannaggio di chi se lo può permettere non solo dal punto di vista economico, ma anche – per così dire – tecnico. Infatti, è necessario che l’edificio sia in una zona per cui “ne valga la pena”, quindi sufficientemente esposta alla luce solare. Nondimeno, è necessario disporre di una superficie adeguata, in modo da poter installare un numero di pannelli sufficiente a coprire il fabbisogno, sempre difficile da calcolare.
In questo contesto di per sé complesso, si inserisce un dubbio: servono permessi per installare pannelli fotovoltaici? Se sì, quando nello specifico? Liquidare queste domande con un comodo “tanto è edilizia libera” è potenzialmente pericoloso.
A dimostrarlo, una sentenza del Consiglio di Stato, che non è certo nuovo a pronunciazioni in materia edile.
La sentenza del Consiglio di Stato
La decisione è la sentenza n. 7584/2026 del Consiglio di Stato, relativa a una tettoia destinata a sostenere pannelli fotovoltaici a servizio di tre abitazioni. Il progetto autorizzato sotto il profilo paesaggistico prevedeva una struttura in legno con quattro pali. Il proprietario aveva invece realizzato una tettoia metallica con dodici sostegni, ancorata a una platea in cemento armato spessa 25 centimetri.
Dopo la presentazione di una SCIA e di una successiva SCIA in sanatoria, il Comune aveva respinto la richiesta di regolarizzazione e ordinato la demolizione. Il TAR Toscana aveva confermato il provvedimento. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello.
Secondo i giudici, la normativa che consente l’installazione dei pannelli «con qualunque modalità» non autorizza anche la libera costruzione di nuove strutture permanenti. Dimensioni, fondazioni e stabilità dell’opera dimostravano che si trattava di una nuova costruzione, soggetta al permesso di costruire anche senza aumento della volumetria.
Inoltre, l’area era sottoposta a vincolo paesaggistico. L’autorizzazione originaria riguardava una struttura diversa per materiali, sostegni e sistema di ancoraggio, e non poteva estendersi automaticamente a quella realizzata. L’assenza di un valido titolo paesaggistico costituiva quindi un’ulteriore ragione a sostegno dell’ordine di demolizione.
Brutte notizie per chi vuole installare il fotovoltaico?
All’apparenza sì. D’altronde, a una lettura superficiale, ha decretato che almeno in un caso è necessario ottenere un titolo abilitativo per installare un fotovoltaico. Si tratta, per l’appunto, di una lettura superficiale. Se si entra nel dettaglio, si scopre che il caso è circoscritto e che la richiesta di titolo abilitativo non è solo giusta, ma anche doverosa.
Il caso di specie, infatti, imponeva una costruzione aggiuntiva, ovvero la struttura su cui installare i pannelli. È per quella, e non tanto per i pannelli fotovoltaici, che si deve richiedere il titolo. Imposizione sacrosanta, visto che grava su una nuova struttura, come la tettoia.
Da qui, un corollario: chi di base può installare i fotovoltaici, in linea di massima, non rischia nulla. Chi invece deve riadattare l’esistente, rischia di uscire dai confini dell’edilizia libera, e quindi di dover chiedere un permesso.


