29 Settembre 2026
Blog.Edilnet.it »» Senza categoria »» Abiti in un condominio? Lo Stato potrebbe costringerti a cambiare contatore
Il contatore va adeguato (nella maggior parte dei casi) per la lettura da remoto.

Sta diventando operativo un adeguamento che impone, in alcuni casi specifici, di intervenire sul contatore per consentire la lettura a distanza. Ecco chi sarà interessato da questa nuova fase della normativa.

 

Contatore in condominio: la lettura a distanza diventa lo standard

 

La norma di base non è nuova. Il riferimento è il decreto legislativo 102 del 2014, articolo 9, comma 5-bis, nella formulazione introdotta dal decreto legislativo 73 del 2020. Esso prevede che entro il 1° gennaio 2027, in alcuni casi ben definiti (ma piuttosto comuni), il condominio debba adeguare se non sostituire il contatore.

 

La norma chiama in causa condomini con riscaldamento centralizzato e prevede che i relativi contatori siano compatibili con la lettura da remoto. Questo permetterà alle autorità di procedere con la lettura senza dislocare sul territorio degli operatori.

 

Si tratta di un bacino estremamente ampio di condomini in quanto ampio è il ricorso al riscaldamento centralizzato. Ampio, ma non amplissimo. Infatti, la normativa prevede già che i contatori installati dopo il 25 ottobre 2020 siano attrezzati con la funzione da remoto. Dunque, molti sono esclusi dalle opere di adeguamento.

 

L’eccezione che conferma la regola

 

Esiste però un’eccezione importante. L’obbligo di adeguamento resta subordinato alla fattibilità tecnica e all’efficienza in termini di costi. In altre parole, non è necessario intervenire quando rendere il sistema leggibile da remoto è tecnicamente impraticabile oppure quando la spesa richiesta risulta sproporzionata rispetto ai benefici ottenibili. La norma non individua un elenco chiuso di casi: la valutazione dipende dalle caratteristiche dell’impianto e dei dispositivi installati.

 

In concreto, l’esclusione può riguardare, per esempio, impianti molto datati nei quali l’adeguamento richiederebbe modifiche invasive o la sostituzione di componenti ulteriori, oppure situazioni in cui il costo complessivo dell’intervento sarebbe eccessivo rispetto al risparmio energetico conseguibile. Non basta, dunque, che il contatore sia vecchio o privo della funzione di telelettura: occorre che ricorrano effettive ragioni tecniche o economiche. Per questo, prima di procedere, è opportuno verificare le caratteristiche dell’impianto e dei dispositivi con l’amministratore, il manutentore o un tecnico qualificato.

 

L’ennesima spesa per i cittadini?

 

Non è detto. La norma è vecchia, l’adeguamento era già previsto. Questo però non significa che sia ineluttabile. Il legislatore potrebbe tranquillamente stabilire una proroga o semplicemente eliminare l’obbligo, anche se ciò entrerebbe in contrasto con la normativa europea vigente, oggi contenuta nella direttiva (UE) 2023/1791, articolo 16.

 

Ci si può comunque chiedere se questa norma sia giusta o rappresenti l’ennesimo carico ingiustificato per i cittadini. A livello sostanziale, se non giusta, è comunque efficace. Lo scopo è ridurre la spesa per il dislocamento degli operatori del territorio e, tramite la lettura automatica, abbattere il tasso di errori.

 

Ma c’è un dato da cogliere e su cui riflettere. Questa norma, o per meglio dire l’effettiva operatività dell’adeguamento, aggiunge l’ennesimo tassello a un puzzle che coniuga efficienza e controllo. Da un lato, si spinge per l’ottimizzazione dei costi, dall’altro vengono introdotti automatismi nel rapporto tra cittadino ed enti pubblici. Certo, si tratta della mera lettura di un contatore, ma la sensazione di controllo soverchiante potrebbe cogliere più di un cittadino.

 

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