21 Febbraio 2024
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Sanatoria edilizia e acquisizione comunale: cosa cambia con la nuova sentenza

La recente sentenza della Corte di Cassazione ha apportato modifiche significative alla gestione degli abusi edilizi in Italia.

 

Stabilendo che la sanatoria edilizia non è più valida dopo 90 giorni dall’ingiunzione di demolizione, la sentenza enfatizza le implicazioni di questa regola sul trasferimento automatico dell’immobile abusivo al patrimonio comunale. Questa decisione segna un importante cambiamento nel panorama urbanistico, con impatti diretti sui responsabili degli abusi edilizi e sulle decisioni amministrative dei comuni.

 

La Sentenza della Corte di Cassazione Modifica il Panorama della Sanatoria Edilizia

 

La recente sentenza della Corte di Cassazione, numero 46702 del 21 novembre 2023, getta nuova luce sulla gestione degli abusi edilizi. La Corte ha stabilito che la sanatoria edilizia non è legittima se interviene oltre i 90 giorni dalla ingiunzione a demolire. Inoltre, il responsabile degli abusi edilizi non ha il diritto di richiedere l’annullamento dell’ordine di demolizione, poiché l’immobile diventa di proprietà comunale.

 

Implicazioni del Manufatto Abusivo nel Patrimonio Comunale

 

La sanatoria postuma non è più valida una volta che l’immobile abusivo è acquisito dal patrimonio comunale. Questa decisione sottolinea l’importanza del rispetto dei termini procedurali nell’ambito dell’urbanistica. La Corte di Cassazione enfatizza che il manufatto abusivo, non demolito entro i 90 giorni dall’ingiunzione, diventa automaticamente di proprietà del Comune.

 

Il Testo Unico Edilizia e le Nuove Disposizioni

 

Secondo l’articolo 31 del Testo Unico Edilizia, l’inottemperanza all’ordine di demolizione comporta l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’opera abusiva. La Corte ricorda che questo trasferimento avviene automaticamente e non richiede ulteriori azioni procedurali da parte del Comune.

 

La Sanatoria Postuma e il Ruolo del Comune

 

Il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria, successivo all’acquisizione al patrimonio comunale, è stato dichiarato illegittimo dalla Corte. Questo pone l’enfasi sulla responsabilità del Comune nel determinare il futuro dell’opera, stabilendo se mantenerla o procedere con la demolizione.

 

Il Ruolo del Responsabile degli Abusi

 

La Corte chiarisce che il responsabile degli abusi edilizi, una volta che l’opera è acquisita dal Comune, perde ogni legittimità nel richiedere l’annullamento dell’ordine di demolizione. La loro unica possibilità di intervento è limitata alla richiesta di demolizione a proprie spese.

Questa sentenza rappresenta un punto di svolta nella gestione degli abusi edilizi. Sottolinea la necessità per i proprietari e i responsabili di agire tempestivamente per evitare l’acquisizione automatica dell’immobile da parte del Comune e chiarisce le conseguenze di una sanatoria tardiva.

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