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Un intervento per l’impianto di allarme nel trullo pugliese dell’attore sarebbe degenerato in una lite finita davanti al giudice. Secondo l’accusa, Raz Degan avrebbe tolto cellulare e chiavi dell’auto all’elettricista per impedirgli di andare via. L’attore respinge le accuse: prima udienza il 2 ottobre.
I lavori nel trullo da sogno diventano un caso
Un trullo tra Ostuni e Cisternino, immerso nella Valle d’Itria. Una proprietà ristrutturata, lontana dalla televisione e vicina alla natura, dove Raz Degan vive da anni dopo aver scelto una vita più riservata.
Il trullo di Degan è stato acquistato nel 2001 e poi completamente ristrutturato. La proprietà comprenderebbe più alloggi indipendenti, disponibili anche per l’affitto turistico, piscina a sfioro e circa 10 ettari di verde.
È il classico immobile pugliese di grande fascino, in linea con un trend sempre più forte: quello di personaggi noti e investitori che scelgono la Valle d’Itria per acquistare e valorizzare case storiche. Non a caso si parla spesso di vip che hanno investito in trulli e masserie in Puglia, tra recupero architettonico, turismo di charme e nuove forme di ospitalità.
Ma questa volta il racconto non parla di buen retiro o di Puglia da cartolina. Parla di controversie sui lavori in casa, che non risparmiano neppure i VIP. In questo caso, la vicenda vede protagonista (vittima?) un elettricista chiamato per intervenire sul sistema antifurto del trullo di Raz Degan.
Il nodo finisce in aula
Installare un impianto di allarme in una struttura particolare come quella di un trullo non è un dettaglio banale. Servono sopralluoghi, accesso agli spazi, verifiche sugli impianti, accordi chiari sui lavori e, spesso, adattamenti a una struttura non standard.
Se l’immobile è anche destinato all’affitto turistico, entrano in gioco sicurezza, funzionalità e tempi di consegna. In casi come questi, tutto quello che viene concordato prima può diventare decisivo dopo: preventivo, messaggi, modifiche richieste, pagamenti, tempistiche, materiali e responsabilità.
Nel caso Degan, sarà il tribunale a stabilire se la lite sia andata davvero come sostiene l’accusa. Ma la vicenda mostra quanto rapidamente un problema nato da lavori in casa possa cambiare dimensione: da intervento tecnico a caso giudiziario, da discussione privata a udienza in tribunale.
Le accuse dell’elettricista a Raz Degan
La vicenda riguarda un episodio avvenuto il 31 luglio 2024 nel trullo dell’attore. Al centro ci sarebbe una discussione degenerata. Da lì la denuncia, il procedimento e la decisione del Tribunale di Brindisi di fissare la prima udienza per il 2 ottobre.
Secondo l’accusa, Degan avrebbe tolto all’elettricista le chiavi dell’auto e il cellulare, impedendogli di allontanarsi. L’uomo avrebbe poi accusato un malore e chiesto l’intervento del 118 e delle forze dell’ordine, presentando successivamente denuncia. Le contestazioni a carico dell’attore sono violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. L’elettricista si è costituito parte civile e chiede un risarcimento danni.
Degan, però, respinge la ricostruzione. In una dichiarazione pubblicata sui social, l’attore ha affermato di non riconoscersi nelle accuse riportate dai giornali e di avere piena fiducia nella giustizia. Anche il suo legale ha espresso fiducia nel buon esito del procedimento. Il processo dovrà chiarire cosa sia realmente accaduto. Per ora, infatti, si parla di accuse e di una vicenda ancora tutta da accertare in aula.


