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Dopo oltre nove mesi di lavori, l’Appartamento nel Palazzo Apostolico sarebbe pronto. Essenziale sì, ma con spazi ben definiti: cappella, biblioteca, studio, sala da pranzo, mansarda e area fitness.
Il trasloco di papa Leone XIV potrebbe avvenire già prima di Pasqua, o persino nei prossimi giorni: dopo circa nove mesi di ristrutturazione, l’Appartamento nel Palazzo Apostolico sarebbe pronto. Non era abitato da un pontefice dai tempi di Benedetto XVI, perché papa Francesco aveva scelto di vivere a Casa Santa Marta.
Come è l’appartamento di papa Leone XIV e chi vive con lui?
Leone XIV avrebbe confermato la volontà di vivere nella mansarda del Palazzo, situata tra la terza loggia e il tetto. Proprio lì, nei cosiddetti “soffittoni”, sarebbero state ricavate le stanze da letto, i servizi e una cappellina per la preghiera. Accanto ci sarebbero anche un terrazzo, alcune stanze per gli ospiti e un piccolo spazio destinato alla palestra, allestita con macchine e attrezzi donati da un benefattore.
Del resto, si sa, papa Leone XIV ama lo sport. Da cardinale aveva l’abitudine di allenarsi almeno un paio di volte a settimana in una palestra a poca distanza da piazza Leonina. E quando si concede una pausa a Castel Gandolfo, ama rilassarsi tra tennis e piscina.
Oggi Leone XIV risiede ancora nel Palazzo del Santo Uffizio, dove viveva già da cardinale. Ma stando alle ultime notizie, la Floreria – l’ufficio del Governatorato che si occupa anche dei traslochi interni al Vaticano – aspetterebbe solo le indicazioni operative definitive. Con lui, nel nuovo alloggio, dovrebbero vivere i due segretari, l’italiano Marco Billeri e il peruviano Ivan Rimacuya, oltre ad alcune suore incaricate della gestione della casa, del guardaroba e della cucina.
Un taglio al budget di gestione della casa papale
C’è poi un altro elemento da considerare: la scelta di tornare nell’Appartamento segna una rottura rispetto alla decisione di papa Francesco di restare a Casa Santa Marta. E qui entra in gioco anche il tema dei costi.
Secondo quanto riportato, la manutenzione degli spazi occupati da Bergoglio avrebbe raggiunto nel tempo circa 200.000 euro al mese, anche per effetto dell’ampliamento progressivo delle aree necessarie tra infermeria, stanze di servizio e uffici.
Il ritorno al Palazzo Apostolico si può quindi leggere anche come una scelta di riordino? Più tradizione, ma anche una diversa razionalizzazione degli spazi. Resta da capire se questo inciderà sui costi di gestione e in quale misura.
La lunga ristrutturazione ha indispettito papa Leone XIV
L’alloggio nel Palazzo Apostolico era rimasto in disuso a lungo, causando diversi danni, come infiltrazioni in vari punti, muffe, impianto idraulico da rivedere e tracciati elettrici non a norma. A questo si aggiungono problemi di impermeabilizzazione del tetto e la messa in sicurezza dei cornicioni rinascimentali in travertino.
Non stupisce, allora, che papa Leone XIV in questi mesi abbia perso più di una volta la pazienza davanti ai tempi lunghi del cantiere. D’altra parte, le spiegazioni arrivate erano difficili da contestare: intervenire su un palazzo rinascimentale, con problemi accumulati negli anni e parti delicate da recuperare, non è come rifare un appartamento qualunque.
Per mesi, da un lato di piazza del Belvedere, gli operai sono saliti e scesi dalle impalcature portando materiali, attrezzature e finiture. Il lavoro si è allungato proprio perché si trattava di rimettere in piedi un appartamento rimasto vuoto troppo a lungo. E non certo un immobile qualsiasi, ma la casa di un papa in un palazzo storico.


