
Doveva occuparsi di alcuni lavori e aveva ricevuto chiavi e 800 euro di anticipo. Qualche settimana dopo, però, nell’appartamento c’erano mobili nuovi, vestiti di bambini e un frigorifero pieno. Qualcuno aveva affittato quella casa per 750 euro al mese senza essere il proprietario.
“In casa sua c’è qualcuno”
Come in ogni storia che richiama alla mente le truffe in stile Totò, all’inizio tutto sembra regolare. Il proprietario di un appartamento nel centro di Nerviano doveva eseguire alcuni lavori di manutenzione e consegna le chiavi all’uomo incaricato e gli versa un anticipo di 800 euro.
I primi sospetti, però, non tardano ad arrivare. Lo chiama una vicina: “Guardi che in casa sua c’è qualcuno”. Il proprietario chiede spiegazioni al referente. Prima gli viene detto che si tratta di una donna mandata per le pulizie, poi di un imbianchino impegnato nei lavori.
Risposte plausibili, almeno fino a quando l’uomo incaricato dell’intervento comunica di essere in ospedale e chiede di non essere più disturbato. A quel punto il proprietario decide che è arrivato il momento di controllare personalmente.
Apre la porta con le sue chiavi e trova mobili diversi, vestiti di bambini e un frigorifero pieno di spesa. Non proprio i segnali di un cantiere in corso. La prima paura è quella di un’occupazione abusiva e parte la segnalazione alla polizia locale. Ma il vero colpo di scena deve ancora arrivare.
Abusivi o inquilini regolari?
Gli agenti rintracciano le due persone che occupavano l’appartamento e scoprono una truffa sull’affitto casa che ha coinvolto un’ignara famiglia. I due stavano cercando casa quando, in un bar, avevano conosciuto un uomo che aveva proposto loro proprio quell’abitazione.
Credevano di avere firmato un normale contratto di affitto, versando 2.250 euro di caparra e altri 150 euro per la presunta registrazione del contratto. Il canone concordato ammontava a 750 euro al mese.
Solo che l’uomo che aveva incassato quei soldi non era il proprietario della casa. Era quello a cui erano state consegnate le chiavi per fare i lavori.
Così i presunti occupanti abusivi diventano improvvisamente vittime della stessa vicenda: pensavano di avere trovato casa, mentre il vero proprietario non sapeva nemmeno di avere degli inquilini.
La fine della truffa dall’appartamento in affitto (non suo)
Il meccanismo contestato è tanto semplice quanto surreale: avere le chiavi dell’appartamento avrebbe consentito all’uomo di presentare come disponibile un appartamento che di fatto non poteva affittare.
Così, da un lato avrebbe incassato l’anticipo per i lavori di ristrutturazione. Dall’altro avrebbe riscosso denaro dalle persone convinte di essere diventate regolari inquiline. La beffa, quindi, è doppia.
Dopo gli accertamenti è arrivata la denuncia per truffa e anche l’Agenzia delle Entrate ha avviato verifiche, perché del contratto che sarebbe dovuto risultare regolarmente registrato non ci sarebbe traccia.
Alla fine, l’unica cosa realmente condivisa tra tutti è stata la sensazione di aver preso parte a un gioco di ruolo in cui niente era come sembrava. Tranne, secondo l’accusa, la disonestà di chi avrebbe orchestrato l’ennesima truffa sull’affitto di una casa che non aveva alcun diritto di concedere.


