
Fotovoltaico, pompe di calore e impianti controllati a distanza: le piscine diventano più sostenibili ed efficienti, ma la vera sfida riguarda le strutture pubbliche. A Verona consumi, concessioni e investimenti decideranno il futuro di un settore che forma atleti e svolge una funzione sociale.
Perché una piscina continua a consumare anche di notte
La piscina non si spegne quando l’ultimo nuotatore esce dall’acqua. Anche di notte continuano a lavorare i sistemi di filtrazione, il riscaldamento della vasca e gli impianti di ventilazione. È questa la differenza che rende una struttura natatoria molto più complessa e costosa rispetto a una palestra o a un campo sportivo.
Da qui parte la nuova sfida del settore: trasformare piscine pubbliche e private in ambienti più efficienti, capaci di consumare meno energia e quindi sostenibili. Fotovoltaico, pompe di calore, sistemi di filtrazione evoluti e gestione domotica non sono più semplici accessori tecnologici, ma strumenti sempre più importanti per contenere le spese di esercizio.
Il tema è particolarmente sentito a Verona, sede del Centro Federale Nuoto, città che ha costruito intorno al nuoto una parte importante della propria identità sportiva e che oggi deve decidere come rinnovare impianti, concessioni e modelli di gestione.
La svolta sostenibile del settore piscine
Nelle abitazioni private le piscine moderne stanno cambiando volto. Al posto delle vasche progettate soltanto per stupire si affermano forme essenziali, materiali coerenti con il giardino e soluzioni che cercano di integrare l’acqua nel paesaggio.
Anche la gestione diventa più intelligente. Attraverso sistemi collegati allo smartphone è possibile controllare temperatura, illuminazione, filtrazione e qualità dell’acqua, programmando il funzionamento degli impianti ed evitando consumi inutili. Le tecnologie più recenti puntano inoltre su pompe ad alta efficienza, illuminazione LED, fonti rinnovabili e trattamenti capaci di ridurre l’impiego di prodotti chimici.
Per gli impianti pubblici, però, la questione assume proporzioni completamente diverse. Una piscina comunale deve garantire temperature costanti, ricambio e trattamento dell’acqua, ventilazione degli spazi interni e condizioni adeguate a centinaia di utenti.
Verona cerca una nuova corsia per i suoi impianti
Molte piscine comunali veronesi risalgono alla stagione di sviluppo avviata alla fine degli anni Novanta. In quel periodo Verona diventò uno dei punti di riferimento del movimento natatorio italiano. Il nome simbolo di questa storia è quello di Alberto Castagnetti, commissario tecnico della Nazionale dal 1987 al 2009 e allenatore di campioni come Giorgio Lamberti, Domenico Fioravanti, Massimiliano Rosolino, Emiliano Brembilla e Federica Pellegrini.
A Verona il movimento agonistico coinvolge circa 700 atleti e numerose società distribuite tra città e provincia. Ma l’importanza degli impianti non si misura soltanto attraverso cronometri e podi. La transizione verso piscine sostenibili riguarda quindi anche la possibilità di mantenere accessibili questi spazi. Ridurre le bollette non significa soltanto migliorare i conti del gestore: può voler dire difendere corsi, attività agonistiche e servizi aperti ai cittadini.
Riqualificare una piscina può richiedere investimenti nell’ordine di diversi milioni di euro. Il problema è stabilire chi debba sostenerli e con quale orizzonte temporale. Molte concessioni sono in fase di rinnovo o prossime alla scadenza. Senza una durata gestionale adeguata diventa difficile programmare opere importanti, mentre i nuovi bandi potrebbero imporre ai gestori di presentare veri piani industriali per ridurre consumi e costi.
Le risorse pubbliche e i finanziamenti europei rappresentano una possibilità concreta, ma accedervi richiede competenze progettuali, tecniche e amministrative che non tutte le società sportive dilettantistiche possiedono.
Per questo alcune realtà si stanno affidando a consulenti specializzati nella preparazione dei progetti. Il passo successivo sarà individuare aziende specializzate in costruzione di impianti sportivi per realizzare strutture efficienti e sostenibili.
La stessa Federazione ricorda che per costruzione, adeguamento e ristrutturazione degli impianti natatori sono disponibili, in presenza dei requisiti richiesti, finanziamenti agevolati e contributi dedicati.