28 Ottobre 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Allarme Direttiva Case Green: un’associazione invoca il ritorno dei bonus sul cappotto termico
Case Green, Cortexa propone un cambio di passo.

Gli operatori dell’edilizia chiedono a gran voce il ritorno dei bonus a cappotto per fronteggiare la Direttiva Case Green. Si preannuncia un ritorno del Superbonus?

 

Direttiva Case Green e l’allarme lanciato dagli operatori

 

La Direttiva Case Green è realtà, anche se i suoi effetti ancora non si vedono all’orizzonte, se si escludono conseguenze minori come quelle sull’APE.

 

Stiamo parlando della direttiva dell’Unione Europea che punta a un patrimonio urbanistico con zero emissioni.

 

Questo significa, in buona sostanza, un’ondata di massicce e diffuse ristrutturazioni, almeno in Italia. D’altronde, il nostro Paese abbonda di immobili datati, che non soddisfano i criteri di efficienza energetica più moderni.

 

Un peso per i cittadini, a meno che lo Stato non proceda con importanti incentivi. Alcuni sono già attivi, ma sono pochi, precari e potrebbero non bastare. Condividono questa visione le imprese rappresentate da Cortexa, che riunisce sigle di una filiera specifica, quella del cappotto termico. 

 

Proprio Cortexa ha fatto recapitare al Governo una serie di proposte volte a incentivare l’installazione del cappotto termico. E non è un caso: questo intervento figura tra i pochi interventi di riqualificazione energetica capaci di far compiere il salto di qualità agli edifici. In alcuni casi, determina un aumento di due classi di efficienza.

 

Le richieste di Cortexa

 

Le richieste sono state illustrate il 20 ottobre 2026 dal presidente di Cortexa, Filippo Colonna, durante un’audizione al Senato. L’associazione, insieme a 16 organizzazioni della filiera, chiede anzitutto che il recepimento della Direttiva Case Green venga inserito nella legge di delegazione europea 2026, con tempi certi e una consultazione pubblica sul Piano nazionale di ristrutturazione.

 

Sul fronte degli incentivi, Cortexa propone misure pluriennali per l’isolamento dell’involucro edilizio, a partire da interventi come il cappotto termico esterno. Il sostegno economico dovrebbe dipendere dalle prestazioni energetiche raggiunte e consentire lavori per fasi, purché previsti da un progetto complessivo.

 

Per le famiglie economicamente fragili o prive di capienza fiscale, l’associazione propone contributi diretti prenotabili oppure una cessione del credito selettiva, con limiti di spesa e controlli. A questi strumenti potrebbero affiancarsi prestiti e garanzie per sostenere gli investimenti.

 

L’attenzione è rivolta anche alla qualità degli interventi, dalla scelta degli isolanti termici alla corretta progettazione e posa. Cortexa chiede verifiche sulle prestazioni dichiarate, affinché la coibentazione delle abitazioni produca risultati misurabili.

 

Infine, propone sportelli di assistenza per famiglie e condomìni e un tavolo permanente tra ministeri e associazioni della filiera, per definire requisiti tecnici, monitoraggio e qualità degli interventi.

 

La questione della stabilità

 

Cortexa dunque chiede un’implementazione dei bonus sul cappotto, con la reintroduzione (seppur in forma calmierata) del vecchio meccanismo della cessione del credito. Le prospettive non sono così fosche, anche perché l’UE ha aperto alla possibilità di finanziare a debito i bonus edilizi, ovviamente a stringenti condizioni. 

 

Ancora più interessanti, però, sono le altre due richieste, quelle sulla stabilità e sul recepimento.

 

La richiesta di bonus stabili è sacrosanta. Consente una certa prevedibilità, anticamera della pianificazione. Permette alle imprese edili di tracciare scenari con una certa dose di accuratezza; alle istituzioni di disegnare un orizzonte per il raggiungimento degli obiettivi; ai cittadini comuni di progettare con serenità i propri interventi. Insomma, un win-win su tutti i fronti.

 

Proprio in questo contesto va inquadrata la richiesta di accelerare il recepimento. C’è molto da fare per preparare il terreno e il tempo già trascorso ha aggravato i ritardi. Meglio definire al più presto regole chiare e tempi certi, in modo da raggiungere gli obiettivi senza creare squilibri e difficoltà difficili da sostenere in un periodo turbolento come questo.

 

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