
La manovra 2027 sta prendendo forma. Ancora nella forma del disegno di legge, traccia una direzione chiara. E non per forza favorevole a chi si aspetta un ritorno in grande stile dei bonus.
Bonus edilizi in manovra: non ci sono buone notizie
Come sempre in questo periodo dell’anno, tengono banco le discussioni sulla manovra, o Legge di Bilancio che dir si voglia. La carne al fuoco è tanta, viste le pressioni che il Governo sta subendo per risolvere i tantissimi problemi – congiunturali e strutturali – che affliggono l’economia italiana (vedi caro affitti).
Si parla anche di bonus edilizi. Numerose sono le voci che si sono rincorse in questi mesi, alcune positive e altre negative. Di positivo, c’è stato il vociferare sul ritorno dell’Ecobonus al 65%, prospettato nientemeno dal viceministro Leo. Di negativo, la naturale e conclamata avversione del centro-destra per i bonus edilizi in generale.
Ben note le polemiche con l’opposizione, soprattutto con il Movimento 5 Stelle, per i presunti danni del Superbonus, che avrebbero causato un buco di bilancio e conseguente riduzione del margine di manovra.
Cosa contiene la manovra 2027 relativamente ai bonus? Scopriamolo.
Il punto sui bonus edilizi
Il disegno di legge di Bilancio 2027, all’articolo 4, conferma buona parte delle agevolazioni già in vigore, senza introdurre particolari potenziamenti. Per il Bonus Ristrutturazioni, viene prorogata la detrazione del 50% sulle spese sostenute per l’abitazione principale dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento. Negli altri casi, l’aliquota rimane al 36%. Il massimale di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.
Stessa sorte per l’Ecobonus, dedicato agli interventi di efficientamento energetico, e per il Sismabonus, che incentiva la riduzione del rischio sismico. Entrambi mantengono le aliquote del 50% e del 36%, a seconda delle condizioni previste. Non trova invece spazio l’ipotesi di riportare l’Ecobonus al 65%.
Proprio sull’Ecobonus si registra una novità importante: il superamento dei massimali differenziati per tipologia di intervento, sostituiti da un limite complessivo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Per gli interventi sulle parti comuni condominiali, il tetto è di 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari.
Confermato anche il Bonus Mobili, con detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, mentre non viene ripristinato il bonus barriere architettoniche al 75%, già scaduto alla fine del 2025.
Che fine faranno i bonus edilizi?
Una fine non bellissima, verrebbe da dire. Fa rumore, in particolare, il mancato aumento dell’aliquota dell’Ecobonus al 65%. Se l’aspettavano un po’ tutti, visti anche gli obiettivi di efficienza energetica che l’Italia – prima o poi – dovrà raggiungere.
Preoccupa anche la questione dei massimali, sempre relativamente all’Ecobonus. Sulla carta, una misura per semplificare i conteggi. Nella pratica, un’occasione per restringere i beneficiari.
Ma a fare più scalpore è il mancato rinnovo del bonus sull’abbattimento delle barriere architettoniche: era il più sostanzioso (aliquota al 75%) e soprattutto aveva un valore sociale enorme.
Certo, bisogna fare i conti con l’oste, che in questo caso è rappresentato dal Parlamento. Come di consueto, si assisterà a una pioggia di emendamenti. Chissà, alcuni potrebbero riguardare proprio i bonus edilizi.


