12 Luglio 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Uno studio di Banca d’Italia rivela l’impatto della classe energetica sul valore della casa
La banca d'Italia quantifica la relazione tra classe energetica e valore della casa.

La classe energetica impatta così tanto sul valore della casa? A questa domanda ha risposto uno studio di Banca d’Italia e Agenzia delle Entrate. Il risultato è un quadro meno scontato di quanto si potesse immaginare.

 

L’impatto della classe energetica sul valore della casa

 

Che ci sia un impatto, non ci possono essere dubbi. Prima ancora che una questione tecnica, è una questione logica. La classe energetica informa sulle performance, se non addirittura sulla qualità del fabbricato, dunque è lecito attendersi una certa differenza in termini di valore economico tra – ipotizziamo – un immobile di classe A e un immobile di classe G.

 

Il problema sta nel quantificare questo impatto, nell’individuare eventuali pattern. Ebbene, lo ha fatto lo studio sopracitato, condotto da Banca d’Italia e realizzato da Agenzia delle Entrate in collaborazione con Immobiliare.it, che ha fornito un ricco set di dati circa i prezzi degli immobili. Per chi vuolesse approfondire, lo studio si trova nel numero 774 della collana “Questioni di economia e finanza”.

 

Prima di entrare nel dettaglio dello studio, riveliamo che sì, l’impatto è rilevante. Tuttavia, non è scontato: in alcune zone è elevato, in altre piuttosto contenuto, fino a rasentare lo zero quando si confrontano immobili con classi contigue.

 

I dettagli dello studio

 

Lo studio identifica due fenomeni speculari. Il primo è il cosiddetto green premium: un immobile in classe A gode di un premio di prezzo di circa il 22% rispetto a una classe intermedia di riferimento. Il secondo è il brown discount: gli immobili in classe G subiscono una svalutazione di entità simile.

 

Sommando i due effetti, il divario tra una casa in classe A e una in classe G può superare il 40%. Su un immobile da 300.000 euro, si parla di oltre 120.000 euro di differenza.

 

L’impatto, però, non è uniforme sul territorio: il sovrapprezzo varia dal 7% al 45% a seconda della provincia, e risulta più marcato nelle zone climatiche fredde. 

 

Ovviamente, il confronto è stato condotto a parità di caratteristiche, come superficie, stato dell’abitazione e numero di locali.

 

Una lezione da apprendere

 

Lo studio stimola alcune riflessioni importanti. Tanto per cominciare, l’impatto, pur essendo in assoluto rilevantissimo, va contestualizzato. Come abbiamo visto, è più alto nelle zone climaticamente fredde. Ciò, tra le altre cose, rivela che la riqualificazione energetica non è vista solo come uno strumento per ridurre i consumi, ma anche per migliorare il comfort abitativo.

 

Un altro punto da non sottovalutare è il dato sul brown discount. Esso informa, certo tra le righe, sul più grande rischio che corrono i proprietari di casa italiani: l’erosione del proprio patrimonio.

 

Gli immobili sono vecchi, e perdono di valore non solo a causa del naturale deperimento di materiali e strutture, ma anche e soprattutto perché non reggono il confronto con le nuove costruzioni.

 

Tutto ciò, al netto delle conseguenze di vivere in un immobile con scarse capacità energetiche: disagi crescenti durante i sempre meno rari fenomeni metereologici estremi, bollette sempre più elevate (visto l’aumento del costo dell’energia).

 

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