8 Agosto 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Come una baita di montagna del Seicento è stata trasformata in una (quasi) moderna casa vacanze
Una baita di montagna del Seicento è stata ristrutturata in senso moderno ma rispettoso della tradizione.

Una baita di montagna abbandonata da decenni, con strutture e finiture vecchie di secoli, viene ristrutturata e si trasforma in una casa vacanze moderna ma che non rinnega la sua identità.

 

Il caso della baita di Alagna

 

Il progetto in questione ha coinvolto una baita di montagna ad Alagna, nell’Alta Valsesia. Territorio alpino, ricco di costruzioni antiche ma spesso in disuso. Come riportato da Cose di Casa, è finita nel sapiente “mirino” di un progettista che, con il doppio piglio dello storico e del designer, le ha ridato una nuova vita.

 

Un aspetto e una funzionalità che rispettano le esigenze della modernità ma che risuonano con l’identità della baita medesima, che dal canto suo appariva come un cimelio storico, residuato della leggendaria architettura Walser.

 

Oggi quella baita non è solo abitabile, e anzi gradevole da abitare, ma anche potenziale destinazione di turisti e vacanzieri.

 

Insomma, è stata trasformata in una casa vacanze, certo non comune ma esperienziale, comoda e in grado di raccontare una storia lunga secoli. Vale dunque la pena capire cosa sia stato fatto, come e perché.

 

Il progetto della casa di Alagna

 

La baita risale indicativamente al 1637 e, nonostante i rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, aveva conservato molti degli elementi caratteristici dell’architettura Walser. 

 

All’esterno erano ancora riconoscibili l’uso della pietra e del legno e le tipiche lobbie, ovvero i ballatoi che caratterizzavano queste costruzioni alpine. Anche all’interno erano sopravvissuti elementi originari, come una parete realizzata in travi di larice con tecnica Blockbau e una grande trave centrale.

 

La ristrutturazione è stata integrale, ma condotta nel rispetto dei vincoli non solo paesaggistico ma anche quelli storici, meno stringenti ma più responsabilizzanti.

 

Sono stati consolidati il solaio e le strutture, rifatti impianti e infissi e migliorata la coibentazione delle pareti. All’esterno sono state ripristinate le lobbie e le parti lignee, mentre i muri in pietra sono stati recuperati integrando materiali nuovi e di recupero.

 

La trasformazione più interessante ha però riguardato la distribuzione degli ambienti. Lo schema tradizionale Walser è stato sostanzialmente ribaltato: il piano superiore, più luminoso, è diventato un grande living con cucina, zona pranzo e salotto, mentre al piano terra sono state collocate le due camere, i due bagni e gli spazi di servizio. Anche le finestre sono state ridimensionate per aumentare luce e ricambio d’aria.

 

Ma modernità e tradizione convivono anche nelle finiture. Il larice di recupero è stato ampiamente riutilizzato per arredi e rivestimenti, gli elementi originali conservati sono stati restaurati e a questi sono stati affiancati cucina in acciaio, arredi di design, una moderna stufa a legna e persino un bagno dotato di sauna.

 

Questo progetto dimostra come il patrimonio urbanistico italiano sia pregno di potenzialità. Alcuni edifici sono estremamente vecchi e malandati, è vero, ma da noi vecchio fa spesso rima con storia e identità. E allora perché non sfruttarle per creare esperienze abitative? Perché non declinare il concetto di ristrutturazione in senso non solo moderno ma anche storico-artistico?

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