
La casa intelligente non si limita più a eseguire comandi impartiti dallo smartphone. A IFA 2026 emerge un modello diverso, quello della casa proattiva. Dentro questa evoluzione entra anche la gestione dell’energia, collegata alle rinnovabili e alla produzione domestica.
Dalla casa connessa alla casa proattiva: cosa cambia davvero?
Fino a oggi la domotica nella casa tecnologica è stata soprattutto sinonimo di casa connessa: accendere un dispositivo da remoto, programmare una routine, controllare un elettrodomestico attraverso lo smartphone.
A IFA 2026, la grande fiera europea dell’elettronica di consumo svoltasi a Berlino dal 4 all’8 settembre, Haier ha presentato una visione diversa. L’obiettivo è passare da dispositivi che aspettano istruzioni a un ecosistema capace di osservare ciò che succede, imparare le abitudini dell’utente e in alcuni casi intervenire autonomamente.
Per il progetto Home of Intelligent Possibilities sono previsti 13 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni. L’approccio è di tipo “scenario-driven”: i vari dispositivi non vengono considerati come elementi isolati ma come parti dello stesso ambiente domestico.
Lo Smart Energy Management può coordinare i consumi degli elettrodomestici in funzione della disponibilità di energia rinnovabile, compresa la produzione del fotovoltaico domestico.
Lavatrice, frigorifero e forno osservano ciò che succede
A rendere concreta questa idea di casa proattiva sono soprattutto i nuovi elettrodomestici mostrati a Berlino.
La lavatrice Haier Vision 15, indicata tra le prime novità destinate a raggiungere l’Italia, integra una telecamera nell’oblò. Il sistema AI Vision Sense segue il lavaggio, riconosce la quantità dei capi e può suggerire il programma più adatto, mentre nove sensori controllano parametri come peso e bilanciamento del carico, livello e temperatura dell’acqua. La funzione AI Memory analizza inoltre le abitudini dell’utente e affina progressivamente i suggerimenti.
La stessa logica arriva in cucina. Nel prototipo di frigorifero Maestro, telecamere e algoritmi riconoscono gli alimenti presenti negli scomparti, suggeriscono come conservarli e aiutano a controllare le scorte.
Il forno ID Ultimate Series 6 usa invece una telecamera per identificare gli alimenti, seguire la cottura e interromperla quando viene raggiunto il risultato previsto. Il piano a induzione ID Hob Series 6 riconosce la posizione delle pentole e concentra la potenza dove serve, mentre la lavastoviglie I-Pro Shine analizza carico, sporco e temperatura per scegliere autonomamente il ciclo.
Dagli elettrodomestici ai robot in casa: scenari possibili
IFA 2026 mostra anche quale potrebbe essere il passo successivo: portare l’intelligenza artificiale fuori dagli schermi e farla agire fisicamente dentro casa.
A Berlino sono comparsi robot umanoidi capaci di svolgere dimostrazioni pratiche, come caricare e scaricare il bucato o sistemare gli alimenti nel frigorifero, robot per la pulizia in grado di riconoscere oggetti e tipi di sporco e robot companion destinati all’assistenza vocale nelle attività quotidiane.
La fonte è però chiara: queste macchine sono ancora all’inizio della loro evoluzione. Non tutto ciò che viene mostrato a IFA è quindi pronto a entrare domani nelle abitazioni.
È proprio questo il confine interessante della nuova domotica: alcuni prodotti sono già destinati al mercato, altri sono ancora prototipi, ma la direzione indicata è comune.
La casa proattiva non punta più soltanto a essere comandata a distanza. Vuole capire cosa sta succedendo, coordinare i dispositivi e, quando possibile, intervenire prima ancora che qualcuno prema un pulsante.


