8 Luglio 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Ricaricare l’auto elettrica a casa costa meno: confermato il bonus wallbox fino a 1.500 euro
Persona che controlla una wallbox domestica per auto elettrica tramite smartphone.

Il bonus colonnine domestiche può coprire parte della spesa per acquistare e installare una wallbox, con contributi fino a 1.500 euro per i privati e fino a 8.000 euro per i condomìni. Ma prima di scegliere il dispositivo contano potenza del contatore, gestione dei carichi e lavori necessari sull’impianto elettrico.

 

Torna il bonus wallbox fino al 2030: ecco quando chiederlo

Ricaricare l’auto elettrica a casa può diventare più conveniente. Il bonus colonnine domestiche è nuovamente al centro degli incentivi per la mobilità elettrica e punta a sostenere chi vuole installare una wallbox nel box, nel posto auto privato o nelle parti comuni del condominio.

 

La misura prevede un contributo fino all’80% delle spese ammissibili sostenute. Nel perimetro dell’agevolazione rientrano acquisto e posa della wallbox, oltre agli interventi strettamente necessari all’installazione dell’infrastruttura di ricarica. Il tetto massimo è di 1.500 euro per i privati e sale fino a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali.

 

La misura è stata confermata fino al 31 marzo 2030 dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026, pubblicato dal MIMIT il 26 giugno, con l’obiettivo di sostenere la ricarica privata per auto elettriche e plug-in. Il bonus diventerà operativo per i cittadini con i prossimi provvedimenti attuativi e con l’apertura dello sportello per la presentazione della domanda online.

 

Colonnina di ricarica privata: il contatore regge o salta tutto?

La domanda pratica che molti si fanno è semplice: per installare una wallbox serve per forza aumentare la potenza del contatore? Non sempre.

 

In molti casi, una ricarica domestica può funzionare anche con potenze comuni, soprattutto se l’auto viene ricaricata di notte e se non si ha bisogno di recuperare molta autonomia in poche ore. Un contatore da 3 kW può essere sufficiente per chi percorre tragitti brevi e lascia l’auto collegata a lungo. Con 4,5 kW o 6 kW, invece, aumenta il margine per ricaricare più velocemente e gestire meglio gli elettrodomestici.

 

La wallbox più diffusa in ambito domestico è spesso da 7,4 kW, ma non significa che venga sempre usata alla massima potenza. I sistemi di gestione dinamica del carico possono modulare l’energia destinata alla ricarica in base ai consumi della casa, evitando distacchi del contatore quando sono accesi forno, climatizzatore, lavatrice o altri apparecchi.

 

Il tema diventa più delicato se si vuole installare una wallbox più potente, ad esempio in presenza di impianto trifase o per ricariche più rapide. In quel caso possono servire verifiche sulla linea, adeguamento del quadro elettrico e, se necessario, una potenza contrattuale superiore.

 

Ecco perché il bonus può ridurre la spesa, ma non elimina la fase di valutazione tecnica. Prima di comprare la wallbox, conviene capire se l’impianto regge, dove sarà collocato il dispositivo, quanto si vuole ricaricare ogni giorno e se serve una linea dedicata.

 

Wallbox: il costo da valutare è l’impianto

La wallbox non è un semplice accessorio da fissare al muro. È un’infrastruttura elettrica collegata all’impianto di casa o del condominio, e deve essere installata a norma. Per questo, quando sono necessari adeguamenti, protezioni aggiuntive, gestione dinamica dei carichi o modifiche al quadro elettrico, è opportuno rivolgersi a elettricisti qualificati in grado di valutare l’impianto e rilasciare la documentazione prevista.

 

Il punto vale ancora di più nei condomìni. Se la wallbox viene installata sulle parti comuni, entrano in gioco spazi condivisi, linee elettriche, contatori, autorizzazioni, ripartizione dei costi e gestione dell’uso. Anche nelle abitazioni indipendenti, però, ci sono aspetti da non sottovalutare:

 

  • distanza dal quadro elettrico;
  • passaggio dei cavi;
  • protezione dagli agenti atmosferici se la wallbox è esterna;
  • compatibilità con impianto fotovoltaico;
  • eventuale aumento di potenza.

 

Il bonus colonnina può alleggerire la spesa iniziale, ma non sostituisce una verifica fatta bene. Una wallbox scelta solo per il prezzo rischia di diventare un problema appena entra in funzione: se il contatore salta, i cavi non sono adeguati o il quadro va modificato dopo, il risparmio iniziale sparisce in fretta.

 

Iscriviti e Resta Aggiornato
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments