
Siamo giunti alla terza puntata dell’analisi Edilnet sui redditi necessari per vivere in affitto in Italia. Abbiamo già indagato il Centro e il Nord. Oggi tocca al Sud, isole escluse. Dati alla mano, rispondiamo dunque alla domanda: quanto si deve guadagnare per vivere in affitto nel meridione?
Vivere in affitto nel sud Italia: un quadro complesso
L’analisi sul Nord Italia ci ha riservato qualche sorpresa, con Milano unico vero “luogo di sofferenza” per chi cerca casa in affitto. L’analisi sul Centro Italia ce ne ha riservate di più, con Firenze che supera Roma nella triste classifica delle città in cui è più difficile far quadrare i conti per gli inquilini.
Cosa ci riserverà l’analisi del Sud Italia? Scopriamolo utilizzando lo stesso metodo. Ovvero, utilizzeremo i dati sui canoni di locazione, e da essi ricaveremo il reddito necessario per andare in affitto senza grandi sofferenze. Per l’occasione, considereremo un rapporto affitto/reddito pari al 30%. Incroceremo questi dati con quelli sui redditi e sul costo della vita, in modo da comprendere la gravità della crisi abitativa.
Tutto ciò, per le due casistiche più frequenti: un single che vuole affittare un bilocale di 50 metri quadri, una famiglia di quattro persone che vuole affittare un trilocale di 90 metri.
I canoni di locazione vengono dall’Ufficio Studi di idealista e misurano quanto viene chiesto oggi sul mercato libero.
I redditi vengono dalle dichiarazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’anno d’imposta 2024 e dall’indagine ISTAT sulle condizioni di vita e il reddito delle famiglie; il costo della vita dall’indagine ISTAT sulle spese per consumi delle famiglie, pubblicata l’8 ottobre 2026. La soglia di sostenibilità resta il 30% del reddito.
Un’avvertenza specifica per questa puntata, perché al Sud i dati si comportano diversamente.
Nelle province meridionali il numero di annunci è più contenuto che al Nord, e sotto una certa soglia i portali non pubblicano il dato comunale. Questo riduce le aree per cui è possibile un confronto tra capoluogo e cintura: nel Mezzogiorno continentale solo Napoli e Caserta hanno una copertura sufficiente. Abbiamo quindi scelto Napoli, Caserta e Bari, le tre città per cui i dati reggono, rinunciando a quelle dove avremmo potuto commentare solo il capoluogo.
Vivere in affitto nelle grandi città del sud Italia: Napoli, Bari, Caserta
Partiamo da Napoli, che come vedremo il caso più istruttivo dell’intera serie. Il canone medio richiesto è di 14,9 euro al metro quadro: un terzo meno di Milano, cinque euro meno di Roma. Un bilocale di 50 metri quadri costa 745 euro al mese, 8.940 euro l’anno. Per restare entro il 30% servirebbe un reddito di 29.800 euro, contro i 24.388 effettivamente dichiarati in media dai napoletani.
Non basta. E non basta di parecchio: un single napoletano con reddito medio destinerebbe all’affitto il 36,7% di quanto guadagna. È praticamente la stessa percentuale di Roma (36,9%) ed è più alta di quella di Milano, che si ferma al 33,4%.
Qui sta il punto che rende il Sud diverso da tutto quello che abbiamo visto finora. Al Nord e al Centro la difficoltà nasce da canoni altissimi. A Napoli i canoni sono poco più della metà di quelli milanesi, eppure il risultato per chi cerca casa è lo stesso, anzi peggiore. La ragione non sta nel mercato immobiliare: sta nei redditi. Non è un problema di quanto costa la casa, è un problema di quanto si guadagna.
Per una famiglia di quattro persone il trilocale napoletano costa 1.341 euro al mese, 16.092 l’anno: servono 53.640 euro.
Bari se la passa meglio. Il canone medio è di 12,5 euro al metro quadro, sostanzialmente fermo rispetto a un anno fa (+0,7%), con un bilocale a 625 euro al mese. Servono 25.000 euro per il single e 45.000 per la famiglia, a fronte di un reddito medio barese di 26.155 euro. L’incidenza è del 28,7%: Bari rientra nella soglia, ma con un margine sottile, poco più di mille euro l’anno.
Il caso più interessante, però, è Caserta, e lo è perché smentisce l’idea che al Sud le città siano tutte uguali. Caserta ha il reddito medio più alto dei tre capoluoghi esaminati, 27.659 euro, davanti sia a Bari sia a Napoli. E ha, contemporaneamente, il canone più basso: 8,6 euro al metro quadro, un bilocale a 430 euro al mese, un trilocale a 774.
Il risultato è che a un casertano con reddito medio l’affitto costa il 18,7% di quanto guadagna: un valore che non solo sta ampiamente sotto la soglia del 30%, ma si avvicina a quella del 15%. Servono 17.200 euro per il bilocale e 30.960 per il trilocale. A quaranta chilometri da Napoli, con lo stesso mercato del lavoro a portata di treno, la situazione abitativa è completamente diversa.
Una nota infine sul costo della vita, dove il Sud rompe il pattern delle puntate precedenti. Al Nord e al Centro avevamo osservato che le famiglie spendono cifre simili ovunque. Qui no: le famiglie del Sud spendono in media 2.215 euro al mese, contro i 3.087 del Nord-est, auasi il 40% in meno.
Vivere in affitto nel sud Italia fuori dalle città maggiori
L’area che va da Napoli a Caserta è la sola del Mezzogiorno continentale per cui è possibile costruire un confronto tra capoluogo e cintura con dati omogenei. Per Bari ci limitiamo al dato provinciale, 10,8 euro al metro quadro contro i 12,5 della città: è un limite di questa puntata e va detto apertamente.
Intorno a Napoli il salto è netto. A Pozzuoli il canone è di 10,8 euro al metro quadro, a Quarto di 8,7, a Giugliano in Campania di 8,3. A Marano di Napoli e a Somma Vesuviana si scende a 6,9 euro: meno della metà del capoluogo.
Tradotto in redditi: per un bilocale a Pozzuoli servono 21.600 euro l’anno contro i 29.800 di Napoli; a Marano ne bastano 13.800. Per una famiglia in trilocale, da 53.640 euro a Napoli si scende a 38.880 a Pozzuoli e a 24.840 a Marano. È il divario più ampio tra capoluogo e cintura registrato in tutta la serie, più marcato persino di quello milanese.
Nel Casertano i valori sono ancora più compressi, ma per una ragione diversa: non c’è un capoluogo caro da cui allontanarsi. Aversa sta a 7,1 euro al metro quadro, Santa Maria Capua Vetere a 6,9, contro gli 8,6 di Caserta città. Un bilocale ad Aversa costa 355 euro al mese e richiede un reddito di 14.200 euro; a Santa Maria Capua Vetere 345 euro e 13.800 euro di reddito. Sono le cifre più basse di tutta la serie, Nord e Centro compresi.
Le medie provinciali raccontano la stessa storia da un’altra angolazione. La provincia di Napoli sta a 11,5 euro al metro quadro, il 23% in meno della città; quella di Caserta a 7,5, contro gli 8,6 del capoluogo. In entrambi i casi il mercato si appiattisce rapidamente appena ci si allontana dal centro.
Vale anche qui l’avvertimento delle puntate precedenti, con una precisazione.
Secondo l’ISTAT la differenza di spesa tra chi vive in un comune centro di area metropolitana e chi vive in un comune sotto i 50.000 abitanti è di appena il 9,6%. Chi lascia Napoli per Marano dimezza l’affitto e taglia pochissimo sul resto.
Il quadro completo, città per città
Come nelle puntate precedenti, accanto al reddito necessario secondo la soglia del 30% riportiamo quello calcolato al 15%, che rappresenta non il limite di sostenibilità ma una condizione di reale serenità finanziaria.
Il single in un bilocale di 50 m²
Comune |
€/m² |
Canone mensile |
Canone annuo |
Reddito necessario al 30% |
Reddito necessario al 15% |
Incidenza sul reddito medio locale |
Napoli |
14,9 |
745 € |
8.940 € |
29.800 € |
59.600 € |
36,7% |
Bari |
12,5 |
625 € |
7.500 € |
25.000 € |
50.000 € |
28,7% |
Pozzuoli |
10,8 |
540 € |
6.480 € |
21.600 € |
43.200 € |
— |
Quarto |
8,7 |
435 € |
5.220 € |
17.400 € |
34.800 € |
— |
Caserta |
8,6 |
430 € |
5.160 € |
17.200 € |
34.400 € |
18,7% |
Giugliano in Campania |
8,3 |
415 € |
4.980 € |
16.600 € |
33.200 € |
— |
Aversa |
7,1 |
355 € |
4.260 € |
14.200 € |
28.400 € |
— |
Marano di Napoli |
6,9 |
345 € |
4.140 € |
13.800 € |
27.600 € |
— |
Somma Vesuviana |
6,9 |
345 € |
4.140 € |
13.800 € |
27.600 € |
— |
Santa Maria Capua Vetere |
6,9 |
345 € |
4.140 € |
13.800 € |
27.600 € |
— |
La famiglia di quattro persone in un trilocale di 90 m²
Comune |
Canone mensile |
Canone annuo |
Reddito necessario al 30% |
Reddito necessario al 15% |
Incidenza sul reddito mediano delle coppie con figli |
Napoli |
1.341 € |
16.092 € |
53.640 € |
107.280 € |
32,3% |
Bari |
1.125 € |
13.500 € |
45.000 € |
90.000 € |
27,1% |
Pozzuoli |
972 € |
11.664 € |
38.880 € |
77.760 € |
23,4% |
Quarto |
783 € |
9.396 € |
31.320 € |
62.640 € |
18,8% |
Caserta |
774 € |
9.288 € |
30.960 € |
61.920 € |
18,6% |
Giugliano in Campania |
747 € |
8.964 € |
29.880 € |
59.760 € |
18,0% |
Aversa |
639 € |
7.668 € |
25.560 € |
51.120 € |
15,4% |
Marano di Napoli |
621 € |
7.452 € |
24.840 € |
49.680 € |
14,9% |
Somma Vesuviana |
621 € |
7.452 € |
24.840 € |
49.680 € |
14,9% |
Santa Maria Capua Vetere |
621 € |
7.452 € |
24.840 € |
49.680 € |
14,9% |
Nota metodologica: I due redditi non sono la stessa grandezza. Per il single usiamo il reddito medio lordo dichiarato nel comune (MEF, dichiarazioni 2025, anno d’imposta 2024). Per la famiglia usiamo il reddito mediano netto delle coppie con figli (ISTAT, indagine EU-SILC, redditi 2024), che è un dato nazionale e non comunale. Le percentuali di incidenza vanno quindi lette come ordini di grandezza e come confronto tra città a parità di reddito, non come il bilancio reale di una singola famiglia.
Vivere in affitto nel sud Italia: tiriamo le somme
Anche per il Sud la risposta è: dipende. Ma il “dipende” meridionale ha una natura tutta sua.
Per un single servono dai 13.800 euro di Marano di Napoli e Santa Maria Capua Vetere ai 29.800 di Napoli; per una famiglia di quattro persone, da 24.840 a 53.640. Sono le cifre più basse dell’intera serie, Nord e Centro compresi. Eppure il risultato per chi cerca casa non è proporzionalmente migliore.
Napoli è il caso che lo dimostra più limpidamente. Con canoni che sono un terzo più bassi di quelli milanesi, un napoletano con reddito medio destina all’affitto una quota maggiore di quanto faccia un milanese a Milano: 36,7% contro 33,4%. La crisi abitativa meridionale non nasce dal mercato immobiliare, nasce dai redditi. È una differenza che conta, perché cambia completamente la politica che servirebbe per affrontarla.
E Caserta lo dimostra dall’altro lato. A quaranta chilometri da Napoli, con un reddito medio più alto e canoni quasi dimezzati, l’affitto pesa il 18,7% invece del 36,7%. Due città della stessa regione, due situazioni opposte: la geografia della crisi abitativa, al Sud, è fatta di distanze brevissime.
Il confronto con le prime due puntate restituisce questo quadro. Al Nord e al Centro il problema si concentra in una città, Milano e Firenze, mentre altrove c’è margine. Al Sud il margine c’è solo dove i redditi reggono, e sparisce a Napoli, che è anche la città meridionale con il mercato del lavoro più grande.
Il Sud offre case accessibili a chi un reddito ce l’ha. Il punto è che il reddito, lì, ce l’hanno in pochi.


