
La ristrutturazione non va considerata come un costo, ma come un investimento. Certo, alcuni interventi rendono più di altri. Ecco una top tre in base al rapporto aumento del valore della casa / spesa iniziale.
La sostituzione dei serramenti
Ebbene sì, un intervento all’apparenza semplice come la sostituzione dei serramenti figura tra quelli che rendono di più. Per inciso, per sostituzione dei serramenti intendiamo tutti i serramenti. Quindi tutte le porte e le finestre. Lo scopo è modificare, in modo organico e armonico, l’aspetto della casa.
Si tratta di una una mossa strategica capace di incrementare il valore dell’immobile in una percentuale che oscilla tra il 5% e il 10%. Questo aumento è giustificato dal netto miglioramento estetico e, soprattutto, dall’efficientamento energetico e dall’isolamento acustico offerti dai nuovi infissi.
Ma quanto costa? Beh, per un tipico appartamento di 100 metri quadrati, la spesa iniziale necessaria per cambiare porte e finestre si colloca in un range compreso tra 5.000 e 10.000 euro. Tale costo varia in base ai materiali scelti (PVC, legno o alluminio).
Ma c’è una dinamica che aumenta la redditività dell’intervento: le agevolazioni fiscali per l’efficientamento. Grazie ad esse, l’esborso effettivo si riduce drasticamente, rendendo il ritorno sull’investimento davvero eccellente. Una casa ben isolata e moderna attira immediatamente i potenziali acquirenti.
Il rifacimento del bagno
La presenza di questo intervento non vi stupirà. D’altronde, il rifacimento del bagno è uno dei primi lavori cui si pensa quando si ristruttura. Il motivo è semplice: nel corso del tempo il bagno è passato dall’essere percepito come spazio funzionale a luogo di relax. Dunque, ad esso si deve prestare cura.
Il rifacimento del bagno è capace di far lievitare il valore dell’abitazione in una percentuale stimata tra il 10% e il 15%.
Anche qui il costo è sostenibile. Per un appartamento di 100 metri quadrati, che solitamente ospita uno o due bagni, la spesa per un rifacimento completo oscilla in un range tra i 4.500 e i 9.000 euro a locale.
Per inciso, questa cifra comprende tutto: le demolizioni, il nuovo impianto idraulico, i rivestimenti e l’installazione di sanitari e box doccia.
La creazione di open space
Questo è già un intervento meno scontato. Il riferimento è all’abbattimento di muri interni per unire, e ripensare, più locali della casa. L’approccio standard consiste nell’unire la cucina e la sala da pranzo, oppure la cucina, la sala da pranzo e il salotto.
Si tratta, insomma, di creare una zona giorno unitaria. Gli spazi rimangono in parte distinti, ma non sono separati dai muri. Si ottiene così un locale funzionale, che migliora l’atmosfera e aumenta lo spazio vitale.
Tale intervento può incrementare il valore della proprietà in una misura compresa tra il 5% e l’8%. D’altronde, le planimetrie fluide sono decisamente più richieste rispetto alle classiche divisioni frammentate degli anni passati.
Per un appartamento di 100 metri quadrati, l’intervento risulta sorprendentemente accessibile: i costi si aggirano in un range tra i 2.500 e i 6.000 euro. La spesa comprende la demolizione dei tramezzi non portanti, l’aggiornamento delle pratiche catastali (come la CILA), la tinteggiatura e i ripristini della pavimentazione.
A fronte di questo esborso, che come abbiamo visto è in fondo piuttosto contenuto, la casa acquista una luminosità e un respiro totalmente nuovi, un “effetto wow” visivo che risulta sempre vincente durante le trattative di vendita.


